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Scuola, il paradosso di tanta tecnologia che non fa vera innovazione

Scuola, il paradosso di tanta tecnologia che non fa vera innovazione
Una carrozza senza cavalli. Utilizzo spesso questa immagine di una delle prime automobili, nelle conferenze alle quale ho occasione di partecipare, ma anche durante gli incontri di formazione relativi al PNSD che sto tenendo in giro per l’Italia. Rappresenta, appunto, una delle prime automobili, anche se a prima vista sembra una carrozza. In effetti, è proprio una carrozza. Una carrozza senza cavalli, ma con ancora tutte le caratteristiche del precedente modello tecnologico di mezzo di trasporto. È passato un po’ di tempo da allora, e ad un certo punto si è iniziato a capire che il motore, in pratica un “paradigma di propulsione” completamente diverso da quello precedente, consentiva soluzioni tecniche e creative ben diverse e innovative. Mi sono accorto di poter utilizzare questa metafora in molti ambiti, parlando di digitale, ma è una bella notizia solo per me, così non ho bisogno di inventarmi slide ad effetto! E a scuola, cosa troviamo? Appunto, carrozze senza cavalli!

http://www.agendadigitale.eu/competenze-digitali/digitale-perche-a-scuola-le-tecnologie-non-hanno-portato-vera-innovazione_3084.htm

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I 5 grandi errori sulla tecnologia didattica – Il digitale a scuola – Medium All’indomani della diffusione dei dati OCSE su digitale e scuola, secondo i quali non si erano riscontrati miglioramenti apprezzabili nelle scuole che facevano uso del digitale, avevo scritto un articolo in cui facevo una sintetica rassegna stampa di ciò che era stato detto al riguardo e concludevo con un appello a focalizzare l’attenzione più sulle metodologie che sugli strumenti. Mi era però sfuggito l’interessante articolo “I cinque grandi errori sulla tecnologia didattica e come correggerli” in cui l’autore, Yong Zhao, riprende le argomentazioni di un suo libro dal titolo simile e sintetizza i 5 fondamentali malintesi che fanno vacillare il rapporto tra tecnologia e didattica: 1 La tecnologia non deve sostituire l’insegnante: ci sono cose che le tecnologie possono fare in modo più efficace e che permettono all’insegnante di risparmiare tempo e fatica per dedicarsi a ciò che esse non sono in grado di fare (o comunque non meglio dell’insegnante). Dipende dai tuoi obiettivi didattici.

Rai Scuola - Generazione Digitale - Educare ai media Le nuove tecnologie stanno costruendo un ponte tra docenti e studenti per colmare il cosiddetto digital divide tra generazioni, e in alcuni casi sono proprio gli studenti a mostrare delle competenze ai loro professori. In questa puntata di generazione Digitale parleremo di Media Education e dell'uso consapevole di queste tecnologie acquisite. Con gli ospiti in studio, cercheremo di capire in Italia a che punto siamo con il digital divide per gli insegnanti e quali sono i prossimi obiettivi più urgenti da raggiungere. Cercheremo di definire il concetto di educazione ai media e concretamente come si mette in atto in classe e a casa, e quali sono i rischi legati ad un utilizzo incontrollato dei nuovi strumenti tecnologici. Infine, andremo ad Arezzo, al Liceo Redi, un altro esempio di scuola 2.0 con all'attivo molte attività in sperimentazione, in cui le nuove tecnologie mettono in maggiore comunicazione studenti e professori.

Editore - Modelli pedagogici e pratiche didattiche - Acquista senza spese Il libro Il volume raccoglie gli atti, vale a dire le riflessioni, le relazioni e le comunicazioni che hanno percorso il convegno SIREM “L’educazione digitale. Modelli pedagogici e pratiche didattiche per la formazione iniziale e in servizio degli insegnanti”, che si è tenuto a Napoli nel marzo 2016.Il convegno ha rappresentato una occasione importante in cui studiosi, ricercatori e insegnanti, mossi da diversi interessi e specializzati in svariati campi, si sono incontrati per dialogare, leggere, costruire percorsi didattici digitali che diano senso alla relazione educativa, quella fra insegnante e alunno, messa alla prova e resa complessa dall’avvento delle tecnologie digitali. Talvolta il digitale viene interpretato e accolto come un ospite inatteso, persino inquieto che disturba la quotidianità scolastica. Clicca qui per scaricare il pdf gratuitamente

BYOD lesson in BYOD class Ho iniziato un percorso a gruppi in geografia finalizzato all'organizzazione di informazioni funzionali ad un viaggio. Dopo aver scelto una meta europea, i gruppi devono allestire una proposta che contempli itinerari, mete turistiche, culturali, mezzi di trasporto, alberghi, costi. Avendo fornito loro i criteri, i ragazzi potevano autonomamente incaricarsi delle ricerche utili. Potevano naturalmente consultare libri di testo o enciclopedie cartacee, ma di fatto tutte le informazioni, ben più complete e aggiornate, sono state cercate/reperite in Internet. Il tutto deve essere finalizzato ad un depliant digitale, realizzato con un impaginatore (Scribus o eBook creator o simili) o un software di videoscrittura o slide o qualunque strumento di esposizione il gruppo ritenesse funzionale. All'inizio ho chiesto che le ricerche dei materiali fossero fatte a casa, mentre a scuola ogni gruppo doveva avere almeno un computer o un device.

Una mappa per la formazione digitale degli insegnanti – BRICKS scarica la versione PDF del lavoro La situazione delle tecnologie nella scuola italiana L’ultima legge sulla scuola (riguardo all’aggettivazione della quale credo debba essere almeno lasciata libertà di giudizio) stabilisce l’ingresso delle competenze digitali tra quelle irrinunciabili per gli studenti, in accordo col piano Scuola Digitale e richiamando quanto già stabilito – ma senza conferire ad esse autonoma dignità – nel profilo degli studenti in uscita dalla scuola dell’obbligo del ministro Fioroni del 2007 (1). Mettere l’accento su questo aspetto della formazione delle nuove generazioni altro non è che prendere coscienza di un problema già fortemente sentito dalla scuola: la necessità di trasformare le presunte abilità digitali degli studenti in vere e proprie competenze. Purtroppo a ostacolare le intenzioni della nuova legge ci sono almeno due problemi di fondo. Figura 1 – Dati sulla connettività.

TEDxYouth@Bologna “Il giorno in cui l’Italia scoprì Internet era il 30 aprile 1986”, così scrive su Facebook il Presidente del Consiglio Matteo Renzi. Sono passati 30 anni da quel giorno e, per celebrare questa importante svolta che ci ha introdotti nel mondo digitale, il 29-30 aprile 2016 si celebrerà l’Internet Day. Sarà una giornata dedicata ad attività volte ad approfondire il senso della rete e delle opportunità che il web ha creato. Il grande equivoco. Ripensare l’educazione (#digitale) per la Società Ipercomplessa “Non conosco altri modi in cui l’intelligenza o la mente potrebbero sorgere o essere sorte se non attraverso l’interiorizzazione da parte dell’individuo dei processi sociali dell’esperienza e del comportamento” G.H.Mead “La socialità non è un accidente né una contingenza; è la definizione stessa della condizione umana” T.Todorov “Il dominio della macchina ha cercato di negare l’esistenza di questa dimensione spirituale, mentre ciò che rende l’uomo veramente umano è la sua abilità a proiettare se stesso nel mondo attraverso la tecnica e le forme d’arte. Tentare di castrare gli attributi della soggettività equivale a ridurre l’uomo all’impotenza, a farne il trastullo di forze capricciose in un mondo assurdo, a renderlo, in altre parole, una creatura e non un creatore”

Socrative – Sistema smart per verifiche, quesiti, quiz e sondaggi Socrative è semplice ed è smart. Socrative è un semplice sistema per effettuare verifiche in classe che dà al docente la possibilità di interessare i propri studenti con una serie di esercizi di verifica anche in forma di gara o di gioco. Questo strumento è un’ app veramente semplice e ci si registra in pochi secondi. Socrative funziona su qualsiasi tablet, smartphone, computer e laptop. Il docente accede tramite il proprio dispositivo e seleziona la verifica da somministrare.

il modello SAMR Un divertente esercizio accademico cui si può giocare può essere quello di burlarsi della magica parola "inclusione", un must di chi voglia a qualsiasi titolo affermare una qualsiasi cosa intorno alle politiche scolastiche e alla didattica, si potrebbe anche dire che l'espressione "inclusione" costituisca l'ultima frontiera del "politicamente corretto" nella didattica parlata. Il fatto è che, a fronte di un sempre maggior dispendio di risorse e impegno per includere, il numero degli esclusi si mantiene costante. Pubblico quindi questo testo, che trovai tempo fa in rete, firmato da un certo Franco Margianni, pur non condividendo quanto vi si sostiene e per il troppo cinico sarcasmo e per la polemica inconcludenza. Sospetto anzi che lo stesso nome dell'autore sia uno pseudonimo, dato che non ne ho trovato traccia in rete. D'altronde è pur vero. come diceva quel tale, che burlarsi di qualcosa è il solo modo di affrontarla seriamente. Come reagisce la politica scolastica a questo problema?

Insegnantiduepuntozero - I 9 elementi della Cittadinanza Digitale La Cittadinanza Digitale può essere definita come l’insieme di norme per un comportamento appropriato e responsabile riguardo l’uso delle tecnologie. Questo documento/manifesto vuole essere di ausilio a tutti/e coloro che sono a vario titolo impegnati/e nella costruzione della Cittadinanza Digitale, e viene pertanto rilasciato in licenza CC-BY (vedi note al termine). 1. Accesso digitale Per una partecipazione digitale a pieno titolo di chiunque nella società

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