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I dieci comandamenti per una presentazione perfetta

I dieci comandamenti per una presentazione perfetta
Ecco la nota dolente di tanta didattica digitale: la presentazione! Sappiamo già come motivare la classe allo studio della storia dell’arte, conosciamo come rendere efficace una lezione ma possiamo rovinare tutto con un pessimo PPT… Qui vorrei dare alcuni suggerimenti per un’impaginazione efficace delle nostre slide. Senza entrare nel campo del graphic design avrei una decina di indicazioni per rendere visivamente accattivante qualsiasi presentazione. Ovviamente do per scontato che i contenuti siano validi, comprensibili e ben organizzati… Per capire meglio come applicare queste regole, riporterò alcune immagini relative alle presentazioni raccolte tra le mie risorse di storia dell’arte. Il testo da inserire in una slide deve essere la sintesi di ciò che direste a voce. Dovete inserire pochissime frasi, con pochi incisi, sintetiche e separate tra loro da un’interlinea maggiore. Non usate sfondi dai colori improbabili con sfumature iridescenti. Questa è roba da grafici, lo so. Related:  unità didattichelina1974

Analizzare un quadro in tre mosse Tempo fa ho scritto un articolo sulla lettura dell’opera d’arte. Un metodo di analisi complesso e approfondito che, però, proprio per la sua vasta articolazione, non può essere praticato sistematicamente per ciascun dipinto da studiare (insomma, quando lo propongo in classe i ragazzi mi guardano storto…). Allora ho cercato di semplificare l’approccio proponendo tre parole-chiave: tecnica, soggetto e poetica. Vediamo cosa si intende per ognuna di queste tre voci. 1. Restando nell’ambito delle arti visive bidimensionali (anche se l’arte comprende anche scultura, architettura, letteratura, teatro, danza, musica etc. etc.) le tecniche più diffuse sono la tempera su tavola, l’affresco, l’olio su tela e l’inchiostro su carta, giusto per citare quelle che si trovano più spesso nel libro di storia dell’arte. Ecco, ad esempio, alcuni dettagli di dipinti realizzati ad olio su tela. 2. WikiArt ce ne propone una sessantina ma quelli più frequenti sono quelli qui sotto. 3. E la poetica?

Guida base all'uso di Pearltrees 1) Cos’è Pearltrees Pearltrees è un social network che permette di archiviare on line e di condividere pagine web,appunti e fotografie. La novità di questo social network è l’uso della metafora dell’albero e delleperle: i rami diventano categorie sotto i quali possiamo “cogliere” (in inglese il verbo usato è “topick”) i frutti che abbiamo coltivato, cioè i contenuti che abbiamo caricato o collegato.La possibilità di condividere su Facebook e Twitter i nostri contenuti, nonchè di cercare le perledegli altri utenti di Perltrees, rendono questa piattaforma particolarmente interessante. 2) Crearsi l’account e installare l’estensione del browser Iniziamo creando un nostro accountApriamo il sito destra dell’home page ci sono i varimodi per crearsi un account. La prima fase chiede l’inserimento di alcuni dati: Real name : da inserire solo se si desidera esserericonosciuti Mini bio

Scultura, i materiali che non ti aspetti - Didatticarte Quando pensiamo alla scultura ci viene subito in mente il marmo e, in effetti, è un materiale che si presta ad infinite possibilità espressive come abbiamo visto in questo post. Ma, oltre ai materiali tradizionali come pietra, argilla e bronzo, si possono realizzare sculture con un’infinità di altri materiali “non ortodossi“. Materiali poveri, scartati, effimeri, ma con una grande potenzialità comunicativa ed estetica. Vi ho già parlato, ad esempio, dei legni spiaggiati: rami e tronchi che il mare, dopo averli levigati e schiariti, restituisce sulle coste in forme scultoree ed evocative. Più delicati sono gli animali di Vincent Richel. Le creazioni in rete metallica di Benedetta Mori Ubaldini appaiono ancora più impalpabili. Ancora più effimere sono le sculture fatte di ghiaccio. Le sculture si sono liquefatte nel giro di 30 minuti… la Terra quanto ci impiegherà? Senz’altro più durature sono, invece, le sculture di James Corbett. … quelle di Brian Dettmer fatte con musicassette fuse…

Geometria ed arte: la simmetria radiale Mi ha sempre affascinato tutto ciò che è circolare. E tra tutto ciò che è circolare mi attraggono particolarmente tutte quelle figure che mostrano delle simmetrie radiali, dei disegni simmetrici rispetto a tre, quattro, cinque, sei o più raggi. Gli esempi più noti ci vengono dalla natura: cosa sono i fiocchi di neve se non delle costruzioni straordinarie a simmetria radiale? Proprio con i fiocchi di neve si possono realizzare interessanti esercizi grafici per imparare a disegnare oggetti a simmetria radiale. Molti organismi viventi, tra flora e fauna, presentano simmetrie radiali. In questo caso può essere utile, dal punto didattico, far fare agli studenti una raccolta fotografica di elementi con simmetria radiale che scorgono intorno a loro. Oppure si possono ammirare, in contemplazione estatica, le bellissime tavole tratte da “Forme artistiche della natura” dello scienziato Ernst Haeckel. L’uomo ha preso spunto dagli organismi a simmetria radiale fin dai tempi più antichi. SalvaSalva

Pearltrees | Bit Crush Quante volte abbiamo gettato la spugna nel tentativo onorevole -ma disarmante- di mettere ordine al nostro lungo elenco dei “preferiti”. Pearltrees.com è un interessante esperimento che propone un nuovo approccio, visual e social, alla gestione di bookmarks. Vuoi provarlo? Vai al sito www.pearltrees.com e registra un tuo account. Come aggiungere e ordinare le perle. Creare la tua collezione è facile. I miei due pearltrees: Social Media Vision e Quotidiani online Marche Fuori dal guscio: l’aspetto social di pearltrees. Non sei solo su pearltrees. Il pannello di controllo di una perla base. La drop zone e la pearltrees extension Funzioni utili che meritano di essere trattate a parte. in alto a dx il bottone della pearltrees extension e tutte le opzioni/azioni disponibili Allo stesso modo tutte le volte che visiti gli alberi di perle di un tuo amico o contatto su pearltrees puoi fare drag e drop, “rubare” le perle che ti interessano e intascarle nella tua drop zone.

Le 10 sculture più costose del mondo - My Luxury Un viaggio in lungo e in largo alla scoperta delle dieci sculture più costose al mondo. L’arte è un elemento fondamentale della vita umana e ai giorni nostri è anche una potente attrattiva per il turismo. Accanto alle bellezze naturali, sono infatti le opere e i capolavori del genio umano il motore che spinge milioni di persone a visitare luoghi lontani. Le sculture hanno una voce importate in questo senso: sono infatti l’elemento artistico in grado di mutare l’aspetto di una città, di diventarne il simbolo, di cambiare la percezione dello spazio. Il Cristo Redentore – Rio de Janeiro Al decimo posto troviamo il Cristo Redentore, simbolo di Rio de Janeiro, in Brasile. Portrait de Madame L.R. di Constantin Brancusi Constantin Brancusi è stato uno dei più grandi artisti del secolo scorso ed è una sua opera a finire in nona posizione. Statua della Libertà – New York In ottava posizione troviamo forse la scultura più famosa al mondo, la Statua della Libertà, a New York. La Leonessa di Guennol

Inganni spaziali e illusioni ottiche Ricordate i nove indizi di profondità di cui ho già parlato? Ebbene, si tratta di meccanismi percettivi talmente radicati nel nostro cervello che, nel momento in cui qualche elemento nel campo visivo ne contraddice le regole, non siamo più in grado di stabilire distanze, orientamento o dimensioni degli oggetti osservati. Il nostro sistema visivo, infatti, da un lato si aspetta che gli oggetti lontani appaiano più piccoli di quelli vicini, da un altro lato sa che, a dispetto di tale diversità percepita, gli oggetti non cambiano realmente dimensione o forma (caratteristica definita costanza percettiva) solo perché sono lontani o sono visti di scorcio, e continua a vederli come dovrebbero essere e non come effettivamente li vede. La constatazione del fatto che noi vediamo ciò che abbiamo imparato a vedere (attribuiamo agli oggetti grandezze, forme e colori a priori) crea delle serie difficoltà percettive nel momento in cui le immagini violano i nostri pre-giudizi. Vediamo un altro caso.

Alberto Giacometti: "Non può esserci riuscita" | Doppiozero Sono trascorsi cinquant’anni dalla morte di Alberto Giacometti. Pubblichiamo, per ricordarlo, una conversazione con Jean-Marie Drot, trascrizione dal film Giacometti un homme parmi les autres trasmesso il 12 novembre 1963, realizzato da Jean-Marie Drot, pubblicata sul numero 11 della collana «Riga» a lui dedicato (a cura di Marco Belpoliti e Elio Grazioli, 1997). Traduzione di Elio Grazioli. Giacometti nel suo studio, ph. Giacometti, entrando nel suo atelier si è al tempo stesso infastiditi e rassicurati. Io non mi nascondo; non mi nascondo in particolare, no, ma per quel che riguarda il lavorare in vostra presenza, ne approfitto, e mi serve tanto più perché comincio, riprendo un lavoro che non avevo ripreso in mano da tempo. È un po’ un gioco di pazienza. Che cosa? Il suo lavoro. No, niente affatto, è piuttosto una mania. Una mania? Sono piuttosto maniaco, credo. Cosa significa: non è così, comunque? E tuttavia ricomincia sempre. Perché non riesco, ricomincio. Mira a qualcosa? Certo. Crede?

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