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Metodologie didattiche innovative

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New media & Education. Metodologie Didattiche e Tecnologie dell'Apprendimento. Didattica & Social Media. BYOD - raccolta a cura del prof. Piero Pelosi per il corso Docenti. Media Literacy – Valigia Blu. Skip to content Post Storie Ebook Video About.

Media Literacy – Valigia Blu

Didattica laboratoriale. Learning by doing (John Dewey) Cooperative learning. Home cos'è i precursori caratteristiche modelli approfondimenti gli autori citati nel portale bibliografia link interessanti Link al cooperative learning Forum Link al cooperative learning.

Cooperative learning

PROGETTI DI APPRENDIMENTO COLLABORATIVO IN RETE. PROGETTI DI APPRENDIMENTO COLLABORATIVO IN RETE: istruzioni per l’uso di Cristina Mazzola Premessa Partiamo innanzitutto da alcune definizioni: Ø collaborazione: “attività in cui più soggetti, comunicando reciprocamente, assumono un atteggiamento orientato ad aiutarsi e sostenersi vicendevolmente, pur rivolti verso finalità distinte”

PROGETTI DI APPRENDIMENTO COLLABORATIVO IN RETE

Apprendimento basato su Problemi, sull'Indagine o sui Progetti. 3 Metodi di Apprendimento che ogni Docente del XXI Secolo dovrebbe conoscere Prendo spunto da un vecchio post pubblicato su Education Technology and Mobile Learning nel marzo del 2013, per proporre alcuni video tutorial che illustrano metodologie di attività cooperative di impostazione costruttivista e basate sull'apprendimento attraverso l'azione o learn by doing.

Apprendimento basato su Problemi, sull'Indagine o sui Progetti

Il post prende in esame tre metodologie didattiche: # Inquiry Based Learning: apprendimento basato sulla ricerca # Problem Based Learning: apprendimento basato sui problemi. EAS Episodi di Apprendimento Situato. Dettagli Categoria: Non categorizzato Creato: Domenica, 18 Ottobre 2015 13:25 Se gli amici americani hanno rivoluzionato la didattica con la Flipped Classroom, anche in Italia c'è chi lavora in maniera originale sull'apprendimento digitale, costruendo possibili metodi per lavorare quotidianamente con le nuove tecnologie.Nella fattispecie da un'intuizione di Pier Cesare Rivoltella sono nati gli EAS, Episodi di Apprendimento Situato, un interessante metodologia che fornisce ai docenti un framework molto semplice per poter lavorare con tablet e computer di ogni sorta in classe.

EAS Episodi di Apprendimento Situato

Che cosa sono gli EASSono episodi appunto, ovvero unità didattiche minime, il tassello fondamentale attorno a cui costruire la propria didattica. Il BYOD come buona pratica per la diffusione della tecnologia in classe. Quindicesima intervista di SoloTablet.

Il BYOD come buona pratica per la diffusione della tecnologia in classe

A raccontarci la sua esperienza e visione della didattica neu tempi tecnologici è Rosalinda Ierardi che ci ha parlato di come ha praticato il BYOD per facilitare l'introduzione delle nuove tecnologie in classe. Flipped classroom: un nuovo modo di insegnare e apprendere – Di Graziano Cecchinato e Romina Papa Lo slogan della Flipped classroom, “lezioni a casa, compiti a scuola”, indica il “capovolgimento” dei due momenti classici della scuola, lezione frontale e studio individuale, e ha contribuito in parte al successo divulgativo di questa innovativa metodologia didattica.

Flipped classroom: un nuovo modo di insegnare e apprendere –

La duplice inversione della Flipped classroom Sembra tuttavia che non si tratti di una moda: nata spontaneamente dagli insegnanti e diffusa in molti paesi attraverso la condivisione nei canali sociali di Internet, la Flipped Classroom è un approccio alla base del quale vi è il bisogno di molti insegnanti di rispondere alle trasformazioni indotte dai nuovi media digitali. Nel corso dei primi dieci anni di sperimentazione, la Flipped Classroom ha conosciuto una naturale evoluzione. La Flipped classroom ha portato ad una evoluzione delle videolezioni. Flipped classroom nella primaria – BRICKS. Scarica la versione PDF del lavoro.

Flipped classroom nella primaria – BRICKS

Flipped Classroom: l'esperienza del professor Grossi. Fumetti digitali, videolezioni e gruppi Facebook: sono queste gli strumenti spesso utilizzati da chi ama la Flipped Classroom (o classe capovolta).

Flipped Classroom: l'esperienza del professor Grossi

Flipped classroom: come progettare Unità di apprendimento – Di Graziano Cecchinato e Romina Papa Le tre fasi della sfida didattica a fondamento della Flipped classroom, già presentate in un precedente articolo, vengono ora analizzate più ampiamente per giungere alla progettazione di Unità di apprendimento.

Flipped classroom: come progettare Unità di apprendimento –

Una prima indicazione utile alla progettazione di Unità di apprendimento basate sulla nuova metodologia della Flipped classroom consiste nella adozione dei meccanismi di coinvolgimento della gamification. È noto quanto i videogiochi, siano coinvolgenti e catalizzino le energie dei ragazzi nel superare livelli e raggiungere obiettivi, e quanta gratificazione sia prodotta dall’ottenere questi effimeri successi. La proposta che qui si avanza non consiste nell’introdurre i videogiochi a scuola, nemmeno quelli realizzati a scopi educativi come i serious games, ma nel riprodurne i meccanismi motivazionali e le logiche costitutive che ne sono alla base e che sono, guarda caso, “capovolti” rispetto all’impostazione tradizionale della scuola.

Competenze chiave, europee, di base, di cittadinanza. Che differenza c’é? – Didattica per competenze. Pubblicato il 17 novembre 2014. Competenze chiave di cittadinanza. 16 competenze da sviluppare a scuola (secondo il WEF) L’economia dell’innovazione sta cambiando il mondo. E il settore dell’educazione deve stare al passo con il cambiamento, abituando gli studenti ad acquisire capacità nuove, idonee al mercato del lavoro che l’economia dell’innovazione produce.

Problem solving, creatività, capacità di guidare un team. Competenze che vanno oltre il semplice studio della storia e dell’aritmetica. Partendo da questa considerazione, il World Economic Forum ha pubblicato pochi giorni fa il report “New Vision for Education. Unlocking the Potential of Technology”. A scuola di competenze. Da qualche tempo a scuola non si parla più solo di "materie" o di "discipline" ma anche di "competenze". Per alcuni questo cambiamento è benvenuto perché segnala lo svecchiamento della nostra scuola e la sua apertura al mondo, per altri non si tratta di un miglioramento ma dello smantellato di un pilastro che ha sempre dato solidità ai saperi e valore a chi li possiede: le discipline.

Cercherò, in questo contributo, di fare chiarezza sul senso delle "competenze" e sull'apparente antagonismo tra queste e le conoscenze disciplinari e cercherò di farlo a beneficio delle famiglie i cui figli frequentano la scuola delle competenze, cioè a beneficio di persone che non sono dei tecnici della didattica ma fruitori dei servizi della scuola e che hanno il diritto, ma anche il dovere, di conoscere e capire dove stia andando. Applicare le conoscenze e le abilità. Didattica per competenze. Insegnare, programmare e valutare per competenze. Il concetto di didattica per competenze comincia ad affermarsi intorno alla metà degli anni ’90, nei documenti dell’Unione Europea, come il Libro bianco sull’istruzione e formazione1 a cura di Edith Cresson, allora Commissario Europeo con delega alla scienza, ricerca ed educazione, in cui si legge: «In tutti i paesi d’Europa si cercano di identificare le “competenze chiave” e di trovare i mezzi migliori di acquisirle, certificarle e valutarle.