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Insegnare, programmare e valutare per competenze

Insegnare, programmare e valutare per competenze
Il concetto di didattica per competenze comincia ad affermarsi intorno alla metà degli anni ’90, nei documenti dell’Unione Europea, come il Libro bianco sull’istruzione e formazione1 a cura di Edith Cresson, allora Commissario Europeo con delega alla scienza, ricerca ed educazione, in cui si legge: «In tutti i paesi d’Europa si cercano di identificare le “competenze chiave” e di trovare i mezzi migliori di acquisirle, certificarle e valutarle. Viene proposto di mettere in atto un processo europeo che permetta di confrontare e diffondere queste definizioni, questi metodi e queste pratiche». L’idea di competenza deriva dall’ambito lavorativo, dove indica “il patrimonio complessivo di risorse di un individuo nel momento in cui affronta una prestazione lavorativa o il suo percorso professionale”.2 La dimensione della potenzialità e quella della natura integrata della competenza sono fondamentali, perché le ritroveremo anche nell’applicazione al mondo della scuola. 1. 2. 4. competenza digitale

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Flipped classroom: un nuovo modo di insegnare e apprendere – di Graziano Cecchinato e Romina Papa Lo slogan della Flipped classroom, “lezioni a casa, compiti a scuola”, indica il “capovolgimento” dei due momenti classici della scuola, lezione frontale e studio individuale, e ha contribuito in parte al successo divulgativo di questa innovativa metodologia didattica. La duplice inversione della Flipped classroom Sembra tuttavia che non si tratti di una moda: nata spontaneamente dagli insegnanti e diffusa in molti paesi attraverso la condivisione nei canali sociali di Internet, la Flipped Classroom è un approccio alla base del quale vi è il bisogno di molti insegnanti di rispondere alle trasformazioni indotte dai nuovi media digitali. Nel corso dei primi dieci anni di sperimentazione, la Flipped Classroom ha conosciuto una naturale evoluzione.

Edurete.org La didattica per competenze è un approccio che risponde all’esigenza di formare cittadini autonomi, responsabili e in grado di gestire efficacemente situazioni di studio, lavoro, vita quotidiana, attraverso un atteggiamento aperto di crescita e di autoformazione continua. La competenza si manifesta quando un soggetto mobilita, attiva, integra, coordina, orchestra un complesso di elementi per affrontare e risolvere situazioni-problema (soprattutto di vita reale) mai affrontate precedentemente in quella forma. Insegnare per competenze significa mettere in grado lo studente di acquisire saperi, sviluppare capacità di base ed atteggiamenti positivi verso le sfide, leggere la realtà cogliendone gli elementi essenziali, avere un impatto su di essa, costruire opinioni e artefatti e condividerli, mettersi in discussione, cambiare i propri punti di vista e migliorarsi.

Flipped Classroom: l'esperienza del professor Grossi Fumetti digitali, videolezioni e gruppi Facebook: sono queste gli strumenti spesso utilizzati da chi ama la Flipped Classroom (o classe capovolta). Ma attenzione, per attuare la classe capovolta non servono per forza le nuove tecnologie, “basterebbe ideare attività di apprendimento che mettano al centro lo studente, rendendolo protagonista dell’apprendimento”. Ce lo assicura Eros Grossi, insegnante di Lettere presso il Liceo Scientifico Statale “Vito Volterra” di Ciampino (RM), che ha abbracciato da anni la didattica della Flipped, e che abbiamo intervistato per capire come cambia il lavoro di un professore che decide di capovolgere il suo modus operandi. Flipped classroom in Italia: a che punto siamo?

Rubistar: il sito che aiuta a costruire rubriche di valutazione La programmazione per competenze dovrebbe ormai essere (anche se purtroppo non è così) una realtà nelle nostre scuole, soprattutto se pensiamo che le otto competenze chiave europee sono state sancite tramite la Raccomandazione 2006/962/CE del Parlamento europeo addirittura il 18 dicembre 2006. Progettare per competenze significa però anche valutare le stesse attraverso rubriche di valutazione che vanno costruite dai docenti. Per farlo ci viene in aiuto uno strumento a mio avviso molto valido: Rubistar. Il BYOD come buona pratica per la diffusione della tecnologia in classe Quindicesima intervista di SoloTablet. A raccontarci la sua esperienza e visione della didattica neu tempi tecnologici è Rosalinda Ierardi che ci ha parlato di come ha praticato il BYOD per facilitare l'introduzione delle nuove tecnologie in classe. Per Ierardi l’esigenza non è però di introdurre i dispositivi in sè, ma di introdurli per facilitare e supportare una didattica e una metodologia che valorizzassero le capacità e incoraggiassero lo sviluppo delle competenze nei bambini. Se sei un/a insegnante e vuoi contribuire alla iniziativa di SoloTablet puoi contattarci a questo indirizzo. Ti verranno inviate le domande utili a comporre l'intervista. Per l'anno scolastico 2014 proponiamo a tutti gli inseganti l'ebook 'Tablet a scuola: come cambia la didattica' scritto da Carlo Mazzucchelli.

Cooperative learning Home cos'è i precursori caratteristiche modelli Flipped classroom nella primaria – BRICKS scarica la versione PDF del lavoro Sui muri, a volte, capita di leggere. “Se ci aveste spiegato di meno, avremmo capito di più”. Per quanto possa sembrare paradossale, questa frase scritta dai writer rimanda alla realtà di molte lezioni, incentrate sulla sola trasmissione di conoscenze e non sull’acquisizione di competenze attraverso il learning by doing. Compito del docente, nell’esercizio della libertà di insegnamento, è quello di individuare le metodologie da adottare, compiendo una serie di valutazioni sulla situazione di fatto in cui si trova ad operare e sul tipo di percorso che intende delineare. Ma è possibile utilizzare la didattica capovolta alla primaria?

16 competenze da sviluppare a scuola (secondo il WEF) L’economia dell’innovazione sta cambiando il mondo. E il settore dell’educazione deve stare al passo con il cambiamento, abituando gli studenti ad acquisire capacità nuove, idonee al mercato del lavoro che l’economia dell’innovazione produce. Problem solving, creatività, capacità di guidare un team. Competenze che vanno oltre il semplice studio della storia e dell’aritmetica. Partendo da questa considerazione, il World Economic Forum ha pubblicato pochi giorni fa il report “New Vision for Education. Unlocking the Potential of Technology”. Competenze chiave, europee, di base, di cittadinanza. Che differenza c’é? – Didattica per competenze Pubblicato il 17 novembre 2014 Quattro tipi di competenze. Come sono definite? Flipped classroom: come progettare Unità di apprendimento – di Graziano Cecchinato e Romina Papa Le tre fasi della sfida didattica a fondamento della Flipped classroom, già presentate in un precedente articolo, vengono ora analizzate più ampiamente per giungere alla progettazione di Unità di apprendimento. Una prima indicazione utile alla progettazione di Unità di apprendimento basate sulla nuova metodologia della Flipped classroom consiste nella adozione dei meccanismi di coinvolgimento della gamification. È noto quanto i videogiochi, siano coinvolgenti e catalizzino le energie dei ragazzi nel superare livelli e raggiungere obiettivi, e quanta gratificazione sia prodotta dall’ottenere questi effimeri successi. La proposta che qui si avanza non consiste nell’introdurre i videogiochi a scuola, nemmeno quelli realizzati a scopi educativi come i serious games, ma nel riprodurne i meccanismi motivazionali e le logiche costitutive che ne sono alla base e che sono, guarda caso, “capovolti” rispetto all’impostazione tradizionale della scuola.

Apprendimento basato su Problemi, sull'Indagine o sui Progetti 3 Metodi di Apprendimento che ogni Docente del XXI Secolo dovrebbe conoscere Prendo spunto da un vecchio post pubblicato su Education Technology and Mobile Learning nel marzo del 2013, per proporre alcuni video tutorial che illustrano metodologie di attività cooperative di impostazione costruttivista e basate sull'apprendimento attraverso l'azione o learn by doing. Il post prende in esame tre metodologie didattiche: # Inquiry Based Learning: apprendimento basato sulla ricerca # Problem Based Learning: apprendimento basato sui problemi

A scuola di competenze Da qualche tempo a scuola non si parla più solo di "materie" o di "discipline" ma anche di "competenze". Per alcuni questo cambiamento è benvenuto perché segnala lo svecchiamento della nostra scuola e la sua apertura al mondo, per altri non si tratta di un miglioramento ma dello smantellato di un pilastro che ha sempre dato solidità ai saperi e valore a chi li possiede: le discipline. Cercherò, in questo contributo, di fare chiarezza sul senso delle "competenze" e sull'apparente antagonismo tra queste e le conoscenze disciplinari e cercherò di farlo a beneficio delle famiglie i cui figli frequentano la scuola delle competenze, cioè a beneficio di persone che non sono dei tecnici della didattica ma fruitori dei servizi della scuola e che hanno il diritto, ma anche il dovere, di conoscere e capire dove stia andando.

EAS Episodi di Apprendimento Situato Dettagli Categoria: Non categorizzato Creato: Domenica, 18 Ottobre 2015 13:25 Se gli amici americani hanno rivoluzionato la didattica con la Flipped Classroom, anche in Italia c'è chi lavora in maniera originale sull'apprendimento digitale, costruendo possibili metodi per lavorare quotidianamente con le nuove tecnologie.Nella fattispecie da un'intuizione di Pier Cesare Rivoltella sono nati gli EAS, Episodi di Apprendimento Situato, un interessante metodologia che fornisce ai docenti un framework molto semplice per poter lavorare con tablet e computer di ogni sorta in classe. Che cosa sono gli EASSono episodi appunto, ovvero unità didattiche minime, il tassello fondamentale attorno a cui costruire la propria didattica.

PROGETTI DI APPRENDIMENTO COLLABORATIVO IN RETE PROGETTI DI APPRENDIMENTO COLLABORATIVO IN RETE: istruzioni per l’uso di Cristina Mazzola Premessa Partiamo innanzitutto da alcune definizioni:

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