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Come imparare le tecnologie per imparare con le tecnologie?

Come imparare le tecnologie per imparare con le tecnologie?
Scheda dell'articolo e Motivi di Interesse # Titolo: The six key skills of learning curation # Autore: Carole Bower # Sito: Lumesse Learning # Data Pubblicazione: 18/05/2015 # Argomento: Il curatore dell'apprendimento trova, comprende e contestualizza contenuti web di rilievo e li presenta agli studenti in modo che divenga più semplice per loro comprenderli e navigarli. # Interesse: Il principale motivo di interesse è il tentativo di definire un approccio all'apprendimento basato sulla content curation o cura dei contenuti. Le premesse di questa strategia sono: 1. 2. 3. per superare tale fenomeno si possono utilizzare le procedure della cura dei contenuti 4. 5. Segue il testo tradotto in italiano (chiedo perdono a chi conosce davvero l'inglese) La "curation" rappresenta la nuova mentalità che i professionisti dell'apprendimento e dello sviluppo devono padroneggiare. I Curatori Apprendimento devono: # filtrare # valutare # sintetizzare # offrire, condividere # segnalare (cartello, segnale) Sbagliato

http://gianfrancomarini.blogspot.com/2016/02/come-imparare-le-tecnologie-per.html

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L'aggiornamento dei docenti nella "Cattiva Scuola" Scheda dell'articolo e Motivi di Interesse # Titolo: The six key skills of learning curation # Autore: Carole Bower # Sito: Lumesse Learning # Data Pubblicazione: 18/05/2015 La scuola di tecnologia senza professori I francesi hanno qualcosa da insegnare alla Silicon Valley sulla tecnologia. Perlomeno questo è quello che pensa Xavier Niel, un miliardario iconoclasta che ha rivoluzionato il settore della telefonia mobile francese e che in passato aveva provato – senza riuscirci – a comprare il gestore mobile americano T-Mobile. Niel sta per aprire in California un campus dell’insolita scuola d’ingegneria che ha fondato a Parigi.

La curatela online di contenuti digitali: una nuova possibilità per lo sviluppo della competenza digitale – BRICKS Cari amici, dunque il web a quale versione è arrivato? Da quasi dieci anni si parla infatti di web 2.0 e ci sono stati accenni a versioni successive, che per la verità per il momento non hanno avuto il medesimo successo L’idea di base del web 2.0, quella che giustificava il “cambio di versione” era il passaggio dalla comunicazione uno-a-molti, caratterizzata dai siti web-vetrina realizzati da professionisti o comunque da esperti informatici, a quella molti-a-molti, un web nel quale tutti possono essere contemporaneamente autori e fruitori. Si è quindi assistito al proliferare di servizi web di ogni tipo, come blog, wiki, cloud, social network ecc. che certamente hanno consentito e consentono tuttora a moltissimi utenti di essere facilmente autori e di produrre e condividere contenuti, ma hanno anche implicato il conseguente aumento esponenziale delle informazioni disponibili in rete. I due servizi di curatela online più noti sono Scoop.it e Storify.

Archivi di immagini liberamente utilizzabili per le vostre presentazioni Sappiamo ormai tutti che uno dei problemi più importanti per chi condivide contenuti digitali online è quello di inserire immagini liberamente utilizzbili. Capita infatti, anche solo per abbellire una presentazione, di dover far ricorso a foto non disponibili nei nostri dispositivi e, per questo, possiamo attingere ad una serie di archivi che vado a presentarvi. Alcune di queste risorse possono essere utilizzate senza alcun problema, per altre occorre citare l'autore o la piattaforma digitale da cui sono state prelevate. Un database che consiglio in particolare agli Animatori Digitali delle scuole, da condividere con i colleghi. Pixabay Un' dei database di foto gratuite più popolari le foto gratis in tutto al mondo.

Nativi digitali? Si, ma incapaci di ricerca attiva nel Web Interessante questo report statistico effettuato dal Miur “Studenti, computer e apprendimento: dati e riflessioni”, dove si evincono diversi dati. Non voglio togliervi il piacere della lettura. Mi limito solo a un dato e a una considerazione: i nostri ragazzi usano , smarthphone e tablet e pc. Sono multitasking, iperconnessi… Tutto questo rimanda a delle competenze?

Google apre un museo virtuale a portata di smartphone La storia dell’arte in un click. Google ha messo a punto Google Arts & Culture, una nuova app (disponibile su iOS e Android) che contiene dipinti di migliaia di artisti, documenti e immagini storiche, ma anche tour virtuali di musei e esposizioni in giro per il mondo. Un grande museo virtuale, tutto sul proprio smartphone. Come migliorare il Piano nazionale Scuola digitale, la sintesi delle proposte Il Cantiere Scuola Digitale di Forum PA ha cominciato i suoi lavori a maggio 2016 in uno spirito di condivisione non solo nella sostanza della discussione (in cui pareri e commenti sono stati messi sul tavolo, sezionati, approvati o criticati) ma anche nella modalità (a incontri di persona è seguito un dibattito su docenti condivisi nel cloud). Presentiamo qui la sintesi delle proposte elaborate (relative ai primi due focus del Cantiere) a valle dell’ultimo incontro (5 luglio), base di discussione per la definizione dei suggerimenti che il tavolo inizierà a formulare nelle prossime settimane, continuando a lavorare in remoto. Da ottobre 2016, la discussione nel cloud verrà aperta al mondo della scuola italiana. Lo scopo è di raccogliere proposte concrete per far sì che il Piano Nazionale Scuola Digitale possa essere pienamente attivato, migliorato, ampliato ed in generale confermato come un asset per la evoluzione della scuola italiana.

Cura dei Contenuti, Chunking Information, micro - learning, traduzione Distopie Didattiche Per Marx l'essenza dell'uomo è la libertà che si esprime nel "lavoro creativo" con cui egli interagisce con gli altri e l'ambiente modificandoli all'interno di una comunità "utopica" fondata sulla massima evangelica: "Ognuno secondo le sue capacità, a ognuno secondo i suoi bisogni", regola che delinea anche un ideale di comunità educativa basata sull'interazione collaborativa. E come l'educazione, anche il lavoro creativo si colloca in una dimensione che dal presente apre al futuro ed è sempre il futuro protagonista del dibattito pedagogico che si concretizza, sempre più spesso, nei lunghi elenchi / liste di competenze, abilità e capacità che le istituzioni educative dovrebbero assumere quali loro obiettivi per il XXI secolo, ma quale futuro disegnano queste tassonomie? Come possiamo immaginare l'uomo che viene "tratto fuori" e "costruito" attraverso queste indicazioni educative?

Strumenti per registrare quello che fate sullo schermo Lo screencast è una pratica particolarmente utile per preparare lezioni nella metodologia della classe capovolta. E' la registrazione digitale di quello che fate sullo schermo, una procedura per creare tutorial e lezioni che gli studenti possono visualizzare a casa, prima di lavorare in classe in maniera collaborativa. Si ricorda, una volta scelto lo strumento di screencasting, di non realizzare registrazioni troppo lunghe (attorno ai 2 minuti va più che bene), di aggiungere didascalie e sottotitoli per sottolineare i passaggi più rilevanti, di non utilizzare sfondi che distraggano l'attenzione dei ragazzi, di condividere il video su youtube, blog di classe, sito di classe. Ecco un elenco di risorse per relizzare screencast: Educreations - app iPad (freemium) Educreations è una sorta di lavagna virtuale per creare lezioni.

L’equazione Internet eguale libertà è una enorme ingenuità Abbiamo rivolto al prof. Pier Cesare Rivoltella – Direttore del CREMIT (Centro di Ricerca sull’Educazione ai Media, all’Informazione e alla Tecnologia), Professore ordinario di Tecnologie dell’istruzione e dell’apprendimento, Università Cattolica del S. Cuore (UCSC), Milano – una domanda secca su un tema quanto mai di attualità. Una certa vulgata (e anche certe prese di posizione ideologiche) vogliono che lo sviluppo di Internet rappresenti una risposta alla manipolazione e al pensiero unico imposti dai media e, di conseguenza, favorisca nuove forme di democrazia alternativa e partecipata. Noi siamo un po’ scettici su questa visione. Lei cosa ne pensa?

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