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Content Curation

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Robin Good. Content Curation by Robin Good | ZEEF. 4 esempi per fare una buona Content Curation. C’è un problema di base che circonda l’universo della content curation: la superficialità. Molti professionisti che decidono di dare valore al proprio business attraverso questa attività, infatti, credono che sia sufficiente selezionare e ripubblicare link più o meno interessanti per fare content curation. fonte Certo, anche questi passaggi sono fondamentali. Ma non sono sufficienti, soprattutto se vuoi raccogliere dei risultati interessanti. Fare content curation vuol dire condividere, ma anche selezionare in base alle esigenze del proprio target e arricchire, dare valore nuovo. Inedito. Personale. Il valore lo puoi dare trovando fonti interessanti (fa sempre comodo rinfrescare il feed reader), lo puoi dare organizzando queste fonti con dei tool specifici come Storify e Scoop.it. Tutto questo si spiega bene su un piano teorico.

Robin Good Uno dei punti di riferimento della content curation in Italia è sicuramente Robin Good. FedEx Craked Craked è uno dei principali siti umoristici americani. Come notizie e pubblicità convivono. Un lettore mi ha chiesto come aiutiamo il pubblico a distinguere i contenuti promozionali da quelli giornalistici, riferendosi in particolare ai video online. Per poter continuare a offrire al pubblico contenuti gratuiti, i giornali online hanno bisogno del sostegno della pubblicità. E gli inserzionisti pagano di più quando sono integrati nel giornale per essere più appetibili agli utenti, che non cliccherebbero uno spot pubblicitario nudo e crudo. Il nuovo termine degli esperti di marketing è “native advertising”, che coincide più o meno con l’italiano “pubbliredazionale” ( se ne è discusso online recentemente su Articolo21 e su Il Post). Giustamente gli utenti chiedono però una pubblicazione trasparente che aiuti a distinguere tra le tipologie di notizie e informazioni offerte.

Quando si tratta di video giornalistici online, come per l’audience televisiva gli utenti sul Web sopportano un breve spot pubblicitario iniziale per contribuire a ripagarne il costo. @annamasera. CONTENT CURATOR - Professioni del Web. Real-Time: **** L’overload di informazioni quotidiane permette al content curator di non essere mai a corto di news, soprattutto se il suo campo d’azione è generico.

In questo caso la gestione in tempo reale è connessa alll’abilità di selezione, sintesi e revisione delle top news. Nel caso di aree d’azione molto verticali, una real-time attitude riguarda al contrario il ritrovamento immediato degli ultimi aggiornamenti. All-Line:*** La cura dei contenuti può essere vista come la cura di un netowrk, ci avete mai pensato? TranSolving: **** I contenuti curati partono da una base crossmediale, giungendo da diversi media (solitamente digitali, ma non sempre) e posseggono una natura transmediale, provenendo da diversi autori.

InnovHunting: ***** Mm speciale millennials. Daniele Dodaro. Overload informativo sul web? Dopo la dicotomia reale vs. virtuale un’altra dicotomia legata al rapporto utente-web è crollata: quella tra l’essere online e offline. La diffusione del mobile ha trasformato l’esperienza dell’essere connessi in un’attività interstiziale e non più dedicata. Con il nostro smartphone sempre in tasca, siamo sempre connessi, siamo always-on. C’è però un risvolto problematico di questo stile di vita iperconnesso. E non lo dico da apocalittico; non sto immaginando orde di giovani anaffettivi innamorati del loro telefonino (c’è già chi ci ha mostrato poeticamente che l’always on non uccide la comunicazione interpersonale, la ridefinisce). È un problema di ordine pratico. La moltiplicazione dei punti e dei momenti di contatto fa sì che ogni giorno riceviamo una mole di informazioni che eccede la nostra capacità di recepirle.

Osservando come sta cambiando il mondo web e mobile, però, possiamo notare che emergono segnali di risposta al problema dell’overload informativo. Interattivo - ilSole24ORE. Sappiamo tutti che il numero di informazioni a nostra disposizione cresce vertiginosamente. E abbiamo probabilmente gia’ visto il termine information overload. Ma ci sono dei rischi piu’ sottili legati al sovraccarico informativo di cui non siamo altrettanto consapevoli.

Riusciamo a capire facilmente che l’information overload e’ un problema perche’ ne percepiamo in modo cosciente gli effetti nella vita quotidiana: abbiamo un obbiettivo da raggiungere (ad esempio, vogliamo approfondire un argomento che ci interessa per il quale il motore di ricerca restituisce 50000 pagine che sembrano pertinenti) e l’essere sopraffatti da troppe informazioni che lo riguardano ci rende stressati, confusi, inefficaci, disorientati,… Sperimentiamo sulla nostra pelle l’information overload con i motori di ricerca, ma anche con altri strumenti tecnologici (v. ad esempio la discussione di qualche tempo fa riguardo a Twitter). Mr overload20 v2. Etalia - Newspapers beyond 2043.