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I 9 elementi della Cittadinanza Digitale

La Cittadinanza Digitale può essere definita come l’insieme di norme per un comportamento appropriato e responsabile riguardo l’uso delle tecnologie. Questo documento/manifesto vuole essere di ausilio a tutti/e coloro che sono a vario titolo impegnati/e nella costruzione della Cittadinanza Digitale, e viene pertanto rilasciato in licenza CC-BY (vedi note al termine). 1. Accesso digitale Per una partecipazione digitale a pieno titolo di chiunque nella società Gli utenti devono essere consapevoli che non tutti hanno le stesse opportunità nell’uso delle tecnologie. 2. Acquisto e vendita online di beni Gli utenti devono avere ben presente che una larga fetta di economia di mercato è ormai di tipo elettronico. 3. Scambio elettronico di informazioni Uno dei cambiamenti più significativi nell’ambito della rivoluzione digitale è la capacità di una singola persona di comunicare con migliaia di altre persone. 4. Il processo di insegnamento e apprendimento delle tecnologie e il loro uso 5. 6. 7. 8. 9.

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Cyberbullismo: cos’ è? Internet ha aperto nuove possibilità per tutti noi. L’altra faccia della medaglia è però rappresentata dai rischi legati ad un uso improprio di questo strumento: tra questi c’è il cyberbullismo. Per i giovani che stanno crescendo a contatto con le nuove tecnologie, la distinzione tra vita online e vita offline è davvero minima. Le attività che i ragazzi svolgono online o attraverso i media tecnologici hanno quindi spesso conseguenze anche nella loro vita reale. Allo stesso modo, le vite online influenzano anche il modo di comportarsi dei ragazzi offline, e questo elemento ha diverse ricadute che devono essere prese in considerazione per comprendere a fondo il cyberbullismo. Qui trovate le risposte alle domande che più frequentemente ricorrono su questo tema: avrete modo di capirne le cause e gli effetti e cosa fare per aiutare bambini ed adolescenti a mettere in atto comportamenti responsabili, senza essere autori, vittime o coloro che guardano senza reagire.

iSchool- Perché il compito della scuola è insegnare la cittadinanza digitale Vi siete mai fermati a pensare quale sia il ruolo della scuola? Subito dopo l’unificazione, nel 1861, il tasso di analfabetismo era al 78%. Una cifra impressionante. In quegli anni la missione principale era quella di far abbassare il numero di coloro che non sapevano leggere e scrivere. Col passare degli anni quella missione è cambiata, perché è cambiata la società. Sono nate nuove tipologie di scuola, e persino nuove materie da insegnare. Scuola e cittadinanza digitale: esperienze e modelli Problema di partenza Per dirla in termini geografici, nel cyber-space si distinguono i siti, ma anche i luoghi virtuali: i luoghi si caratterizzano rispetto ai siti perché, non solo contengono informazioni e documenti, ma compongono anche un territorio in cui, per dirla con Sergio Maistrello, le persone “prendono casa”. Maistrello e Luisa Carrada: la “parte abitata” della rete Nella definizione di “parte abitata” della rete è contenuta un'idea di “cittadinanza digitale” molto concreta, legata non solo ad un concetto fondante della nostra società, ma anche alla dimensione realmente vissuta dai cittadini: l'abitare luoghi e territori, reali e virtuali, profondamente intrecciati tra loro. I bambini e i giovani hanno colto l'essenza sociale del nuovo web più “naturalmente” degli adulti.

Garante Privacy Salta al contenuto Garante per la protezione dei dati personali Garante Privacy TEDxYouth@Bologna “Il giorno in cui l’Italia scoprì Internet era il 30 aprile 1986”, così scrive su Facebook il Presidente del Consiglio Matteo Renzi. Sono passati 30 anni da quel giorno e, per celebrare questa importante svolta che ci ha introdotti nel mondo digitale, il 29-30 aprile 2016 si celebrerà l’Internet Day. Sarà una giornata dedicata ad attività volte ad approfondire il senso della rete e delle opportunità che il web ha creato.

“Flipped classroom”: un’esperienza nella scuola primaria – BRICKS scarica la versione PDF del lavoro Sui muri, a volte, capita di leggere. “Se ci aveste spiegato di meno, avremmo capito di più”. Formez - Competenze digitali per i cittadini Linea di intervento 1 – Percorsi formativi all’interno delle Istituzioni Scolastiche Riconoscere alla scuola il ruolo cruciale, per il territorio e sul territorio, quale centro di produzione di cultura digitale e cittadinanza attiva e consapevole. Linea di intervento 2 – Percorsi formativi all’interno del circuito educativo non formale

Perche' la Flipped Classroom e' una pratica didattica debole? Visite: 7668 Il lungo post in poche righe: “La Flipped Classroom è una pratica didattica utile, ma se la vogliamo assumere come sistema di concetti ed operatività per didattiche efficaci mi pare debole. In letteratura esistono da tempo numerosi concetti utili per ideare e realizzare azioni didattiche ricche che promuovono apprendimento significativo. Rai Scuola - Generazione Digitale - Educare ai media Le nuove tecnologie stanno costruendo un ponte tra docenti e studenti per colmare il cosiddetto digital divide tra generazioni, e in alcuni casi sono proprio gli studenti a mostrare delle competenze ai loro professori. In questa puntata di generazione Digitale parleremo di Media Education e dell'uso consapevole di queste tecnologie acquisite. Con gli ospiti in studio, cercheremo di capire in Italia a che punto siamo con il digital divide per gli insegnanti e quali sono i prossimi obiettivi più urgenti da raggiungere. Cercheremo di definire il concetto di educazione ai media e concretamente come si mette in atto in classe e a casa, e quali sono i rischi legati ad un utilizzo incontrollato dei nuovi strumenti tecnologici. Infine, andremo ad Arezzo, al Liceo Redi, un altro esempio di scuola 2.0 con all'attivo molte attività in sperimentazione, in cui le nuove tecnologie mettono in maggiore comunicazione studenti e professori.

Aaron Swartz tre anni dopo, resta il simbolo del diritto di sapere "VIAGGIATORI del mondo, abbiamo perso uno dei nostri saggi. Attivisti digitali, siamo uno in meno. Genitori del mondo, abbiamo perso un figlio. Come educare cittadini digitali: necessario un framework nazionale Che l’implementazione del digitale nei contesti educativi viaggi ad una diversa velocità rispetto alle capacità e agli strumenti che la scuola ha a disposizione per farsi istituzionalmente carico di una seria e sistematica educazione alle competenze digitali, è questione non di poco conto. La scuola sa bene che, al di là delle categorie in cui sono stati variamente ascritti i propri utenti – nativi digitali, net generation, generazione app, ecc. – bambini e adolescenti si muovono con sufficiente destrezza tecnica tra i numerosi dispositivi, ma non certo con competenza. Ne sono testimonianza i molti episodi con cui la scuola si scontra sempre più spesso, atti di piccola o grande pirateria informatica, uso scorretto dei canali di comunicazione, flaming e cyberbulling nei social. Sappiamo che il tema delle competenze di cittadinanza digitale è previsto tra le azioni imminenti del PNSD e si prova in questa sede a formulare alcune proposte operative:

"Giustizia per lui e molte battaglie vinte": Reda e gli altri in memoria di Aaron Swartz Una Corte d'appello dà la risposta che migliaia di persone chiedevano ormai da anni a Barack Obama, firmando petizioni e lanciando appelli per la rimozione dall'incarico di Carmen Ortiz. Sì, dice la giustizia, in effetti la procuratrice "è andata troppo oltre". La donna che voleva farla pagare all'attivista Aaron Swartz perché "un furto è un furto" ha abusato del suo potere, è stata "troppo zelante". Quattro anni fa, l'11 gennaio 2013, Swartz si suicidava nel suo appartamento di New York sotto il peso di una dura battaglia legale, colpevole secondo i suoi accusatori (Ortiz in prima linea) di aver scaricato larga parte degli articoli accademici dell'archivio Jstor allo scopo di renderli accessibili ai ricercatori e di "liberare" la conoscenza. Julia Reda L'impatto di Aaron è forte, ci dice Julia Reda per esempio.

Cittadini competenti digitali: il modello DIGCOMP La Carta della Cittadinanza Digitale [i] sancisce un cambiamento nel nostro modo di essere cittadini garantendo il diritto di accedere, in modalit à digitale, a tutti i dati, documenti e servizi della Pubblica Amministrazione. La qualità di questa virata dipenderà, oltre che dalla disponibilità di strumenti, risorse e connessione, da come i due protagonisti di questo nuovo corso digitale, cittadini e Pubblica Amministrazione, saranno in grado di rispondere alla necessità di innovazione . L’esito del passaggio sarà influenzato dalla disponibilità all’acquisizione, consolidamento e aggiornamento delle competenze digitali e dalla volontà di essere comunità. L’allargamento della cittadinanza al digitale richiede di mantenere viva la riflessione sul tema dell’ inclusione digitale intesa come possibilità concreta per tutti i cittadini di esercitare una cittadinanza attiva.

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