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Gianfranco Marini (Insegnantiduepuntozero), L’Aula del XXI Secolo come Ambiente di Apprendimento

Gianfranco Marini (Insegnantiduepuntozero), L’Aula del XXI Secolo come Ambiente di Apprendimento
La “Scuola” intesa come Spazio Fisico Nel dibattito sulla riforma della scuola viene spesso sottovalutata l’importanza della scuola intesa come “Habitat“, spazio fisico e architettonico in cui ha luogo il processo di insegnamento e apprendimento. L’idea che gli ambienti in cui si svolge l’attività educativa siano come lo Spazio newtoniano “vuoti contenitori” caratterizzati da uniformità e universale omologazione, ha radici antiche nella scuola italiana. Negli altri paesi monitorati dall’OECD, esistono architetti specializzati nello School Design, che lavorano insieme ai rappresentanti di docenti e studenti per creare gli spazi educativi. Ma è davvero irrilevante lo spazio nel quale si svolge la didattica? Può migliorare l’apprendimento scolastico in edifici cadenti e fuori norma? L’ambiente didattico deve essere solo uno scatolone vuoto? Quali Spazi per una didattica basata sulle Nuove tecnologie? Componenti della Classe del XXI secolo secondo Open Colleges E in Italia? Mi piace:

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Rivista Educationduepuntozero: Tecnologie e ambienti di apprendimento La rivoluzione è al di là dell’”angolo” Tecnologie e ambienti di apprendimento di Mario Fierli | del 02/07/2015 | 4 La rivoluzione delle tecnologie digitali riguarda tutti gli ambiti sociali e culturali. Pone problemi globali e complessi, che meritano una risposta altrettanto globale. La scuola da sola non può offrire l’intera risposta, ma certo ha un compito primario nel produrla.

Cos’è un ambiente di apprendimento? Il costrutto “ambiente di apprendimento” da un po’ di tempo è entrato a far parte del lessico professionale comune e come spesso accade quando un concetto prende piede e si diffonde, il suo significato originario cambia, si inquina, viene piegato agli interessi degli uni e degli altri. Ecco, allora, che sedie e tavoli/banchi colorati diventano “ambienti di apprendimento”, che un’aula fatiscente non è un “ambiente di apprendimento” ideale e le piattaforme digitali delle case editrici diventare “ambienti di apprendimento”, ovviamente, innovativi. Detto, quindi, che ognuno può dare del costrutto l’interpretazione che crede, che gli è più utile, quale contributo posso dare allo stato dell’arte?

Non solo LIM. Didattica, tecnologie, competenze per una cittadinanza consapevole – BRICKS scarica la versione PDF del lavoro Competenza digitale, nuovi ambienti di apprendimento, interattività, classi 2.0, didattica aumentata, accesso alla banda larga, cittadinanza digitale. Ma anche sicurezza in internet, cyberbullismo, dipendenza, social media e nuove forme di condivisione e apprendimento, gestione educativa dei media in famiglia. Questi sono i temi che sono stati trasformati da slogan e titoli di giornale in concreti percorsi didattici e formativi per insegnanti, per alunni e anche per genitori nel progetto “Tecnologie in classe per costruire comunità”, realizzato nell’Anno Scolastico 2014/2015 negli Istituti Comprensivi di Maniago, Roveredo in Piano e Aviano, in provincia di Pordenone. Gli obiettivi del progetto in estrema sintesi sono stati i seguenti:

Tecnologie alleate ai docenti Il recente studio dall’Ocse, «Students, computer and learning: Making the connection», basato sui dati dell’indagine 2012 evidenzia un elemento solo apparentemente sorprendente: le tecnologie, pur indispensabili, da sole non bastano per migliorare gli apprendimenti, occorre investire di più sulla formazione degli insegnanti. Solo la relazione con i docenti può “fare la connessione” tra tecnologie digitali e stili di apprendimento degli studenti. Ma in questi anni gli investimenti si sono orientati altrove. Anche nei paesi più “tecnologici” come gli Usa, la Gran Bretagna e la Finlandia non si evidenzia un miglioramento significativo negli apprendimenti scolastici rispetto a paesi come la Corea e il Giappone, che sono eccellenti nei punteggi Ocse-Pisa – ma dove gli studenti usano meno il computer e internet. I migliori sono poi gli studenti che a scuola fanno un uso “moderato”: dunque sia il “non utilizzo” che l’uso eccessivo delle a scuola sono “negativi”. Paolo Ferri

Unio: lavagna virtuale per lezioni da condividere in tempo reale sui dispositivi degli studenti Unio è uno strumento gratuito che permette di condividere una lavagna virtuale per lezioni multimediali, da condividere con i dispositivi degli studenti in tempo reale. I docenti devono registrarsi al servizio e creare le proprie lezioni dalla propria dashboard. Occore da subito scegliere un soggetto e ci si ritrova una editor strutturato per slides, sulle quali è possibile aggiungere testo, immagini, documenti PDF, Word e PowerPoint, video YouTube. Una volta che la lezione è pronta per essere presentata alla classe, l'insegnante fa clic sul pulsante Launch Live Session per generare un PIN di accesso.

L'apprendimento non formale: il ruolo delle tecnologie digitali - 2015 Le tecnologie digitali hanno a che fare in vari modi con l'apprendimento non formale: come tema di studio, come strumento di insegnamento, come risorsa e come tramite organizzativo. Le tecnologie digitali sono anzitutto un tema di apprendimento. Nei curricoli ufficiali sono presenti più o meno a tutti i livelli, raramente integrati nelle discipline tradizionali, con l'eccezione della matematica, più spesso confinati in angoli tecnologici.

Per un’innovazione inclusiva: ricomporre la frattura tra l’umano e il tecnologico La transizione al digitale si è presentata da subito come un processo complesso in cui abbiamo assistito non alla scomparsa/sostituzione dei vecchi media – da molti tuttora paventata – a vantaggio di nuovi media e delle reti sociali digitali; bensì, ad un’integrazione, ibridazione e convergenza, ad una sorta di galassia riconfigurata (McLuhan), in cui l’accesso e le possibilità di elaborare informazioni e conoscenze creano le condizioni per una maggiore autonomia – e quindi responsabilità – dei soggetti comunicanti. Ma, pur cambiando profondamente la “natura” degli strumenti, degli ambienti comunicativi e degli ecosistemi sociali, le questioni sono le medesime: la nostra attenzione deve, pertanto, continuare ad essere posta sulla qualità delle relazioni comunicative (e dei processi educativi) e sui rapporti di potere (conoscenze, competenze, asimmetrie, inclusione). (Immagine di copertina).

Bottega Didattica Web Publishing e Cura dei Contenuti Avere a disposizione links relativi a risorse web che possono interessarci per le nostre attività o che intendiamo condividere con altri è un'esigenza tra le più comuni per chi esplora il web o lo utilizza per scopi di apprendimento, aggiornamento, informazione, o anche per semplice divertimento. Esistono diverse piattaforme di bookmarking e vari social network che consentono di pubblicare links, ma non sarebbe meglio, come molti sostengono, fare qualcosa di più che limitarsi a pubblicare links? Una delle modalità del web publishing, insieme al blogging e microblogging, ai post sui social media, è la "cura dei contenuti": trovare, selezionare, organizzare, contestualizzare, presentare e condividere risorse presenti sul web. Si tratta di una evoluzione delle forme del web publishing che sta acquistando sempre più peso. BagTheWeb

Il luogo Lecito LE.CI.T.O. nasce da una realtà consolidata di azione e di ricerca, diffusa in tutta la provincia di Bergamo, che ha visto crescere e co-operare in questi anni una rete di soggetti nelle scuole e nel territorio attorno ai temi della Cittadinanza, della Legalità, della difesa e della pratica dei principi costituzionali. LE.CI.T.O. è: Uno spazio virtuale sui temi di: CittadinanzaLegalitàAmbienteIntercultura Contesto per: La co-progettazione delle azioniLa socializzazione delle evidenze dei progetti realizzati dalle scuole e degli eventi organizzati nel corso dell’annoLa pubblicazione di attività di ricerca in corso in alcune scuole della reteL’attuazione e la documentazione dei percorsi formativi frequentati dai docentiLo scambio di libere opinioni tra gli studenti sui temi di interesse

Ambienti di apprendimento innovativi – Una panoramica tra ricerca e casi di studio – BRICKS Indire e.mosa@indire.it; l.tosi@indire.it scarica la versione PDF del lavoro Per una didattica laboratoriale produttiva (anche) con l’aiuto del digitale 6 novembre 2018 Come conciliare le attività didattiche laboratoriali con l’insegnamento di una grande mole di contenuti disciplinari come spesso siamo chiamati a fare? Le due opzioni possono sembrare incompatibili tra loro e far lavorare gli studenti in modo attivo, laboratoriale o in gruppo, ci sembra portar via troppo tempo alla trasmissione di contenuti fondamentali e al loro apprendimento. Da qui la scelta più facile e apparentemente efficace di una didattica tradizionale che ci aiuti a ‘svolgere e completare il programma’.

Tecnologia in Classe per Costruire Comunità - Edumediacom Tema Il progetto “Tecnologie in Classe per Costruire Comunità” si è svilupppato sui seguenti temi: competenza digitale, nuovi ambienti di apprendimento, interattività, classi 2.0, didattica aumentata, libro digitale, flipped classroom. Su questi argomenti sono stati svolti corsi di formazione per insegnanti. Inoltre nel progetto si sono affrontati i temi della sicurezza in internet, del cyberbullismo, della dipendenza, dei social media e nuove come condivisione di contenuti e fonti di apprendimento; su questi temi si sono svolte attività dirette con gli alunni coinvolti (questionario di raccolta di dati e incontri in presenza).

AMBIENTE DI APPRENDIMENTO Silvana Loiero Un tentativo di definizione L'espressione "ambiente di apprendimento" è oggi molto usata nel lessico delle scienze dell'educazione.

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