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DigComp 2.1: osservare e valutare la competenza digitale dei cittadini - cittadinanza digitale. Come individuare il livello di competenza digitale dei cittadini?

DigComp 2.1: osservare e valutare la competenza digitale dei cittadini - cittadinanza digitale

Per facilitare l’autovalutazione e la valutazione del livello di competenza digitale oggi possiamo adoperare l’aggiornamento 2.1 del framework europeo DigComp che il Centro di Ricerca europeo[1] ha recentemente pubblicato[2] e che si integra con il processo di revisione realizzato con DigComp 2.0[3]. Non resta che tuffarsi nell’oceano digitale ed imparare a nuotare Senza dubbio ad invogliare alla consultazione di questo nuovo strumento contribuisce la veste grafica aggiornata e l’impostazione data alla presentazione dei contenuti. La narrazione per immagini e testo “imparare a nuotare nell’oceano digitale” introduce con immediatezza alle novità introdotte nell’aggiornamento 2.1. mettendone in evidenza i punti salienti: l’organizzazione per livelli di padronanza e gli elementi ricorrenti (complessità del compito, livelli di autonomia, domini cognitivi). DigComp 2.1 Da noi agli altri è, anche, questione di competenza.

Metodologie Attive vs Lezione Frontale: di Cosa ha Bisogno la Scuola? L’attuale situazione della scuola italiana sta vivendo un interessante momento di transizione.

Metodologie Attive vs Lezione Frontale: di Cosa ha Bisogno la Scuola?

Da un lato il ricambio generazionale dei docenti sta portando in cattedra insegnanti sempre più giovani, sebbene l’età media dei docenti italiani resti una delle più alte in Europa, dall’altro il Miur col Piano Nazionale Scuola Digitale sta dando un notevole e meritorio impulso alla formazione in servizio. Sullo sfondo ci sono i cosiddetti “nativi digitali”, ossia quei giovani che, nati nel nuovo millennio, utilizzano quotidianamente le tecnologie, seppure molto raramente in modo consapevole ed efficace. A queste nuove generazioni si rimprovera spesso una bassa attitudine al ragionamento astratto e si imputa loro uno scarso mantenimento della concentrazione per più di qualche minuto.

Valutare gli apprendimenti su qualsiasi dispositivo mobile. Il digital education day e le dieci tesi di Rivoltella su scuola e tecnologie — Il digitale a scuola. Il digital education day e le dieci tesi di Rivoltella su scuola e tecnologie Chi vuole saperne di più sulle tecnologie applicate alla didattica e cerca materiali utili per un percorso di autoapprendimento in materia, potrebbe prima di tutto rivedere quanto si è detto durante il Digital Education Day, un evento del maggio scorso organizzato da RCS Education; do questo consiglio senza essere legato al gruppo editoriale, ma perché tra i partecipanti c’erano forse le voci più autorevoli al riguardo, i cui interventi rappresentano in qualche modo una summa di ciò che altrove è stato detto e scritto sull’argomento: parlo di Gino Roncaglia, Francesco Leonetti, Maria Vittoria Alfieri e Paolo Ferri.

Il digital education day e le dieci tesi di Rivoltella su scuola e tecnologie — Il digitale a scuola

Trasmesso in diretta streaming su corriere tv, l’incontro è stato anche coperto da un discreto live tweeting (di cui ho fatto lo storify). I temi toccati sono stati vari e importanti, tutti attuali e degni di approfondimento. 2. 3. Coding ed educazione digitale: intervista a Federica Scarrione - BBN BlogBBN Blog. Di #EduCare4.0 Da tempo ormai sentiamo parlare di coding, ossia la possibilità di realizzare dei programmi in modo semplice e creativo utilizzando la “logica ad oggetti”: il coding è entrato a far parte di progetti rivolti ai bambini e ai ragazzi della scuola primaria e secondaria di primo grado perché si pone l’obiettivo di formare lo studente al “pensiero computazionale” estremamente utile per lo sviluppo di capacità di problem solving.

Coding ed educazione digitale: intervista a Federica Scarrione - BBN BlogBBN Blog

Inoltre, il coding potrebbe essere la via maestra per abituare i ragazzi ad un uso più responsabile ed efficace della tecnologia rendendoli attori e non semplici fruitori di contenuti. Coding ed educazione digitale diventano così un unico terreno su cui agire per formare menti critiche e responsabili. Su questi argomenti abbiamo intevistato Federica Scarrione, docente di scuola superiore, Digital Champ e responsabile di molti incontri su CoderDojo nelle scuole di Voghera. Ispirate le loro menti e cambieranno il mondo. Il Miur punta sulle scienze per le ragazze - ilSole24ORE. Un mese non è gran cosa.

Ispirate le loro menti e cambieranno il mondo. Il Miur punta sulle scienze per le ragazze - ilSole24ORE

Animatori Digitali: primi 5 passi da fare. Di seguito una breve indicazione su quello che potrebbero essere le prime cinque azioni di un neo animatore digitale.

Animatori Digitali: primi 5 passi da fare

PUBBLICAZIONE. Occorre rendere pubblico nel proprio istituto il PIANO NAZIONALE SCUOLA DIGITALE, il che significa non solo e non tanto caricarne una versione pdf nel sito della scuola, quanto avviare una seria riflessione sul merito. I ragazzi hanno bisogno di insegnanti coraggiosi - Lizanne Foster. Aveva le lacrime agli occhi quando mi ha chiesto “vorrei saper insegnare come fai tu, ma ho troppa paura”.

I ragazzi hanno bisogno di insegnanti coraggiosi - Lizanne Foster

Non sapevo cosa dire e ho mormorato qualcosa che probabilmente non ha mitigato la sua preoccupazione. Vorrei provare a risponderle adesso. Nel lungo viaggio che mi portava in Italia, dove ero stata invitata per condividere le mie idee sull’insegnamento, anche io ho versato molte lacrime. Piano editoriale DIDATEC Scuola Valore. Competenza digitale e pensiero computazionale - 2014. Il pensiero computazionale richiede un profondo cambiamento della didattica, da trasmissiva a laboratoriale.

Competenza digitale e pensiero computazionale - 2014

La voce di un esperto sull’apprendendimento digitale a scuola, a partire dall’introduzione dell’informatica nei curricula scolastici. Il documento del governo “La Buona Scuola” inverte la rotta del Piano Scuola Digitale; niente più LIM e nativi digitali ma coding e digital makers. In parallelo il piano MIUR “programma il futuro” invita le scuole, a partire dalla scuola primaria, a cimentarsi con la programmazione. Nelle recenti “indicazioni nazionali per il curriculo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione”, però, non si trova traccia di coding e pensiero computazionale. Il quadro di riferimento delle indicazioni sono le competenze-chiave per l’apprendimento permanente definite dal Parlamento europeo e dal Consiglio dell’Unione Europea. Un terremoto digitale scuote la Scuola Italiana: che cosa ci aspetta?

Che La buona scuola, con tutti suoi limiti e le sue mediazioni, fosse un passo avanti di grande rilevanza per adeguare e innovare il nostro sistema formativo, lo avevamo intuito, e spiegato in un articolo su Agenda digitale a luglio, nel corso del tormentato iter parlamentare del provvedimento.

Un terremoto digitale scuote la Scuola Italiana: che cosa ci aspetta?

Ora, gli effetti de La buona scuola si vanno dispiegando e precisando, e con il Piano Nazionale Scuola digitale, reso pubblico il 27 ottobre, possiamo affermare di essere di fronte al primo intervento organico, meditato e approfondito su questo tema dal 1998. Cioè dal Piano di Sviluppo delle Tecnologie Didattiche (PSTD) dell’allora Ministro dell’Istruzione Luigi Berlinguer. L’idea forte del Piano: la tecnologia al servizio degli apprendimenti L’articolazione del piano Figura 1. Apprendere (con e senza le tecnologie)Apprendere (con e senza le tecnologie) Non si tratta delle solite e ataviche resistenze all’innovazione: in fin dei conti, perché cambiare se non se ne vede un valido motivo?

Apprendere (con e senza le tecnologie)Apprendere (con e senza le tecnologie)

Chi sono gli insegnanti Maker. La presente cookie policy ha lo scopo specifico di illustrare i tipi, le modalità di utilizzo nonché di fornire indicazioni circa le azioni per rifiutare o eliminare i cookie presenti sul sito web, se lo si desidera. Che cosa sono i cookie? Il digital education day e le dieci tesi di Rivoltella su scuola e tecnologie — Il digitale a scuola. Quelle aule troppo distanti dalla realtà - Il Sole 24 Ore. Storia dell'articolo Chiudi Questo articolo è stato pubblicato il 05 aprile 2015 alle ore 08:13. Due recenti ricerche dell’Ocse mettono in rilievo alcuni gravi problemi, a mio avviso correlati, che affliggono la scuola italiana.