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Ricomincio da Bloom

Perché ricominciare da Bloom? Non certo per ritornare a Bloom, ma per intraprendere in modo consapevole e con qualche strumento in più i sentieri presenti e futuri dell’insegnamento e dell’apprendimento. Spesso ripercorrere la strada fatta è il miglior modo per non perdersi nel cammino che ancora attende, specie quando questo cammino, come è il caso del territorio dell’educazione, più che a un’autostrada somiglia a un labirinto di teorie, vecchie e nuove pratiche, attese escatologiche, mode assillanti, svariate tecnologie educative, acronimi impronunciabili, innumerevoli modi di declinare l’e-learning, articoli di fede, e così via. Ricominciare da Bloom è quindi un modo per fare chiarezza sulla questione centrale dell’apprendimento, incentrata sul significato che diamo a questa parola. Samuel Benjamin Bloom Rappresentazione della Tassonomia di Bloom in forma di “piramide” Nell’immagine la tradizionale raffigurazione della tassonomia di Bloom in forma di “rosa” o “ruota“. 2. 4. 5. 6. 7.

https://insegnantiduepuntozero.wordpress.com/2015/08/31/ricomincio-da-bloom/

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WEF: il lavoro umano è senza futuro Roma - Il World Economic Forum (WEF) di Davos lancia l'allarme sulle sfide poste dalla cosiddetta "quarta rivoluzione industriale", un fenomeno già in atto che nel giro di cinque anni porterà alla perdita netta di 5 milioni di posti di lavoro nelle 15 economie mondiali più sviluppate. Ora come non mai, il compito di regolare questo sconvolgimento spetta - o quantomeno spetterebbe - alla politica e ai parlamenti nazionali e non solo. Il nuovo appuntamento annuale del WEF a Davos è incentrato sullo studio degli effetti economici derivanti dalla diffusione di tecnologie avanzate come robotica, nanotecnologie, stampa 3D e biotech, e la ricerca della fondazione non profit ha preso in esame 13 milioni di dipendenti in nove diversi settori industriali nelle prime 15 economie nazionali del pianeta.

Essediquadro: A PROPOSITO DI WEB TOOL PER I DOCENTI CHE CURANO LA BIBLIOTECA SCOLASTICA E LA RICERCA DOCUMENTALE (da www.educatorstechnology.com) Analisi di settore Fonte: www.educatorstechnology.com Segnaliamo una selezione di diversi tipi di strumenti online che possono interessare specialmente I docenti che si occupano delle biblioteche scolastiche, presentata nel sito Educatorstechnology.com con il titolo "A good infographic featuring 30 web tools for teacher librarians" Fa riferimento all'esperienza della Queen University Library, nello stato dell'Ontario, in cui i bibliotecari si trovano sia a dover aiutare gli studenti in tutto quello che riguarda l'informazione, aiutandoli a sviluppare capacità di ricercare informazioni, per navigare e consultare il web in modo efficace, sia a collaborare con gli altri insegnanti nella creazione di progetti, con gruppi diversi, per creare collezioni ecc..

CPIA Catania 1 PNSD Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD) Documento di indirizzo del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca per il lancio di una strategia complessiva di innovazione della scuola italiana e per un nuovo posizionamento del suo sistema educativo nell’era digitale. È un pilastro fondamentale de La Buona Scuola (legge 107/2015), una visione operativa che rispecchia la posizione del Governo rispetto alle più importanti sfide di innovazione del sistema pubblico: al centro di questa visione, vi sono l’innovazione del sistema scolastico e le opportunità dell’educazione digitale. Il PNSD prevede come figura di accompagnamento l'animatore digitale.

Davos, il futuro dell'economia è nelle competenze digitali Possono contribuire alla crescita economica globale per oltre 2 trilioni di dollari Pubblicato Foto: pixabay.com I primi numeri invitano già ad una riflessione: ad oggi l’economia globale vale 85,15 trilioni di dollari e, per il 2020, è prevista una crescita fino a 98,49 trilioni, spinta anche da un’appropriata applicazione delle tecnologie e delle competenze digitali le quali, in termini percentuali, guadagneranno terreno sulle attività economiche non digitali. Leggi anche: Whistleblowing, un primo sì alla proposta di legge che amplia le tutele Il filtro di navigazione open source specifico per le scuole Dschola ha realizzato per le scuole Asso.Dschola, una soluzione firewall Open-Source che trasforma un normale PC in un potente strumento professionale di filtro per la navigazione: Il filtro si aggiorna automaticamente con la blacklist gratuita dell’Università di Tolosa UT1 oppure ultilizza il filtro Open Dns o entrambi i sistemi.Il Firewall si basa su una solida distribuzione OpenBSD open source.Prestazioni eccezionali anche per reti di grandi dimensioni (500-1000 PC e oltre) e per connessioni internet in fibra ottica (10/100/1000Mbit)Compatibile con tutte le reti wireless e diversi sistemi di autenticazione Il filtro Asso.Dschola è completamente gratuito ed è utilizzabile in tutti gli ordini di scuole perché viene preconfigurato per un immediato utilizzo a scuola. Bastano pochi minuti per proteggere tutta la scuola. Lasciare la connessione internet della scuola senza un filtro per i contenuti espone docenti e studenti a inutili rischi.

Pensiero computazionale, definizione e significato Pensiero computazionale: definizione e significato di un concetto che sta registrando un interesse crescente, nella scuola e non solo. Il pensiero computazionale è una abilità che andrebbe sviluppata sin da bambini, a scuola, perché aiuta a pensare meglio, in modo originale e mai ripetitivo. Cerchiamo di scoprire insieme il perché. Pensiero computazionale, definizione Per pensiero computazionale si intende una attitudine mentale, un processo mentale che consente di di risolvere problemi di varia natura seguendo metodi e strumenti specifici.

Animatori Digitali e Competenze: un matrimonio possibile! Da quando è stata istituita la figura dell’Animatore Digitale (AD) si è fatto un gran parlare di problemi legati al compenso, di possibili conflitti con altre figure di funzioni strumentali e soprattutto si soluzioni legate al software o all’hardware da implementare nella propria scuola. A mio avviso questo è un modo completamente sbagliato di intendere la figura dell’AD. Se da un lato è vero che il miur ha coniato un nome forse poco felice (altrove ho parlato, ad esempio, di Animatore Didattico), è d’altro canto innegabile che ridurre questa figura ad un mero esecutore di scelte tecniche rischia di far naufragare un ruolo che potrà essere senza dubbio decisivo nel prossimo triennio. Chiarito questo vediamo quali strade potrebbero intraprendere quegli AD che volessero riportare il dibattito sul percorso delle pedagogie e non delle tecnologie. Una indicazione potrebbe essere quella dell’insegnamento per competenze. A questo punto la domanda è: come attuarli?

Animatori digitali, proponete anche l'abc!!! Sono un frequentatore di pagine per AD sui Social. Non faccio parte della numerosa schiera dei 8.303 AD e neanche dei circa 24.000 componenti del Team d’innovazione. La motivazione è economica. La complessità del lavoro dell’AD formalizzata con i tre compiti contenuti nella nota ministeriale del 19.11.2015, non è sostenuta da un compenso ( quando è presente ) adeguato. Obiettivo 2020 Che cos’è l’Unità di Apprendimento? Come si colloca nel percorso formativo progettato? Il contributo che segue, tratto e adattato dal volume Una rete per le competenze, Report finale delle attività dei progetti FSE 1758/2009 realizzati) offre un contributo per comprenderlo.

Certificare le competenze digitali per garantire le professionalità Angeli Digitali, Animatori Digitali, Campioni Digitali, eccellenze digitali. Questi sono solo alcuni dei termini che in questi ultimi mesi vediamo girare sia nel mondo analogico (quotidiani cartacei) che nel mondo digitale (in particolare nei blog e nei social network). Quando usiamo questi termini il collegamento è sempre con le competenze digitali, tema che sta particolarmente a cuore all’Europa e che in Italia spesso fatica ad essere compreso nel modo corretto. In origine c’erano le “patenti digitali” e il world “wild” web Siamo stati abituati negli anni passati una vera e propria corsa all’oro in un settore dove non esisteva alcuna regolamentazione.

Tecnologie Educative e regia Didattica Tecnologie Educative e Regia Didattica Do It YourselfTecnologie dell'Apprendimento e della Conoscenza Lezioni realizzatedal docente NietzscheIntroduzione al pensiero Lezioni realizzatedagli studenti La scuola 2.0 non esiste Abstract Il titolo del contributo, volontariamente polemico, vuole riflettere su cosa significhi oggi in Italia parlare di “scuola 2.0”. L’autore non ignora le molteplici, e spesso positive, esperienze di didattica multimediale ma è convinto che dietro molte sperimentazioni non ci sia altro che una “digitalizzazione” di una didattica ancora largamente 1.0.

Gioco: le strategie ludiche per favorire l'apprendimento nei bambini Il gioco indirizzato dall’adulto o “guided play” può essere efficace nel promuovere l’apprendimento (Skolnik Weisberg et al., 2013). Questo tipo di metodo prevede un apprendimento centrato sul bambino, che ha un ruolo centrale nella scelta delle attività; il gioco in questo caso è tuttavia introdotto e stimolato anche dall’adulto, che dà il via al processo didattico, stabilisce gli obiettivi e cerca di monitorare il procedimento, mantenendo l’ attenzione sugli scopi stabiliti. Chiara Arlanch, OPEN SCHOOL PSICOTERAPIA COGNITIVA E RICERCA

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