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Insegnare ed imparare arte e creatività

Insegnare ed imparare arte e creatività

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Quando l’arte non invecchia mai Mi imbatto sempre più spesso in varie reinterpretazioni attuali di opere d’arte di ogni epoca. Le ho viste rifatte in flash mob, fotomontaggi, tableau vivant e perfino in graffiti e videoclip. L’immagine di apertura, ad esempio, è una fotografia di Samuel Aranda ribattezzata “Pietà Yemenita“, un’iconografia della sofferenza che purtroppo si ripete ogni volta che una madre si fa carico del dolore di un figlio. Ed ancora un messaggio forte, da luoghi di devastazione e guerra civile come la Siria, è il fotomontaggio di Tammam Azzam della serie Freedom Graffiti: un bacio di Klimt disteso sulla facciata bombardata di un palazzo. L’apice di bellezza e l’abisso di distruzione di cui è capace il genere umano. Uno spettacolo egualmente drammatico, ma di pura finzione, ci viene offerto, invece, da Adad Hannah che riprende che cura certosina la celebre “Zattera della Medusa” di Gericault mettendola in scena con grande attenzione per ogni dettaglio.

Sai riconoscere lo stile di un'architettura? Scoprilo con il test! - Didatticarte Dopo lo strepitoso successo del quiz sull’arte in Italia voglio proporvi un nuovo gioco (stavolta senza nessuna premessa polemica…). Si tratta di scoprire la “grande bellezza” dell’architettura degli ultimi tremila anni e saperne riconoscere lo stile. Occorre osservare bene sia i particolari (un capitello, la forma delle finestre, le decorazioni…) ma anche la planimetria (rigida o sinuosa, circolare o ellittica…). Certo, questo forse è un test più adatto a chi ha fatto studi di architettura, ma cimentarsi può essere comunque un buon esercizio per allenare l’occhio a cogliere le differenze. Buon divertimento!

Una mappa per la formazione digitale degli insegnanti scarica la versione PDF del lavoro La situazione delle tecnologie nella scuola italiana L’ultima legge sulla scuola (riguardo all’aggettivazione della quale credo debba essere almeno lasciata libertà di giudizio) stabilisce l’ingresso delle competenze digitali tra quelle irrinunciabili per gli studenti, in accordo col piano Scuola Digitale e richiamando quanto già stabilito – ma senza conferire ad esse autonoma dignità – nel profilo degli studenti in uscita dalla scuola dell’obbligo del ministro Fioroni del 2007 (1). Mettere l’accento su questo aspetto della formazione delle nuove generazioni altro non è che prendere coscienza di un problema già fortemente sentito dalla scuola: la necessità di trasformare le presunte abilità digitali degli studenti in vere e proprie competenze.

Il volto nell’arte tra realismo, idealizzazione, stilizzazione ed espressionismo La rappresentazione del viso umano nella storia dell’arte è un argomento complesso ma affascinante. Uno di quelli che si possono affrontare in maniera filosofica e dotta oppure in modo più intuitivo e sensoriale. Se volete approfondire la materia secondo il primo approccio non posso che consigliarvi la lettura dei numerosi testi di Flavio Caroli dedicati alle varie declinazioni del volto umano: dalla fisiognomica al viso di Cristo, dal rapporto volto-anima alla storia del ritratto dal Rinascimento ad oggi…

Vi racconto Les demoiselles d'Avignon - Didatticarte Una pietra miliare nel lungo corso della storia dell’arte. Un quadro mostruoso, direbbero i miei studenti. Ed hanno ragione! Didattica a distanza: le migliori metodologie, con link a risorse per farla al meglio Contemporaneamente alla nuova modalità di erogazione della didattica è necessario che vengano adottate e utilizzate nuove metodologie o che siano riviste e riadattate quelle già utilizzate in modalità in presenza. A seguire tratteggeremo, sinteticamente, con il corredo, talvolta, di alcuni link di riferimento, quelle più adeguate alla situazione scaturita dall’emergenza Covid-19. Citiamo solo alcune delle esperienze didattiche e laboratoriali delle quali molte scuole italiane fanno uso da tempo: Flipped Classroom: la metodologia della Flipped Classroom, consiste nel fornire materiali e tutorial che favoriscano l’avvicinamento dello studente ad un nuovo contenuto. I docenti possono fornire link a video o risorse digitali, presentazioni o tutorial, che gli alunni possono fruire in autonomia. È possibile utilizzare canali youtube o blog dedicati alle singole discipline (

Esercizi creativi con una graffetta L’idea mi è venuta dopo aver visto il video di Ken Robinson sulla necessità di cambiare i paradigmi dell’educazione, video di cui avevo già parlato in questo post. Ad un certo punto (esattamente al sesto minuto del video), sostenendo la tesi che la nostra struttura scolastica uccida la creatività e la capacità di utilizzare il “pensiero divergente“, Robinson fa l’esempio della graffetta: quanti modi di utilizzarla vi vengono in mente? Generalmente non più di 10-15 e tutti legati alla sua funzione di tenere insieme dei fogli. Un bambino della scuola dell’infanzia, o una persona che coltivi il pensiero divergente, può arrivare a trovarne fino a 200 andando a considerare anche modalità non-convenzionali di uso della graffetta o graffette diverse da quelle comuni.

Il Ratto di Proserpina di Gian Lorenzo Bernini Il Ratto di Proserpina è un gruppo scultoreo commissionato a Gian Lorenzo Bernini da Scipione Borghese e realizzato quando l'artista aveva solo 23 anni. L’opera ci racconta una storia presa dalle Metamorfosi, antico poema del poeta romano Ovidio: la bella Proserpina, figlia di Giove e Cerere, dea della fertilità, fu notata da Plutone, signore degli inferi che la volle a tutti i costi come sposa. Così, un giorno, la rapì e quando lo venne a sapere Cerere, questa provocò una grave carestia sulla terra. Intervenne Giove, che ottenne il permesso di far tornare per metà dell'anno la figlia sulla terra, per poi passare l'altra metà nel regno di Plutone. È così che ogni anno, in primavera, la terra si copre di fiori per poi addormentarsi di nuovo in autunno.

Avanguardie Educative - Flipped Classroom (la classe capovolta) L’idea-base della «flipped classroom» è che la lezione diventa compito a casa mentre il tempo in classe è usato per attività collaborative, esperienze, dibattiti e laboratori. In questo contesto, il docente non assume il ruolo di attore protagonista, diventa piuttosto una sorta di facilitatore, il regista dell’azione didattica. Nel tempo a casa viene fatto largo uso di video e altre risorse digitali come contenuti da studiare, mentre in classe gli studenti sperimentano, collaborano, svolgono attività laboratoriali. A tutti gli effetti il «flipping» è una metodologia didattica da usare in modo fluido e flessibile, a prescindere dalla disciplina o dal tipo di classe.

Cogli il movimento… fai una foto futurista! In una quinta, trattando l’arte futurista, ci siamo soffermati sulla rappresentazione del movimento in atto. Si tratta di una grande novità nel linguaggio artistico, una vera svolta espressiva. Se fino a quel momento – parliamo dell’inizio del Novecento – il dinamismo era solo suggerito, evocato (come nell’antico Discobolo, o nelle sculture di Bernini), adesso si compie davanti ai nostri occhi lasciando una scia nella direzione del movimento. Come recita il Manifesto Tecnico della Pittura Futurista: “Il gesto, per noi, non sarà più un momento fermato del dinamismo universale: sarà, decisamente, la sensazione dinamica eternata come tale.

C’è un morto nel ritratto. Come riconoscere presenze funebri nei dipinti La pittura antica non si fermava di fronte al limite della fine dell’esistenza. In molti casi, riprendendo precedenti ritratti della persona defunta o ricorrendo – più raramente – al rilievo del suo volto sul letto di morte, i pittori giunsero ad imprimere un nuovo, eterno soffio di vita in quei corpi estinti. I casi di quadri di lutto non sono poi rarissimi. Uno degli elementi che contraddistingue la morte dell’effigiato è normalmente, specie nella pittura cinquecentesca dell’Italia settentrionale, la presenza di un albero spezzato delineato nel paesaggio retrostante o, come nel caso dei coniugi dipinti da Lotto (lui, affranto, in vita, lei morta) un temporale che ha la forza spaventosa di evento metafisico, atto a piegare la volontà dell’uomo che qui somiglia realmente agli alberi reclinati su se stessi a causa della forza del vento. Lotto: alberi piegati, violento temporaleLei è morta e lui la piange senza requie Il volto di lei è gonfio, quasi tumefatto.

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La prospettiva accidentale: il mondo visto dall’angolo Prospettiva accidentale. Due parole capaci di gettare gli studenti nel panico… Eppure “accidentale” vuol dire semplicemente imprevisto, casuale. Perché è proprio quella prospettiva che si ottiene quando ci si pone davanti alla scena senza fare attenzione a porre il quadro prospettico parallelo alla parete frontale. Ne viene fuori una prospettiva dinamica e naturale come le cose più spontanee. Niente a che vedere con il solenne equilibrio della prospettiva centrale rinascimentale a cui ci hanno abituato Leonardo & Co.

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