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Rubistar: il sito che aiuta a costruire rubriche di valutazione

Rubistar: il sito che aiuta a costruire rubriche di valutazione
La programmazione per competenze dovrebbe ormai essere (anche se purtroppo non è così) una realtà nelle nostre scuole, soprattutto se pensiamo che le otto competenze chiave europee sono state sancite tramite la Raccomandazione 2006/962/CE del Parlamento europeo addirittura il 18 dicembre 2006. Progettare per competenze significa però anche valutare le stesse attraverso rubriche di valutazione che vanno costruite dai docenti. Per farlo ci viene in aiuto uno strumento a mio avviso molto valido: Rubistar. Si tratta di un sito disponibile in inglese o in spagnolo (io però ho accettato il consiglio del mio pc “Vuoi tradurre questo sito?” e devo dire che la traduzione non è affatto malvagia); occorre registrarsi per poi procedere alla creazione della nostra rubrica selezionando “Crea rubrica” e scegliendo di che tipo di valutazione si tratta (“Progetti orali”, “Prodotti”, “Multimedia”, “Scienze”, “Matematica”, ecc). E’ disponibile in rete una guida in italiano realizzata da Emiliano Pancaldi.

https://insegnantiduepuntozero.wordpress.com/2014/08/25/rubistar-il-sito-che-aiuta-a-costruire-rubriche-di-valutazione/

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La valutazione autentica e le rubriche di valutazione: un eBook di Annarita Ruberto da scaricare gratuitamente Un sistema di valutazione autentica e i suoi strumenti potrebbero fornire una soluzione riguardo al complesso e delicato problema della valutazione, offrendo ad insegnanti, allievi e genitori un'alternativa utile e significativa. Queste parole aprono l'interessante e utile e-book che presentiamo in questo posto, di Annarita Rubero a proposito di "valutazione autentica e rubriche di valutazione". Un libro del genere si colloca certamente nell'ampio dibattito che coinvolge la scuola nel suo spinoso passaggio dalla "scuola delle conoscenze" alla "scuola delle competenze". Un passaggio del genere, è noto a tutti, non è solo auspicabile, ma quanto mai necessario, stando almeno alle raccomandazioni mondiali, europee ed italiane. Eppure tra il dire e il fare... c'è sempre di mezzo il mare, o almeno una diffusa tendenza gattopardesca che ama cambiare la forma delle cose senza modificarne la sostanza.

Mini blocks borgione 900 pezzi in contenitore, borgione - Borgione.it Per gli acquisti effettuati dal sito non esiste un minimo d’ordine. Per ordini inferiori a euro 75,00 è richiesto un contributo di euro 7,50 per costi di gestione dell’ordine, imballo e trasporto. Per ordini superiori a euro 75,00 i costi di gestione dell’ordine, imballo e trasporto sono a totale carico della nostra ditta. Per gli ordini pagati in contrassegno è richiesto un ulteriore contributo di euro 7,50.

Coding - Toolbox - Coding - Toolbox Il modo più rapido per realizzare le proprie idee è dare istruzioni ai computer e ai tanti oggetti "smart" che aspettano solo di essere programmati per fare cose sempre nuove. La programmazione è una straordinaria palestra per esercitare in modo costruttivo la creatività e sviluppare il pensiero computazionale. Sempre di più si sta diffondendo nelle scuole italiane la pratica del "coding", l'uso intuitivo e interdisciplinare dei principi base della programmazione a supporto della didattica.

Assessment and Rubrics A collection of rubrics for assessing portfolios, group work/cooperative learning, concept map, research process/ report, PowerPoint, oral presentation, web page, blog, wiki, and other social media projects. Quick Links to Rubrics Social Media Project Rubrics Wiki RubricCriteria for assessing individual and group Wiki contributions. Home of free rubric tools: RCampus Welcome to iRubric iRubric is a comprehensive rubric development, assessment, and sharing tool. Designed from the ground up, iRubric supports a variety of applications in an easy-to-use package. Best of all, iRubric is free to individual faculty and students. iRubric School-Edition empowers schools with an easy-to-use system for monitoring student learning outcomes and aligning with standards.

La pedagogia nel 2000: Jerome Bruner Lo psicologo statunitense J.S. Bruner (1915), parte dall'ipotesi che sia la cultura a formare la nostra impostazione mentale, fornendoci gli strumenti necessari a organizzare e comprendere il mondo, e che quindi la mente stessa non potrebbe esistere senza una cultura di riferimento; ritiene perciò che l'apprendimento dei bambini vada concepito come culturalmente contestualizzato. I bambini si muoverebbero dunque all'interno di format (intesi come insieme di procedure comunicative che permettono al bambino e ai suoi partner scambi finalizzati e intenzionali) che andrebbero a formare contesti interattivi tali da permettere l'apprendimento. Studiando la comunicazione infantile Bruner arriva a definire i bambini come esseri socialmente competenti, in grado di stabilire precocemente relazioni, negoziazioni ed elaborazioni cognitive.

La cultura digitale nelle scuole 22.12.2016 | Non bastano i tablet in classe, l’informatica deve fondersi con le scienze umane. La lingua riflette i cambiamenti della società che la usa, se evolve velocemente significa che viviamo tempi di rapida trasformazione. Internet ha solo 20 anni ed è già cambiata molto: prima con l’avvento dei blog, poi dei social media e infine del mobile. Il compito autentico Se sapete cosa è il compito autentico potete saltare questa prima parte introduttiva e passare alla seconda parte. Per chi invece non sapesse di che si tratta parto da una definizione che mi sembra abbastanza completa: “Il compito autentico è un compito che prevede che gli studenti costruiscano il loro sapere in modo attivo ed in contesti reali e complessi e lo usano in modo preciso e pertinente, dimostrando il possesso di una determinata competenza”. In parole semplici: una normale attività della vita reale, ricca e splendida, in cui si utilizzano tutte le capacità acquisite e la creatività per risolvere un problema vero. A scuola in genere le cose funzionano al contrario del compito autentico. Nella vita reale Thomas Edison, inventore della lampadina, ha provato 10000 volte a bruciare fili di tungsteno prima di scoprire come fare quello giusto.

Competenze digitali, ce ne sono di diversi tipi: ecco il quadro Le competenze digitali sono oggi al centro di un grande dibattito, che riguarda soprattutto la loro definizione, i modi in cui esse sono apprese e in cui dovrebbero essere insegnate. In questo articolo intendo chiarire due distinzioni necessarie a comprendere meglio il tema in questione e, successivamente, mettere a confronto cinque importanti framework concettuali sulle competenze digitali (Van Dijk 2005, Ferrari 2012, Helsper & Eynon 2013, Van Djik & Van Deursen 2014, Van Deursen, Helsper, Eynon 2015) elaborati negli ultimi dieci anni. L’obiettivo è tentare di individuare qualche tendenza generale nell’evoluzione dell’analisi teorica tali competenze. Un modo per analizzare le competenze digitali è creare un framework concettuale, cioè uno schema teorico, attraverso cui identificare e classificare le competenze in questione. La seconda tipologia di framework si riferisce invece a tutte quelle competenze che dovrebbero essere possedute dai lavoratori del settore ICT.

Normativa AGOSTO 2007 VISTO l’articolo 34 della Costituzione; VISTO l’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988 n. 400; VISTO il Testo Unico delle leggi in materia di istruzione approvato con decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297; VISTA la legge 27 dicembre 2006, n. 296, articolo 1, commi 622, 623 e 624; Certificare le competenze digitali per garantire le professionalità Angeli Digitali, Animatori Digitali, Campioni Digitali, eccellenze digitali. Questi sono solo alcuni dei termini che in questi ultimi mesi vediamo girare sia nel mondo analogico (quotidiani cartacei) che nel mondo digitale (in particolare nei blog e nei social network). Quando usiamo questi termini il collegamento è sempre con le competenze digitali, tema che sta particolarmente a cuore all’Europa e che in Italia spesso fatica ad essere compreso nel modo corretto.

Lo sviluppo di un paese passa per l'educazione linguistica: contro la lettera dei 600 e la nostalgia di una scuola classista - minima&moralia di Christian Raimo pubblicato giovedì, 9 febbraio 2017 · 11 Commenti di Simone Giusti e Christian Raimo Puntuale come una festa patronale è arrivato qualche giorno fa l’intervento polemico sul declino scolastico dei ragazzi di oggi. Competenze chiave, europee, di base, di cittadinanza. Che differenza c’é? – Didattica per competenze Pubblicato il 17 novembre 2014 Quattro tipi di competenze. Come sono definite? quali sono le relazioni tra loro? Ci proponiamo qui di orientare chi si sentisse confuso, pur senza approfondire i dettagli che esamineremo una prossima volta. Andiamo con ordine.

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