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Treccani - La cultura italiana

Treccani - La cultura italiana

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Enciclopedia Fin dai tempi della Preistoria l'uomo ha avuto il bisogno di esprimersi attraverso segni e forme, l'arte appunto, disciplina che è stata coltivata nei secoli e che si è evoluta in molteplici forme. Attraverso codici di volta in volta differenti, ha raccontato la storia dei sentimenti: dalle incisioni rupestri alla Gioconda, dai visi scomposti di Picasso alla fotografia. L'arte più pratica, l'architettura, nasce come necessità di difendere l'uomo dalla natura, e nel tempo ha assunto il compito di modellare ciò che lo circonda, costruendo l'immagine dei luoghi e insieme l'immagine dello spirito umano. Fin dai tempi della Preistoria l'uomo ha avuto il bisogno di esprimersi attraverso segni e forme, l'arte appunto, disciplina che è stata coltivata nei secoli e che si è evoluta in molteplici forme. Attraverso codici di volta in volta differenti, ha raccontato la storia dei sentimenti: dalle incisioni rupestri alla Gioconda, dai visi scomposti di Picasso alla fotografia.

Maschera (commedia dell'arte) Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Maschera di Demone Medievale - Cattedrale di Finisterre (Bretagna) Maschera, nella commedia dell'arte, sta a indicare i personaggi stilizzati che indossano, appunto, maschere, insieme a costumi caratteristici e che si esprimono con gesti codificati. Le maschere della Commedia dell'Arte provengono da una stilizzazione della maschera del volto del demonio, questo per quanto riguarda le maschere degli Zanni, in altri casi, come ad esempio per Pantalone o Pulcinella è soltanto una grottesca caricatura del tipo teatrale rappresentato. Il rapporto tra la maschera del demonio (nel caso delle sacre rappresentazioni) o il volto animalesco del demonio nell'iconografia del '400-'500, è palese anche se la maschera dello Zanni perde le caratteristiche corna del diavolo anche se un resto di un cornetto è sempre presente nelle maschere zannesche come in quella di Arlecchino. Le 'maschere' più celebri della commedia dell'arte sono:

I migliori siti italiani che parlano d'innovazione didattica Penso sia finalmente giunto il momento di mettere insieme in una lista, che spero mi aiuterete ad ampliare ed a tenere aggiornata con le vostre preziose segnalazioni, i migliori siti italiani che parlano d’innovazione didattica, di scuola 2.0, di rivoluzione digitale all’interno delle classi. L’articolo su quelli internazionali ha avuto un discreto successo, ma è ora di cominciare a guardare dentro i nostri confini, perché ci sono risorse meravigliose che aspettano solamente di essere scoperte e condivise. Nell’elenco troverete anche siti che non parlano esclusivamente di scuola, ma anche d’innovazione tout court, perché personalmente ritengo che aprirsi all’esterno, e non essere troppo autoreferenziali, sia un’ottimo modo per andare avanti nel nostro percorso professionale.

3ª Media Contenuto non disponibileConsenti i cookie cliccando su "Accetta" nel banner" Share it now! App di Io, tu e Pilù Inizia la scuola digitale! Giunti Scuola mette a disposizione su iPad il proprio corso per la scuola primaria “Io, tu e Pilù” in forma completamente gratuita. Un patrimonio imperdibile a disposizione di studenti, insegnanti, genitori. LINGUAGGIO COMUNICAZIONE Home | Storia | Economia | Politica | Linguaggi | Letteratura | Teoria | Teorici | Scienza | Diritto | Arte | Uomo-Donna | Religioni | Formazione

Applicazioni Logopedia: INIZIA PER PATOLOGIE: ritardo di acquisizione della letto-scrittura, disturbi specifici di linguaggio L'applicazione è un vero e proprio gioco "gira la ruota" composto da lettere e figure. Si può' giocare sia in due sia in piccoli gruppetti (utile in caso di gruppetti con cui si lavora sulla meta fonologia). Ciascuna squadra, a turno, gira la ruota che mostrerá una vocale. Per guadagnare il punto, bisognerá cliccare sull' immagine la cui parola inizia per la parola mostrata dalla ruota. Apple II, ecco cosa accade quando cercano di usarlo i bambini di oggi Could not load plugins: File not found I bambini di oggi sono i figli di Internet e delle tecnologie avanzate di comunicazione; mentre noialtri abbiamo imparato un po' alla volta a convivere con telefoni cellulari (prima) e touchscreen (dopo), i più giovani non conoscono nient'altro che connettività permanente (guai a non avere l'accesso a YouTube coi figli in viaggio, o almeno un archivio da 15 ore di film e lungometraggi vari), e soprattutto l'interazione col tocco. Chi scrive ricorda ancora la nipotina mentre pigia accigliata sul display del videocitofono di casa, e si arrabbia perché quest'ultimo non fa comparire icone o immagini in movimento. Loro semplicemente lo danno per scontato: toccare uno schermo produce un effetto. Punto.

SuperErrori #ChatWoman Colei che chattava, chattava, chattava... Il Web è un luogo meraviglioso ed è importante conoscerlo, navigarlo, passare del tempo in rete per coltivare passioni, amori o amicizie anche usando le chat… ma è importante che la vita in chat non diventi la tua vita. Continua a coltivare il tempo con gli amici, a incontrarli. Educare i giovani ad avere spirito critico e senso civico digitale Il web 2.0 è una fantastica opportunità per diventare protagonisti, è un web partecipativo. I nostri alunni non conoscono altro, perché il web 2.0 comincia a esistere più o meno dai primi anni 2000. Il termine è stato coniato nel 2004 quando inizia a dilagare il fenomeno dei social network e dei blog, massima espressione del web 2.0. Noi adulti, che abbiamo vissuto il passaggio, siamo consapevoli delle rivoluzionarie novità introdotte da questo nuovo modo di vivere la rete: non più semplici spettatori ma attori, non più passivi consumatori ma produttori. Noi, in questo nuovo mondo virtuale, ci siamo arrivati per gradi e abbiamo avuto il tempo di ambientarci. Per i ragazzi, invece, non è mai esistito altro: la rete è puro protagonismo!

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