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I rifiuti 1g

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ALLUMINIO. Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Il simbolo internazionale per i materiali riciclabili Il riciclaggio dell'alluminio è un settore specifico del riciclaggio dei rifiuti, e consiste in un insieme di operazioni che vengono svolte sui rifiuti composti da alluminio per ottenere nuovo materiale da reimmettere nei processi produttivi. Il materiale[modifica | modifica sorgente] L'alluminio è un materiale che si presta a una vastità di applicazioni e possibilità di riutilizzo, grazie alle sue proprietà: Leggerezza (un terzo dell'acciaio)Durata: l’ossido superficiale è una barriera alla corrosione atmosfericaConducibilità elettricaConducibilità termicaConducibilità sonoraNon tossicitàAssenza di magnetismoLavorabilità: può essere modellato con tutte le comuni tecniche di lavorazione, più facilmente della maggior parte degli altri metalliVersatilità: possibilità di formare molte leghe, rigide o elasticheRiciclabilità con un costo energetico contenuto.

Procedure[modifica | modifica sorgente] Apparecchiature elettroniche. Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. I rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche o semplicemente rifiuti elettronici (talvolta citati anche semplicemente con l'acronimo RAEE, in lingua inglese: Waste of electric and electronic equipment (WEEE) o e-waste), sono rifiuti di tipo particolare che consistono in qualunque apparecchiatura elettrica o elettronica di cui il possessore intenda disfarsi in quanto guasta, inutilizzata, o obsoleta e dunque destinata all'abbandono. È strettamente legata con la Normativa comunitaria RoHS 2002/95/CE. Definizione di RAEE[modifica | modifica sorgente] I RAEE sono rifiuti di AEE. Le AEE a loro volta sono apparecchiature che per un corretto funzionamento dipendono dall'energia elettrica, sia come utilizzatrici, sia come generatrici, progettate per funzionare a tensioni fino a 1000 V AC o 1500 V CC, e appartengono a una delle seguenti categorie: Il trattamento dei RAEE[modifica | modifica sorgente] Obiettivi di recupero[modifica | modifica sorgente]

CARTA. Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Carta usata in attesa di essere riprocessata. Il riciclaggio della carta è un settore specifico del riciclaggio dei rifiuti. Il simbolo Unicode della carta riciclata è ♼ (U+267C) e quello della carta parzialmente riciclata ♽ (U+267D). Utilizzo[modifica | modifica sorgente] Gli impieghi fondamentali, per usi civili e industriali, della carta, costituiscono una vasta gamma: cartone ondulatocartoncino per astucci pieghevolicarta utilizzata per sacchi e sacchetti, con varie proprietà: resistente, fragile, filtrante, oleata, cerata, morbida, assorbente… Si tratta di prodotti di uso universale, con indici crescenti di produzione e di domanda, e il cui utilizzo ha a valle una forte e diffusa produzione di rifiuti.

Produzione[modifica | modifica sorgente] Come tutti i rifiuti, la carta pone problemi di smaltimento. Partendo dalla fibra del rifiuto cartaceo, circa il 95% viene trasformato in nuova carta. Applicazioni[modifica | modifica sorgente] Tuttavia: DISCARICA. Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Una moderna discarica con protezioni e barriere (Honolulu, Hawaii). Una discarica ricoperta di verde dopo la chiusura (Dresda). Una discarica di rifiuti non a norma, senza particolari protezioni e barriere. Una discarica a Giacarta: nei paesi in via di sviluppo le discariche sono al tempo stesso fonte di inquinamento ambientale ma anche di sostentamento per i più poveri. Recupero del biogas da una discarica Descrizione[modifica | modifica wikitesto] La normativa italiana col d.lgs 13 gennaio 2003, n. 36 ha recepito la direttiva europea 99/31/CE che prevede tre tipologie differenti di discarica: discarica per rifiuti inerti;discarica per rifiuti non pericolosi (tra i quali gli RSU, Rifiuti Solidi Urbani);discarica per rifiuti pericolosi (tra cui ceneri e scarti degli inceneritori).

L'uso delle discariche per il rifiuto indifferenziato deve essere assolutamente evitato. Struttura di una moderna discarica[modifica | modifica wikitesto] Funzionamento termovalorizzatore. I nostri servizi dipendono dai cookie. L'uso di tali servizi ne implica l'accettazione.INFOOK Risparmio energetico, ambiente, energia rinnovabile. Approfondimenti sul risparmio energetico, le energie pulite, lo sviluppo sostenibile. EcoDizionario I termini ecologici più utilizzati, ma anche quelli meno comuni, le associazioni, le organizzazioni che operano per l'ambiente, le sigle principali.

Le tecnologie verdi, le tipologie di rifiuto e tante altre informazioni: scopri l'ecodizionario, il dizionario ecologico che ti aiuta a diventare più verde! Approfondimenti Risparmio acquaAlternative all'inceneritore20 azioni per l'ambienteConsigli ecologiciDiscaricaEcologiaEnergiaInceneritoreKyotoRaccolta differenziataRifiutiRischi per la saluteRisparmio energeticoSviluppo sostenibileEducazione ambientaleCementificazioneCombustibili fossili Approfondimenti Rispettare la natura, riciclare i rifiuti, conoscere le alternative possibili. Tu sei qui : Homepage > Riciclare Funzionamento di un inceneritore Risorse. Il punto dell' Europa.

Energia | Rifiuti e bonifiche [ 8 settembre 2011 ] "Critical evaluation of the dissolution mechanisms of high level nuclear waste glasses in conditions of relevance for geological disposal" (Glamor) e "Model uncertainty for the mechanism of dissolution of spent fuel in a nuclear waste repository" (Micado) sono due progetti finanziati dall'Ue per lo smaltimento delle scorie nucleari e secondo il bollettino scientifico dell'Ue Coirdis «Hanno permesso ai ricercatori di raggiungere un consenso su diverse questioni chiave riguardanti la durata chimica sia per le scorie ad alta radioattività vetrificate che per il combustibile nucleare esausto».

Secondo Cordis, che riporta informazioni non proprio indipendenti, visto che vengono dall'European nuclear society (della quale fanno parte le imprese nucleari europee) «Lo smaltimento - isolamento geologico in profonde formazioni geologiche è attualmente ritenuta la più sicura soluzione a lungo termine per gestire le scorie nucleari a vita lunga. Inceneritore. Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Impianto di incenerimento sito nell'area di Forlì, capace di trattare 18 t/h di rifiuti domestici. Inceneritore di Thun situato nei pressi dell'omonimo lago nel cantone di Berna. Il termine termovalorizzatore, seppur di uso comune, è talvolta criticato in quanto sarebbe fuorviante. Infatti, secondo le più moderne teorie sulla corretta gestione dei rifiuti gli unici modi per "valorizzare" un rifiuto sono prima di tutto il riuso e poi il riciclo, mentre l'incenerimento (anche se con recupero energetico) costituisce semplice smaltimento ed è dunque da preferirsi alla semplice discarica di rifiuti indifferenziati.

Si fa notare che il termine non viene inoltre mai utilizzato nelle normative europea e italiana di riferimento, nelle quali si parla solo di "inceneritori".[2][3][4] Rifiuti di interesse per l'incenerimento Rifiuti trattati in attesa di essere avviati alla combustione. Diffusione Europa Italia Tecnologie di incenerimento Tipologie di inceneritore.

Inceneritori nel Veneto. Il Rapporto Annuale APAT ci informa che il Veneto è secondo solo alla Lombardia nella produzione di rifiuti speciali, con oltre quattordici milioni di tonnellate di rifiuti speciali (quasi quanto tutto il centro Italia). Circa il cinque per cento di questi sono pericolosi, e prodotti in quantità maggiore in provincia di Venezia (duecentocinquantamila tonnellate); fatto che è facilmente interpretabile nel momento in cui si consideri che è l’industria chimica che produce le maggiori quantità di rifiuti pericolosi, circa un milione di tonnellate solo al Nord. A questi vanno sommati i rifiuti urban, facciamo il punto degli inceneritori esistenti o in via di costruzione in Veneto, almeno dei più importanti. Padova S.Lazzaro per rifiuti urbani e sanitariproduce energia elettrica)Due linee esistenti da 300 t/g per 70.000 t/a una terza linea già approvata da 100000 t/a e una quarta linea proposta da altri 100000 t/a per arrivare a 270.000 t/a Be Sociable, Share!

Indicatori ambientali urbani. Nel 2011, la raccolta dei rifiuti urbani nei comuni capoluogo di provincia diminuisce del 3,1%, passando dai 609 Kg pro capite del 2010 a 590. Continua a crescere la percentuale di raccolta differenziata sul totale dei rifiuti urbani (+1,8 punti percentuali rispetto all'anno precedente), nel 2011 è al 33,4%. Prosegue ormai da dieci anni la contrazione dei consumi di acqua per uso domestico, da 206,1 litri/abitante/giorno del 2001 a 175,4 del 2011. Rispetto al 2010 aumenta, da 44,6 a 54,4 giorni, il numero medio di giorni in cui si è registrato il superamento del valore limite per la protezione della salute umana del PM10 (qualità dell'aria). L'aumento riguarda i capoluoghi del Nord (da 55,8 a 75,2), mentre risultano stabili i valori dei capoluoghi del Centro (circa 43 giorni) e del Mezzogiorno (circa 35 giorni).

Ogni mille abitanti, nel 2011 ci sono circa 614 autovetture. Sono in tutto 77 i capoluoghi che hanno approvato la zonizzazione acustica del territorio comunale. Tag: argomento: Italiani secondi in Europa. Con 3 milioni di tonnellate nella raccolta differenziata nel 2010, l’Italia e’ seconda solo alla Germania nella filiera della produzione e riciclo di carta e cartone. ‘’Quello del riciclo della carta è un settore che produce ricchezza e benefici ambientali -spiega Carlo Montalbetti, Direttore generale di Comieco (Consorzio nazionale recupero e riciclo degli imballaggi a base cellulosica)- nel 2010 infatti e’ stato recuperato e riciclato circa il 90% degli imballaggi immessi al consumo.

Un risultato notevole soprattutto considerando che il tasso di riciclo medio europeo si attesta al 68,9%’’. La notizia nella notizia è che siamo virtuosi ma non lo sappiamo. Questo è il dato che emerge dal sondaggio di Ipsos per Comieco, da poco reso pubblico. Il 25% degli italiani non ha idea della percentuale di carta riciclata nel nostro Paese, e solo un quarto ci colloca correttamente tra i paesi piu’ ricicloni. L'Incubo Del Nucleare. La discarica abusiva. MATERIALI EDILI. Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Per riciclaggio di materiali edili si intende tutto l'insieme di strategie volte a recuperare materiali provenienti da attività di costruzione e demolizione (C&D) e reimpiegarli nel settore delle costruzioni evitando di smaltirli in altro modo.

Classificazione[modifica | modifica sorgente] Il riciclo può essere distinto in riciclo primario, secondario e terziario in funzione del processo subito e delle caratteristiche del prodotto finale: Il riciclo primario, o "riuso", consiste nel riutilizzo direttamente in cantiere degli scarti di lavorazione: in tal modo viene ridotta la quantità di rifiuti prodotti. Vantaggi[modifica | modifica sorgente] Il riciclaggio dei materiali provenienti da attività di costruzione e demolizione si configura come ovvia soluzione al problema dello smaltimento e presenta vantaggi economici per una molteplicità di fattori: Normativa italiana[modifica | modifica sorgente] Fasi del processo[modifica | modifica sorgente] MATERIALI FERROSI. Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Il simbolo internazionale per i materiali riciclabili Il riciclaggio dei materiali ferrosi è un settore specifico del riciclaggio dei rifiuti, e consiste in un insieme di operazioni che vengono svolte sui rifiuti composti da ferro per ottenere nuovo materiale da reimmettere nei processi produttivi.

Il ferro si utilizza in varie forme (ghisa, acciaio da costruzione, acciaio speciale, acciaio per utensili, ecc.) in base alle specifiche caratteristiche che sono richieste: durezza, malleabilità, resistenza fisica o chimica, ecc.. Tipologie di materiali[modifica | modifica sorgente] Il riciclaggio dei materiali ferrosi viene effettuato a partire da rifiuti provenienti da: Raccolta differenziata su suolo pubblico,Centri di raccolta industrialiImpianti di incenerimento dei rifiuti, dove i materiali ferrosi vengono estratti magneticamente.

L'acciaio è presente negli imballaggi in varie forme: Procedure[modifica | modifica sorgente] PLASTICA. Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Il riciclaggio della plastica è un settore specifico del riciclaggio dei rifiuti, e consiste in un insieme di operazioni che vengono svolte sui rifiuti composti da plastica per ottenere nuovo materiale da reimmettere nei processi produttivi. Tipologie di materiali plastici[modifica | modifica sorgente] Vari oggetti in plastica utilizzati in ambito domestico. Le materie plastiche più diffuse sul mercato dei prodotti di consumo sono: La raccolta differenziata delle materie plastiche riguarda in particolare gli imballaggi, che costituiscono una percentuale rilevante della plastica contenuta nei rifiuti urbani (oltre il 50%). All’inizio, tale raccolta riguardava solo le bottiglie e i flaconi.

Procedimenti[modifica | modifica sorgente] Dopo la fase di raccolta differenziata, la plastica viene portata negli impianti di prima selezione e trattamento; viene quindi separata da altre frazioni e impurità, quindi suddivisa per tipologia di polimero. Raccolta differenziata. Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Contenitori della raccolta differenziata Singapore Contenitori per la raccolta differenziata in Italia La raccolta differenziata, nell'ambito della suddivisione dei rifiuti, indica un sistema di raccolta dei rifiuti solidi urbani che prevede, per ogni tipologia di rifiuto, una prima selezione o differenziazione in base al tipo da parte dei cittadini diversificandola dunque dalla raccolta totalmente indifferenziata, prevalente sino a pochi anni fa. Per quanto detto dunque la raccolta differenziata è propedeutica alla corretta e più avanzata gestione dei rifiuti costituendone di fatto la prima fase dell'intero processo, ma perde di senso in mancanza degli impianti di trattamento/smaltimento dei rifiuti differenziati.

Cenni storici[modifica | modifica sorgente] In attuazione di tale direttiva, il DPR 915 del 1982[2] stabiliva degli obblighi relativi al riciclo, al riuso e al recupero. Necessità della raccolta differenziata[modifica | modifica sorgente] Radioattività. Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. In ingegneria nucleare si definisce scoria radioattiva lo scarto di combustibile nucleare esausto derivante dalla fissione nucleare nel nocciolo o nucleo del reattore nucleare a fissione.

Questa definizione però è incompleta: il combustibile esausto è infatti considerato scoria nucleare di III categoria, cioè scorie di alta radiotossicità e di grande persistenza nell'ambiente. Si classificano come scorie di I e II categoria invece i prodotti contaminati o rifiuti radiologici da ambito nucleare, industriale e radioterapico; per esempio le tute antiradiazioni usate da chi lavora nelle centrali hanno una radioattività bassissima e sono classificate come scorie nucleari di I categoria.

Storia[modifica | modifica wikitesto] Descrizione[modifica | modifica wikitesto] Combustibile esausto[modifica | modifica wikitesto] Materiali irraggiati o contaminati[modifica | modifica wikitesto] Produzione[modifica | modifica wikitesto] Belgio[modifica | modifica wikitesto] Rifiuti la metà in discarica. Rifiuti Nucleari in Italia. Rifiuti-Wikipedia. Smaltimento delle scorie radioattive.

Trattamento scorie nucleari. VETRO. Video alluminio. Video carta. Video plastica. Video separazione metalli. Video vetro.