background preloader

PENSIERO COMPUTAZIONALE

Facebook Twitter

Disegniamo una figura geometrica con scratch – Coding e pensiero computazionale. Il disegno assistito e programmato è una delle attività che consentono di applicare bene il pensiero computaizonale. Ciò anche per via del fatto che esso ci da un risultato immediato, visivo e si presta anche a diverse varianti.

Ho proposto diverse volte questa attività sia nei corsi per i docenti sia in classe con gli alunni. L’obiettivo principale è quello di muovere una penna programmata usando delle semplici istruzioni che le consentano di disegnare figure geometriche come poligoni regolari. Questo esercizio ci porta a scoprire diverse cose interessanti: La prima riguarda la scoperta passo dopo passo di alcune proprietà della geometria e in particolare dei poligoni regolari.La seconda ci introduce nel mondo delle istruzioni cicliche che consentono dis fruttare al massimo la potenza di calcolo di uno stupido PCLa terza ci consente di proporre l’attività con una infinità di varianti. Iniziamo dalla figura più semplice: il quadrato. L’istruzione che adesso ci serve è penna giù. Il senso profondo del pensiero computazionale. Ho dato un titolo inglese a un libro in italiano.

Può sembrare una scelta discutibile, ma non è colpa mia, è colpa del coding. Coding è un termine inglese che ho deciso di non tradurre per riempirlo del significato che di fatto ha assunto negli ultimi anni in Italia e nel mondo, o almeno del significato che ha assunto per me. Coding indica l’uso di strumenti e metodi di programmazione visuale a blocchi per favorire lo sviluppo del pensiero computazionale. E così per spiegare il significato di un termine inglese di cui potresti trovare la traduzione in qualsiasi vocabolario ho introdotto termini ben più complessi e oscuri che richiedono a loro volta una spiegazione: programmazione visuale e pensiero computazionale.

Andiamo di bene in meglio. Il pensiero computazionale è la capacità di individuare un procedimento costruttivo, fatto di passi semplici e non ambigui, che ci porta alla soluzione di un problema complesso. La programmazione visuale non è strettamente necessaria. Coding in classe. Google ha raccolto tutti i suoi programmi per insegnare il coding in un unico... L’annuncio è stato dato qualche giorno fa direttamente dal blog di Google for Education, la sezione del colosso di Mountain View che si occupa di offrire strumenti e programmi per insegnanti e studenti.

Google ha lanciato il suo nuovo sito “Computer Science Edu”, ovvero un portale che raccoglie tutte le risorse per l’insegnamento del coding e delle materie relative all’informatica e alla tecnologia. “L’interesse per la programmazione informatica sta crescendo – scrive Chris Stephenson, a capo dei programmi per il coding di Google Edu – persino il presidente degli Stati Uniti Obama ha sottolineato l’importanza di dare a ogni studente l’opportunità di imparare la programmazione”.

Stephenson, nell’enfatizzare l’impegno di Google nello sviluppare programmi che aiutino l’apprendimento e l’insegnamento dell’informatica, annuncia la decisione di aprire una piattaforma la CS EDU website dove gli insegnanti possano trovare tutte le iniziative di Google relative all’insegnamento del coding. Il coding arriva in classe: “Un’opportunità didattica per l’inclusione” All’ “Alighieri-Tanzi” di Mola di Bari, piccolo centro del barese, “Programma il futuro” è parso subito un’opportunità da cogliere in un’ottica di riflessione/sperimentazione didattica e pedagogica continua, aspetto irrinunciabile della professione docente. La sua vocazione all’expertise e il suo approccio computazionale costituiscono un tentativo di rispondere allo Zeitgeist contemporaneo, in un interessante bilanciamento di aspetti formali dell’apprendimento con quelli informali del coinvolgimento attraverso il gioco. Accettando volentieri questa nuova sfida – docente di lettere con una prima laurea in Filologia classica, forse un po’ atipica per lo stereotipo tradizionale- ho deciso di attuare il progetto in via sperimentale con i ragazzi di seconda media, una classe eterogenea per livelli di apprendimento e contesti d’appartenenza.

Alla piacevole sorpresa di poter (finalmente !) I ragazzi della 2a AT della scuola media di Mola di Bari. Un modello per il coding a scuola – CodeMOOC. Non sarò breve. Per avviare un ragionamento sul coding a scuola occorre prima di tutto intendersi sul significato di alcuni termini, senza la pretesa di (ri)definirli o di fare un glossario esaustivo, ma allo scopo di adottare una convenzione che riduca il rischio di fraintendimento, almeno nell’ambito di questa riflessione. In che relazione stanno tra loro questi termini? La programmazione è una delle attività prevalenti nell’ambito dell’informatica, in quanto permette di utilizzare dispositivi esistenti (hardware) per fare cose nuove scrivendo nuovi programmi (software).

Le competenze informatiche, e la disponibilità di buoni programmatori, sono ritenute fattori indispensabili allo sviluppo, all’innovazione e alla competitività. Dati di fatto: Dal 2013 il coding è stato posto al centro di campagne di sensibilizzazione a livello internazionale (Europe Code Week, Computer Science Education Week) finalizzate a ridurre lo skill gap e il gender gap. Il ruolo della scuola Lavori in corso. Creare e programmare robot con Lego WeDo 2.0. Presentazione coding in your classroom now MGL by MariaGrazia Licandro on Prezi. Progetto CODI-AMO. DotBot S – il piccolo robot per i vostri primi esperimenti di coding con Arduino. Mio figlio: “papà ma non è che tu sei un po’ fissato per la robotica?” Io: “sicuramente figlio! Ma io al tuo Pokémon Go preferisco DotBot” Le avventure di DotBot continuano… Durante l’ultima Mini Maker Faire di Torino mi è stato chiesto se mi aspettassi altro da DotBot oltre che la mia personale azione didattica ed ho risposto in questo modo: “creare oggetti fisici utili per l’apprendimento è per me parecchio stimolante inoltre il feedback che ne ricevo dagli utenti induce ovviamente alla relazione e allo studio continuo aggiungendo ogni volta l’esperienza anche di altri, quindi utilissimo anche per sperimentare altre azioni didattiche”, quindi alla fine tratto DotBot come un catalizzatore per fare anche altro.

La versione di DotBot che conoscete è il frutto di una serie di prototipi realizzati nei mesi passati. Ma qual’è l’idea? Ma quanto costa realizzare DotBot S? Perché i servomotori a rotazione continua? Lista della spesa Cosa succederà ora? Spero che questa mia idea possa essere utile. Coding in your Classroom, Now! Course Overview Questo corso è ambizioso e semplicissimo. Ha l’obiettivo di aiutarti ad introdurre il pensiero computazionale in classe attraverso il coding, usando solo attività intuitive e divertenti da proporre direttamente agli alunni. Quando affrontiamo un problema o abbiamo un’idea, spesso intuiamo la soluzione ma non siamo in grado di formularla in modo operativo per metterla in pratica.

Il pensiero computazionale è proprio questo, la capacità di immaginare e descrivere un procedimento costruttivo che porti alla soluzione. Come imparare a parlare ci aiuta a formulare pensieri complessi, così il pensiero computazionale ci offre strumenti ulteriori a supporto della fantasia e della creatività. Per questo il pensiero computazionale è per tutti. Veniamo al metodo. Così creeremo su questa piattaforma una comunità di apprendimento fatta di insegnanti, ciascuno con la propria classe. Per le attività online useremo prevalentemente le risorse di Code.org e Scratch.

#CodeMOOC Outcomes Teacher. Coding_censura.mov. Progettare robot ora è un gioco da ragazzi (grazie a un italiano) Film di animazione. Giochi per ragazzi. E ora anche robot. Sì perché, già da qualche tempo, nei laboratori della Disney Research si lavora – in collaborazione con i ricercatori dell’ETH di Zurigo e della Carnegie Mellon University – per realizzare degli avveniristici robot. Come già successo nel caso di Sphero Drone BB-8 e del robot-geco VertiGo. Un gioco da ragazzi «Il nostro approccio consente di automatizzare le parti più noiose del processo di progettazione – si legge sul sito dell’ETH – fornendo dei modelli per personalizzare morfologia, dimensioni, andatura e stile di movimento».

Grazie al nuovo software quindi, progettare il proprio robot diventa un gioco da ragazzi. Semplificare i passaggi Si parte dalla scelta dello scheletro – «trascinando la struttura scheletrica cambia la forma del robot, spiega Megaro – per poi passare al numero delle zampe e la quantità di segmenti delle articolazioni mobili. L’utente può così concentrarsi esclusivamente sugli aspetti creativi del design. GUIDA - Sviluppare il Pensiero Computazionale con Scratch! – Animatori Digitali - Portale di informazione degli ADAnimatori Digitali – Portale di informazione degli AD. Scratch è uno strumento gratuito che permette di avvicinare i giovani al mondo della programmazione e del pensiero computazionale.

Il software permette di creare dei racconti, delle storie interattive e di registrarne i risultati consentendone la pubblicazione. È pensato per una fascia d’età che va dagli 8 ai 16 anni Scratch è sviluppato dal Lifelong Kindergarten research group dei Media Lab dell’MIT. Lo sviluppo di Scratch è stato supportato dalla National Science Foundation, da Microsoft, dalla Intel Foundation, dalla Nokia e dai MIT Media Lab research consortia. Perché usarlo? Perché è uno strumento semplice ed intuitivo, non è obbligatorio conoscere le basi della programmazione per iniziare a realizzare un progetto e nonostante ciò permette di ottenere dei risultati soddisfacenti: ad oggi sono stati pubblicati più di 10 milioni di progetti. Si possono realizzare semplici storie digitali, ma è possibile lavorare anche a progetti più ambiziosi, date un occhiata al videogame FALCON 9!