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Finlandia, nasce la scuola senza materie: la rivoluzione dei più bravi del mondo. "disegna il tuo pensiero": così alle elementari si insegna ai bambini a filosofare. "Il mio pensiero, quando penso, sono io.

"disegna il tuo pensiero": così alle elementari si insegna ai bambini a filosofare

Ma una volta che l'ho pensato è altro da me". Sembra la massima di un filosofo e invece queste parole sono il frutto della riflessione di un bambino di nove anni. Il "filosofare" come materia alle elementari è un esperimento che nasce da un gruppo di studiosi della facoltà di filosofia dell'Università Cattolica e che è approdato quest'anno al Leone XIII, dove in sei classi tra quarta e quinta elementare si sono svolte quattro lezioni per classe, di due ore ciascuna. Un percorso che si conclude nella Cripta aula magna dell'ateneo di Largo Gemelli con una lezione frontale di filosofia dal titolo: "Alla ricerca della bellezza con Sant'Agostino". Un'esperienza che però dal prossimo anno arriverà per la prima volta anche nelle scuole pubbliche milanesi. Finlandia, "Il paese dove i bambini imparano a leggere 'tardi' e studiano giocando"

GIOCARE molto per imparare più in fretta.

Finlandia, "Il paese dove i bambini imparano a leggere 'tardi' e studiano giocando"

Perché le scoperte che si fanno quando ci si diverte non si dimenticano più. Almeno è quanto sostengono i finlandesi che sono conosciuti per avere uno dei migliori sistemi scolastici del mondo. Nel paese i bambini imparano a leggere 'tardi', solo verso i 6-7 anni, alle elementari. MONDO DIGITALE. Miur: “la nostra strategia per rendere la Scuola il motore del Paese” I numeri sul fabbisogno di competenze digitali sono ampiamente noti nel dibattito pubblico.

Miur: “la nostra strategia per rendere la Scuola il motore del Paese”

Su due aspetti, in particolare, dobbiamo porre la massima attenzione. Il primo è una questione italiana, legata alla condizione strutturale e culturale del Paese.La carenza generalizzata di competenze digitali di base (in particolare nella popolazione adulta) è figlia di quel divario strutturale che l’Italia si porta dietro da anni e che gli sforzi degli ultimi Governi, pur nella giusta direzione, non sono ancora riusciti a colmare. Ce lo ha bruscamente ricordato la Commissione Europea con la pubblicazione del DESI 2017 proprio qualche giorno fa. La società iperconnessa è davvero più inclusiva? In un saggio la risposta di Piero Dominici.

Una società i cui membri sono sempre più connessi fra loro grazie alla tecnologia, è anche, per forza di cose, più inclusiva?

La società iperconnessa è davvero più inclusiva? In un saggio la risposta di Piero Dominici

La risposta, secondo Piero Dominici, professore universitario a Perugia e Madrid, e autore del saggio “Dentro la società interconnessa” (Franco Angeli) non è necessariamente affermativa. La colpa di quello che è un fraintendimento molto comune – più digitale uguale più partecipazione – è della confusione che spesso si fa fra i concetti di comunicazione e connessione.

In altre parole, come l’autore sottolinea, non è detto che a un aumento delle capacità comunicative, corrisponda un incremento delle opportunità relazionali. Essere nativi digitali e apprendere nella società complessa. Il progressivo aumento di complessità cui abbiamo assistito in questi decenni ha portato, soprattutto con l’introduzione delle nuove tecnologie informatiche e multimediali, ad una società con impressionanti caratteristiche di velocizzazione, scomponibilità e modificabilità dei processi, a tutti i livelli.

Essere nativi digitali e apprendere nella società complessa

Abbiamo la consapevolezza di fondo che di minuto in minuto la società riproduce il proprio funzionamento a livello globale e locale attraverso un enorme volume di connessioni sempre più fini e mobili, capaci di scomporre ogni realtà, penetrando negli snodi più interni delle cose – materiali, produttive, organizzative – per ricombinare e riconnettere tutto flessibilmente nel modo più funzionale, secondo forme mobili e variabili, in linea di principio illimitatamente modificabili. Frammentazione e frammentabilità per processi sempre più mutevoli Assenza di strutture, regole e differenze, per una connessione senza limiti. Architettura dell'intelligenza per organizzazioni adattative. “Persone online”, come il web ci ha cambiati negli ultimi 18 anni. “Quando nel 1999 è stata pubblicata la prima edizione de la Psicologia di Internet (Raffaello Cortina, 2017, edizione italiana, a cura mia e di Stefano Moriggi) dominavano ancora le librerie di calce e mattoni”, così prende avvio la prefazione alla seconda edizione del volume di Patricia Wallace.

“Persone online”, come il web ci ha cambiati negli ultimi 18 anni

Che non si tratti di una seconda edizione, ma di un libro integralmente nuovo lo dimostra, proprio, questo incipit. Dalla fine dello scorso millennio le tecnologie digitali della comunicazione sono, infatti, radicalmente mutate e con loro è cambiato radicalmente il nostro modo di interagire con esse e conseguentemente la nostra vita. In questi diciotto anni, il mondo è divenuto “digitale” e Internet è diffusa ormai quanto la luce elettrica. La psicologia della persona online: libertà di accesso e di critica e narcisismo Per contro e in positivo, chi di noi potrebbe oggi fare a meno di Internet o dei social network anche solo per il proprio lavoro. Il flop dei libri digitali a scuola, che cosa è andato storto. Era il 2009, l’introduzione della lavagna interattiva multimediale (LIM) in classe utilizzata per amplificare l’azione didattica, per condividere i contenuti e lavorare con una metodologia interattiva avrebbe cambiato e innovato la scuola italiana, avrebbe anche portato all’incremento delle competenze digitali di noi insegnanti.

Il flop dei libri digitali a scuola, che cosa è andato storto

L’uso della lavagna interattiva multimediale doveva diventare fondamentale per la condivisione delle lezioni tra gli insegnanti, ma anche, soprattutto, per la realizzazione cooperativa dei contenuti didattici, consentendo agli alunni di accostarsi alla cooperazione in modo specifico e legato alle proprie possibilità, e partecipando al risultato finale.

A tutto questo si aggiungeva, negli anni successivi, la consapevolezza che la scuola sarebbe stata in grado di utilizzare appieno le novità introdotte dal Ministero, con la disponibilità dei libri di testo in formato digitale. L’editoria digitale, in particolare, ci si aspettava che avrebbe: Perché è importante includere le competenze informative in rete nel test PISA. Finalmente anche l’OCSE si accorge dell’importanza fondamentale delle competenze informative in rete per la scuola e le include nel test PISA, che sarà somministrato agli studenti nel 2018, come “competenza globale”, antitesi del pensiero acritico.

Perché è importante includere le competenze informative in rete nel test PISA

È così che il direttore OCSE per le competenze e l’education, Andreas Schleicher, ha affermato che “Le scuole possono fare molto per fornire agli studenti il ​​tipo di capacità cognitiva per accedere e analizzare i significati, la cultura, le pratiche” e che, poiché i social media creano una sorta di “cassa di risonanza” in cui gli utenti ascoltano solo da punti di vista simili al proprio, è essenziale che i giovani abbiano il senso critico necessario per discutere diversi punti di vista e opinioni. Questo significa anche evitare il rischio del “pensiero unico”, mono-culturale, verso un pensiero multi-culturale e multi-religioso. Software libero, grande assente nel Piano Nazionale Scuola Digitale. Nei corsi per Dirigenti Scolastici che ho tenuto nei mesi scorsi, ho provato a capire la diffusione del software libero nelle scuole dal punto di vista della percezione, della conoscenza e delle difficoltà incontrate.

Software libero, grande assente nel Piano Nazionale Scuola Digitale

E questo perché (come evidenziano molti blog di animatori digitali) il software libero è uno degli assenti chiave del Piano Nazionale Scuola Digitale, dove c’è la giusta enfasi per i dati aperti e per le OER (Open Educational Resources), con azioni dedicate. Le risposte si sono collocate su sponde estreme: Lavorare è studiare. Dieci mosse per un apprendimento continuo davvero efficace. Se un tempo la vita consisteva in due fasi, l’apprendimento e poi il lavoro, oggi la vita consiste in una fase sola: apprendimento e esperienza concreta sempre.

Lavorare è studiare. Dieci mosse per un apprendimento continuo davvero efficace

I ragazzi a scuola devono alternare l’apprendimento con esperienze lavorative (scelta che incrementa in modo consistente la loro capacità di entrare poi nel mondo del lavoro). E chi ha finito gli studi formali deve continuamente imparare, per tutta la vita. La quota di tempo che deve essere dedicata all’apprendimento è più grande di quella dedicata al lavoro (inteso qui in senso lato come azioni che creano valore per gli altri). Mentre nelle istituzioni formalmente deputate a questo l’apprendimento è guidato (e in questo sta una parte dei problemi di scuola e università) dopo non si ha più nessuna guida e quindi si è costretti a creare un proprio percorso. L’Aula del XXI Secolo come Ambiente di Apprendimento. La “Scuola” intesa come Spazio Fisico Nel dibattito sulla riforma della scuola viene spesso sottovalutata l’importanza della scuola intesa come “Habitat“, spazio fisico e architettonico in cui ha luogo il processo di insegnamento e apprendimento.

L’idea che gli ambienti in cui si svolge l’attività educativa siano come lo Spazio newtoniano “vuoti contenitori” caratterizzati da uniformità e universale omologazione, ha radici antiche nella scuola italiana. Negli altri paesi monitorati dall’OECD, esistono architetti specializzati nello School Design, che lavorano insieme ai rappresentanti di docenti e studenti per creare gli spazi educativi.

Spazio flessibile (Aula 3.0) Socloo: the social school. Nuovi modelli aule scolastiche. Spazio, tempo e didattica sono le tre dimensioni su cui il Movimento delle Avanguardie educative vuole incidere per cambiare il modello trasmissivo del fare scuola, come abbiamo visto nello scorso articolo, considerato non più adeguato a rispondere alle sfide della società della conoscenza. Nel presente contributo approfondiremo il tema degli spazi dell’apprendimento, sia richiamando alcuni passaggi del Manifesto delle Avanguardie educative e delle Idee in cui questo si declina, sia facendo ricorso direttamente alla voce delle scuole aderenti al Movimento.

Queste ultime infatti, all’interno della community di Avanguardie educative, hanno raccontato la propria esperienza di innovazione, mettendo in evidenza bisogni ed obiettivi, le azioni messe in campo per soddisfarli e raggiungerli, risultati ottenuti e difficoltà incontrate, prospettive per il futuro. Così, il terzo orizzonte del Manifesto si intitola “Creare nuovi spazi per l’apprendimento” e recita: Classe Capovolta: Scuola per la didattica 3.0. Impari social learning, scuola, scuola digitale, lezioni, materiali didattici, insegnanti, docenti italia, La ricerca Indire per la scuola del futuro. L’archivio dei Musei Vaticani è online e lo si può consultare gratis. Digitavaticana.org - Un’immagine dell’archivio online dei Musei Vaticani La digitalizzazione è una delle nuove frontiere dei musei di tutto il mondo.

Oggi con pochi clic possiamo scaricare l’anatomia umana di Leonardo da Vinci direttamente dal sito della Royal Collection Trust di Londra, tutti i cataloghi del MOMA di New York o i documentari dell’archivio Prelinger. Ora alla lista si aggiunge anche il patrimonio dei Musei Vaticani. Il coding nella scuola primaria: un'introduzione. Il coding nella scuola primaria: un'introduzione Cos'è il coding Le magie dei Micromondi, esperienza didattica di Giusi Landi Il software Micromondi Jr Io sono Pinocchio, esperienza didattica di Patrizia Battegazzore La robotica I Bee-Bot Abitare i luoghi, esperienza didattica di Rodolfo Galati Code.org Zimmer Twist Il tuo amico Dino Sauro, esperienza di Daniela Corallo Digital storytelling: Il riuso del calzino spaiato, esperienza di Caterina Moscetti Scratch Coding = Programmare.

BiblioMediaBlog. Nella sua sezione Banche Dati, MLOL ospita Images d’art, una biblioteca di immagini digitali in continua espansione, inaugurata a fine 2015 e nata con l’idea di offrire al grande pubblico la possibilità di scoprire, collezionare e condividere le fotografie di più 500.000 opere d’arte appartenenti alle collezioni dei musei francesi. A dire il vero, la raccolta di foto delle opere d’arte era stata affidata, dopo la seconda guerra mondiale, a quella che sarebbe diventata l’agenzia fotografica della Réunion des musées nationaux allo scopo di conservare e valorizzare le immagini delle collezioni dei musei francesi e difenderle da un’eventuale nuova minaccia di distruzione.

Continua a leggere Maris Pacifici… by Abraham Ortelius. TES Teach: creare e condividere lezioni multimediali. 5 Applicazioni Chrome per la creazione di conte... Lavagna online per creare e condividere idee, lezioni, esperienze. Piattaforme social learning. Penflip - collaborative writing and version control. 6 strumenti per creare libri interattivi.

Learn. Code.org. Coding Game for Kids Code Master Think Fun Review. Risorse didattiche in internet dalla A alla Z. Imparare a programmare con le app. Code.org, about us. TimelineJS Embed. Risorse web 2.0. Le 11 fondamentali differenze tra pc e Mac – Business Insider Italia. Dyslexia Research, Education & Advocacy. Come usare al meglio le immagini: alcune risorse.