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Poesia

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Fahrenheit - La poesia del giorno del 20/03/2017. Fahrenheit - La poesia del giorno del 24/03/2017. Fahrenheit - La poesia del giorno del 23/03/2017. Fahrenheit - La poesia del giorno del 22/03/2017. Wikiradio - Il giovane Leopardi - Wikiradio del 21/03/2017. Il 21 aprile 1817 Giacomo Leopardi scrive la prima lettera a Pietro Giordani con Massimo Raffaeli.

Wikiradio - Il giovane Leopardi - Wikiradio del 21/03/2017

What Is Found Here: "Italian Eclogues" by Derek Walcott. «Nulle mort ne peut»: l'hommage de Patrick Chamoiseau à Derek Walcott. NULLE MORT NE PEUTPour Derek Walcott Il y a tant de chênes à Atlanta qui gémissent encoreDes champs qui pleurentQui chantent aussiEt qui impriment aux capsules du coton des torsions incroyables !

«Nulle mort ne peut»: l'hommage de Patrick Chamoiseau à Derek Walcott

C’est ce mélangeC’est cette torsionCe plus insoutenable qui habille l’envol des belles et seules images ! Que la mer mieux qu’Histoire te soit douceQu’elle te fasse mémoireQue l’archipel mieux que pays te fasse collier Que ce qui se mélangedans l’aquarelle et dans Shakespearedans les contes le théâtre et les livrest’organise le trône d’écumeoù tu viendras t’asseoir avec le mangot-vert des au-delà du jour. Per Derek Walcott (1930-2017). Un’intervista. Di Francesca Borrelli [Oggi è morto Derek Walcott, uno dei più importanti poeti contemporanei, Premio Nobel per la Letteratura nel 1992.

Per Derek Walcott (1930-2017). Un’intervista

The Schooner Flight by Derek Walcott. Sanguineti - Passioni - POETI ALLA RADIO - Passioni del 12/03/2017. Pagliarani - Passioni - POETI ALLA RADIO - Passioni dell'11/03/2017. Montale - Passioni - POETI ALLA RADIO - Passioni del 05/03/2017. Ungaretti - Passioni - POETI ALLA RADIO - Passioni del 04/03/2017. La poesia di Luciano Cecchinel – «Anche così / assoluta e fuggitiva / la bellezza / ci consumava» Audio Rai.TV - Fahrenheit - Fahrenheit - La tradizione del Novecento - ore 16.00 del 31/01/2017. Pier Vincenzo Mengaldo: "I grandi narratori italiani del Novecento? Svevo, Morante, Fenoglio, Calvino" Nella stanzetta invasa dal fumo, Pier Vincenzo Mengaldo parla di sé e del suo grande lavoro di critico.

Pier Vincenzo Mengaldo: "I grandi narratori italiani del Novecento? Svevo, Morante, Fenoglio, Calvino"

Su di una parete noto un pannello con alcune foto. Ricompongono un tempo sbiadito e tenero: volti di gente che non c'è più e che c'è stata in un periodo della vita di Mengaldo: " Sono i miei maestri e alcuni amici " , dice strozzando l'ultima sigaretta in un posacenere dove il ritmo della nostra conversazione si è misurato anche con il numero delle cicche. "Quelle facce danno il senso di un passato fatto di immagini e di ricordi. Ecco, lì c'è Vittorio Sereni, e poi Padre Pozzi, Cesare Segre e Dante Isella. Diego Valeri, Giuliano Baioni, Raffaello Baldini " . Le piace impallinare il romanzo italiano? Nuovi ArgomentiNuovi Argomenti. E’ appena uscito il Meridiano Tutte le poesie di Wallace Stevens, a cura e con un saggio introduttivo di Massimo Bagicalupo (Mondadori, 2015).

Nuovi ArgomentiNuovi Argomenti

Di seguito una scelta. Da Armonium (1923) L’anima, disse, è composta del mondo esterno. Ci sono uomini dell’Est, disse, che sono l’Est. Leopardi e il desiderio infinito. La prima cosa che vorrei cercare di fare è suggerire di ascoltare i frammenti dello Zibaldone di Leopardi sullo sfondo di tutte queste frasi fatte che ci inducono giorno per giorno a essere sempre più ottimisti verso l'avvenire, verso il progresso, quello che possono fare i politici per noi, ottimisti sulla scuola - tutto quell'ottimismo che quel tale lì per mezz'ora stilò come programma del suo partito.

Leopardi e il desiderio infinito

Questo è uno sfondo inevitabile. Non credo che si possa leggere Leopardi al giorno d'oggi senza pensare a questo sfondo, cioè lo sfondo di parole che ci vengono addosso e che sono parole pubblicitarie. La pubblicità ormai non ha più limite, la pubblicità - come posso dire - ha sostituito l'animo umano. I giorni e le notti » Andrea Zanzotto : haiku … “primordiale bioritmo” Haiku basho Articolo copiato da Spogli del Blog Segnalazioni del 18 ottobre 2012.

I giorni e le notti » Andrea Zanzotto : haiku … “primordiale bioritmo”

Notizie di libri e cultura del Corriere della Sera. «Chi teme di soffrire soffre già di ciò che teme».

Notizie di libri e cultura del Corriere della Sera

Nelle pause che gli concedevano i suoi malanni, da ogni punto di vista leggendari, Andrea Zanzotto a volte scherzava su se stesso citando l’aforisma dedicato da Montaigne agli ipocondriaci. Certo, non erano pause durature. Tra attacchi allergici o gastrici e insonnie (lo teneva desto lo scorrere del sangue nelle vene, che gli rimbombava in testa «come lo scroscio di una cascata», tanto da fargli scrivere, in un verso di autodiagnosi, «veglio in iperacusia»), quella catena di traumi, acciacchi, mezze fisime e nevrosi era davvero invalidante. Ma ci fu una stagione nella quale la famiglia e gli amici si preoccuparono seriamente, per lui: gli anni tra il 1982 e l’84. Quando, all’ingresso nella cosiddetta terza età, si ritrovò schiacciato da una depressione tenebrosa, che lo spinse a vari ricoveri in ospedale e a entrare in analisi.

Audio Rai.TV - Fahrenheit - Il libro del giorno del 05/01/2017. L'invitation au voyage - Édouard Glissant (2004) Laborintus, sessant’anni dopo: Sanguineti, l’avanguardia e il modernismo. Il 9 dicembre di 85 anni fa nasceva Edoardo Sanguineti (1930-2010), uno dei poeti e intellettuali italiani più importanti del secondo Novecento.

Laborintus, sessant’anni dopo: Sanguineti, l’avanguardia e il modernismo

Questo è il primo pretesto alla base delle riflessioni che seguono, le quali muovono però anche da una seconda considerazione: ci avviciniamo, infatti, al sessantesimo anniversario dell’uscita di Laborintus, opera prima di Sanguineti, pubblicata nel giugno 1956 dall’editore Magenta di Varese. Ad oggi, Laborintus resta un’opera relativamente poco studiata (anche se va segnalato, almeno, il ricco commento di Erminio Risso, 2006), e ancora meno presente nei programmi delle scuole superiori; in quest’ultimo ambito, semmai, si preferisce il Sanguineti comico di Cataletto (1981), quello neo-crepuscolare di Novissimum Testamentum (1982), o quello brechtiano delle Ballate (1982-1989).

Che piacciano o meno, tutte opere leggibilissime, senz’altro più di Laborintus; il quale, al contrario, conserva la fama di testo caotico e indecifrabile. Circolo letterario Bel-Ami. Il Laborintus poetico Raffella Cavaletto Una nuova poetica, un nuovo modo di intendere la poesia.

Circolo letterario Bel-Ami

Leopardi euforico e depresso - La Balena Bianca. In controtendenza con un’immagine di Giacomo Leopardi che è stata abbondantemente rimasticata fino a rinchiudere il poeta di Recanati in un triste recinto – atto più consono a domare una belva feroce che a capire e insegnare un poeta –, Da un luogo alto, la monografia di Raoul Bruni pubblicata dalla casa editrice Le Lettere alla fine del 2014, restituisce il respiro a una creatura che, prima di essere stata imbalsamata, amava molto gli «interminati spazi» e viveva anche di emozioni forti, al di là di ogni stereotipizzazione da manuale.

Da un luogo alto è formato – ce lo spiega l’autore stesso nella premessa – da capitoli che riprendono in tutto o in parte precedenti pubblicazioni di Bruni: si passa dall’ispirazione alla filosofia morale nelle Operette, dagli influssi della tragedia antica alla forma del diario nello Zibaldone, dal confronto con Emerson all’immagine dell’Italia nei Paralipomeni della Batracomiomachia, per finire con il leopardismo di Giuseppe Rensi e di Papini.

17 Poems To Read When The World Is Too Much - BuzzFeed News. Poesia? Di Andrea Zanzotto*[Questo saggio, uscito per la prima volta su “Il Verri” nel 1976, è tratto da A. Zanzotto, Le poesie e le prose scelte, a cura di Stefano Dal Bianco e Gian Mario Villalta, Mondadori, 1999, pp. 1200-1204] * Sembra sempre più difficile – o vano – parlare di quel fatto abbastanza equivoco, strambo (proprio nel senso della «stramberia» clinicamente intesa) che oggi rischia di essere la poesia, e che forse è sempre stata. In ogni caso ci si trova non dico a scrivere, ma a “tracciare”, a scalfire il foglio più che con la piena coscienza di quello che si sta facendo, con la sensazione di non poter sfuggire a una necessità. E coloro che si accostano a un libro di versi non si trovano di fronte a una comunicazione e nemmeno a un oggetto, ma a un corpo tendenzialmente vivens, nato per generazione attraverso inquietanti processi che non sono chiari neppure a chi ha collaborato in qualche modo a questa generazione.

Immagine: Barnett Newman, Cathedra Magna (1951) How to Speak Poetry – Leonard Cohen. Playlist di Italo Testa.