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Italiani

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Seneca e la cartellonistica pubblicitaria. Graphics, illustration & new media. Silvio Coppola e la corporate identity. Non sempre la storia del design è stata scritta negli spazi ad esso deputati, quali gli studi dei designers (sia della bi che della tri dimensione), i laboratori e gli opifici o i prestigiosi siti espositivi di richiamo internazionale; a volte essa ha preferito vergare qualche sua pagina in luoghi altri da quelli dell’ufficialità conclamata.

Silvio Coppola e la corporate identity

Roberta Sironi. Licalbe Steiner. C’è qualcosa che passa in ogni singolo oggetto della produzione di Albe e Lica Steiner, qualcosa che lo supera, liberandolo dal suo isolamento: come una sospensione aggrappata alla materia delle cose, nella sostanza delle sue forme, che interroga lo sguardo e che richiama a un’umanità (o cura o ragione profonda) che vi è stata impressa all’origine attraverso un gesto progettuale e che ancora suona come atto di condensazione in cui si dà aderenza tra pensiero e forma, tra lavoro costruttivo e ricerca sperimentale.

Roberta Sironi. Licalbe Steiner

È quell’amalgama di presenze che si imprimono come pensieri tangibili, ogni volta che la ricerca è un movimento autentico di studio e un’esplorazione per tentativi e per prove dentro la materia a cui il grafico è chiamato a dar forma: il suo tentativo continuo di scrivere per immagini attorno a un vuoto, quel suo compito di dar corpo a un oggetto ancora inesistente e che può nascere solo come gesto di volontà e desiderio. Italo Lupi: "Ho lottato contro la voglia di stupire anche nella grafica serve la verità" La parola "creativo" ci ha perseguitati per anni.

Italo Lupi: "Ho lottato contro la voglia di stupire anche nella grafica serve la verità"

Non che fosse sbagliata. Ma inflazionata sì. E morbida come una cipria soffiata per abbellire le professioni dei pubblicitari, grafici, architetti, fotografi, comunicatori. Gente in grado di impaginare mentalmente qualunque cosa: "È stata la grande trovata degli anni Ottanta e Novanta quando perfino un cretino di talento poteva essere - o far finta di essere - un creativo, cioè qualcuno che dal niente immaginava qualcosa di insolito", dice Italo Lupi. Non saprei come collocare quest'uomo che ha da poco pubblicato Autobiografia grafica (Corraini edizioni). Davide Di Gennaro – Graphic Design. 150 anni di grafica italiana in 15 nomi , via @tiragraffi. Sintetizzare 150 anni di grafica italiana in 15 nomi non è stato facile, non per trovare i nomi, ma per mettere d’accordo un po’ tutti.

150 anni di grafica italiana in 15 nomi , via @tiragraffi

Con l’aiuto di Gianni Latino, docente di Graphic Design all’Accademia Belle Arti di Catania, ci abbiamo provato. La scelta è caduta su quindici grafici che hanno avuto riconoscimenti nazionali ed internazionali e che con il loro lavoro progettuale, la sperimentazione e la ricerca hanno esportato il made in Italy nel mondo. Eccoli in rigoroso ordine alfabetico. Studio Boggeri (1933-1981) La nascita della grafica moderna italiana si deve fondamentalmente a Antonio Boggeri (1900-1989), che dopo aver approfondito le sue conoscenze nel fotomontaggio con l’esperienza acquisita presso la stamperia Alfieri & Lacroix, e prendendo come punto di riferimento i modelli offerti dal Bauhaus, nel 1933 a Milano in via Borghetto, 5 aprì lo Studio Boggeri.

Max Huber, Pannello dello Studio Boggeri, 1940 La pagina di Wikipedia Franco Bassi (1920-2006) Bob Noorda Design: l'ultima opera del maestro della grafica Draft.it. Massimo Vignelli by Design Observer: Arts & Photography. Who kills graphic design. Nino De Vinco on Behance. FF3300 – Visual Arts & Design. Giovannipintoriresearch. Fabio Sillato Architetto e Graphic Designer. Tomaso Marcolla. Bicchieri blu n. 3, 2003, penna e acquerello, cm 48×19 Girasole n. 24, 2003, penna e acquerello, cm 50×33 – collezione privata – Straccio, 2002, penna e acquerello, cm 46×19 Scolapasta, 2000, penna e acquerello, cm 35×15.

Tomaso Marcolla

Flavio Di Prima on Behance. La tua carta vincente. My works. Italian Job. STUDIO PRODESIGN. Vignelli Center (@vignellicenter) Gli anni d’oro del graphic design italiano. First Lady. Despite being one of a number of Swiss designers who emigrated to Italy after the Second World War, Lora Lamm remains relatively unknown compared to her fellow Swiss emigrés such as Walter Ballmer, Carlo Vivarelli and Max Huber.

First Lady

Zurich's Museum für Gestaltung sets out to change that this summer, with a new exhibition of Lamm's exuberant work for clients such as Pirelli and department store La Rinascente, for whom she worked extensively in the 1950s and 60s. Lamm studied at the Kunstgewerberschule, Zurich and moved to Milan in 1953, originally working for Studio Boggeri before joining La Rinascente in 1954, where Huber later joined her. As the store began to market specifically to women customers, Lamm was enlisted as a consultant to create campaigns for everything from hot water bottles to scooters.

She went on to forge a successful career as an art director, eventually returning to Zurich in 1963. Francesca Indoni on Behance. L'altra faccia della mela. Pierpaolo Sandroni Digital Design Milano Italy. Lcd Firenze, graphic design and visual communication lab. Lavori. Enrico Artuso on Behance. Federico babina. B/n. Gli spazi di AG Fronzoni. Un campo innevato si apre alla vista sospeso, irrisolto: toglie allo sguardo la consapevolezza del luogo e vi produce uno straniamento, la parvenza concreta di un’assenza: come una sospensione, una pausa prolungata, tra quelle fattezze di mondo che tanto faticosamente abbiamo imparato a guardare, assaporare, conoscere.

b/n. Gli spazi di AG Fronzoni

Agfronzoni.