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5 giovani registi italiani che stanno cambiando le regole. Piero MessinaTrentacinquenne siciliano, diplomato al Centro Sperimentale di Cinematografia.

5 giovani registi italiani che stanno cambiando le regole

Non proprio un novellino, ma un artista che ha fatto tanta gavetta prima di approdare al grande pubblico. Diversi cortometraggi (La prima legge di Newton, presentato al Festival di Cannes e Terra, il quale ha avuto la menzione speciale al Festival del Cinema di Roma) e documentari all'attivo. Autore di colonne sonore e, inoltre, assistente alla regia di Paolo Sorrentino ne La Grande Bellezza e This must be the place.

Arriva al successo con la sua opera prima, L'Attesa, in concorso al Festival di Venezia e vincitore del Leoncino d'Oro. Un film visionario, capace di catturare lo spettatore con atmosfere rarefatte e suggestive. Gabriele MainettiNon potevamo non inserirlo, soprattutto per quello che succederà a breve. Alice RorwacherSorella minore dell'attrice Alba (presente, quasi ogni anno, in tutti i festival europei), Alice è un personaggio atipico, una piccola grande perla. Marco Bellocchio - "Effetto Bellocchio" Comune di Rimini - Cineteca comunale. Michelangelo Antonioni. Messinscena e direzione degli attori testo ad opera di Marco Venditti.

Michelangelo Antonioni

Premessa Il saggio intende presentare un aspetto perculiare della filmografia di Antonioni e la mia intenzione non era quella di offrire un'analisi completa dell'opera di Antonioni in ognuna delle sue componenti (peraltro eccellenti). L'interesse si situa dunque su un particolare metodo di lavoro e dell'aspetto della direzione degli attori nella più vasta operazione di messinscena. Particolare che però rivela (e a volte sdogana) quali siano le tensioni sottostanti nel cinema di Michelangelo Antonioni.

La direzione degli attori Il cinema di Antonioni è sempre stato segnato da una profonda tensione formale che però, mai diventava aliena dal corpo specifico del testo narrativo, rendendo quindi vuote le critiche che lo accusavano di formalismo vacuo e nel senso quasi di un dannunzianesimo decadente. (immagine tratta da Cronaca di un amore) (immagine tratta da L'eclisse) (immagine tratta da La notte) (immagine tratta da Blow-Up) A Napoli, il cinema illustrato di Mario Monicelli. Nel centenario della nascita dell’indimenticato cineasta, l’illustratrice e compagna di una vita Chiara Rapaccini dedica al cinema di Monicelli una serie di illustrazioni, affiancate a straordinarie fotografie di scena.

A Napoli, il cinema illustrato di Mario Monicelli

Il PAN – Palazzo delle Arti di Napoli omaggia i cent’anni dalla nascita di Mario Monicelli con un doppio ciclo espositivo. Fino al 29 agosto, Mario Monicelli e Rap – 100 anni di cinema raccoglie 80 fotografie inedite di alcuni set dell’inimitabile regista e una mostra di Chiara Rapaccini, in arte Rap, sua compagna per oltre trent’anni. Testimone del profondo amore di Monicelli per la città di Napoli, la rassegna in prima nazionale offre al pubblico la straordinaria occasione di ripercorrere la storia del cinema del Novecento attraverso le istantanee “rubate” dai set di uno dei più acuti registi di sempre, in compagnia dei suoi eccezionali attori.

8½ di Fellini, per quelli con l'iPad. Mi dice Luca Sofri, il peraltro direttore del Post: il 31 ottobre sono vent’anni dalla morte di Federico Fellini e tutti rischiamo di dire le solite cose su Fellini, ci scrivi qualcosa per spiegare a un adolescente di oggi che guardare un suo film non è una cosa noiosa?

8½ di Fellini, per quelli con l'iPad

Lì per lì sono andato in confusione, non avendo mai preso in considerazione l’ipotesi che guardare una di quelle cose meravigliose che Fellini ha combinato potesse mai annoiare qualcuno. I suoi film sono come un Luna Park fantasmagorico, un circo scintillante: divertenti e tristi, con le belve, i domatori e la donna cannone, come si fa ad annoiarsi? Ma Luca a volte si diverte ad incarnare la perfidia e il disincanto dei moderni direttori di giornali, forse per scandalizzare e far arrossire noi candidi e poveri di spirito, e ha insistito: prova ad immaginare un figlio sedicenne che sbuffando alza gli occhi dall’iPad mentre in casa i genitori stanno riguardando La Dolce Vita.

Caligari, due film bellissimi in trent’anni. E il terzo? - Christian Raimo. Ho cominciato ad amare Claudio Caligari quando non avevo nemmeno diciott’anni.

Caligari, due film bellissimi in trent’anni. E il terzo? - Christian Raimo

Come molti post-adolescenti romani, avevo trovato in Amore tossico un film di culto da citare con gli amici. “Frena i freni”, “dammi il pezzo”. Romanzo criminale vent’anni prima di Romanzo criminale. Dal 1984, anno dell’uscita e del successo clamoroso di Amore tossico, Caligari ha realizzato solo un altro film, L’odore della notte nel 1998. Anni rapaci, che qualcuno su internet dà come girato, si è in realtà fermato in fase di pre-produzione nel 2002. In questi mesi, anzi in questi giorni, sta cercando di cominciare a girarne un altro. Mi parli del tuo nuovo film, sia da un punto di vista poetico che produttivo?

Dai tempi di Amore tossico, ossia trent’anni fa, ho sempre mantenuto delle relazioni personali da cui mi arriva materiale di prima mano da cui far crescere le storie. Per esempio una mia fonte inesauribile è Emanuel Bevilacqua, il coprotagonista dell’Odore della notte. Cosa ti piaceva in Pasolini? Sì.