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Il digitale in classe

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L’Aula del XXI Secolo come Ambiente di Apprendimento | Insegnanti 2.0. La “Scuola” intesa come Spazio Fisico Nel dibattito sulla riforma della scuola viene spesso sottovalutata l’importanza della scuola intesa come “Habitat“, spazio fisico e architettonico in cui ha luogo il processo di insegnamento e apprendimento. L’idea che gli ambienti in cui si svolge l’attività educativa siano come lo Spazio newtoniano “vuoti contenitori” caratterizzati da uniformità e universale omologazione, ha radici antiche nella scuola italiana. Negli altri paesi monitorati dall’OECD, esistono architetti specializzati nello School Design, che lavorano insieme ai rappresentanti di docenti e studenti per creare gli spazi educativi.

Ma è davvero irrilevante lo spazio nel quale si svolge la didattica? Può migliorare l’apprendimento scolastico in edifici cadenti e fuori norma? L’ambiente didattico deve essere solo uno scatolone vuoto? In quali spazi attrezzati gli insegnanti possono lavorare a scuola al di là delle ore di lezione curricolari? E in Italia? E allora che fare? Mi piace: Classe virtuale vs classe reale.

I comportamenti degli studenti in una piattaforma di apprendimento Esiste la classe in carne ed ossa ed esiste la classe virtuale. Con l’avvento del digitale nella didattica, i docenti hanno distrattamente assistito alla nascita di una nuovo fenomeno: oltre a quella che vediamo in aula, che ci respira davanti e che rumoreggia mentre lavora, esiste anche la classe virtuale. Quella che vive online, comunica sulla chat, pubblica contenuti, interviene in dibattiti su argomenti assegnati, costruisce percorsi visivi e sonori in rete.

Dove accade tutto questo? Sempre più spesso in uno spazio che non è più il blog didattico o il sito del docente, ma la piattaforma di Social Learning o LMS (Learning Management System). Non abbiamo fatto in tempo ad interrogarci su quale tipo di relazione educativa avremmo dovuto impostare con i nostri studenti digitali, né su come avremmo dovuto valutare processi e prodotti in altri ambienti che non fossero chiusi tra le pareti della scuola. I social educativi. 12 Roberto Maragliano.