background preloader

Valutazione

Facebook Twitter

Foto, 5 software per verificare se una online è stata manipolata. “Tra meno di un anno il deepfake sarà alla portata di tutti”. Parola del massimo esperto Hao Li. Hao Li ha scoperto l’esistenza dei deepfake come tutti noi: leggendo un articolo su Internet. Probabilmente, l’ha letto prima di molti altri, ma anche lui che da sempre lavora a livelli altissimi nella computer grafica, nello specifico nel campo della creazione di esseri umani digitali, non credeva che la tecnologia fosse già lì.

In realtà, come ci ha spiegato, non è esattamente già arrivata, non ancora, però è evidente la prossimità del mondo alla creazione di immagini fotorealistiche di esseri umani in tutto e per tutto. A oggi Hao Li è una delle persone più informate e attive in questo campo. Ha lavorato negli effetti visivi, è stato visiting professor alla WETA Digital e a capo della ricerca alla Industrial Light & Magic; è anche docente di Computer science all’università della Southern California. Soprattutto, è CEO di Pinscreen, società con cui lavora alla cattura di performance facciali in tempo reale e per la quale nel 2013 è stato premiato dal MIT di Boston.

Quanto “in fretta”? Bias euristiche. L’invasione dei deepfake: tutti quelli di cui forse non vi ricordate. Le citazioni false su Internet. Arthur Schopenhauer – il filosofo tedesco del XIX secolo per cui la vita era come “un pendolo che oscilla incessantemente fra noia e dolore”, e “il mondo è un inferno e gli uomini sono da un lato le anime torturate e dall’altro i diavoli” – passa spesso come un ragazzo triste e un po’ depresso. Ma lo stesso autore di saggi eleganti e corrosivi come “Della vanità e dei dolori della vita” sembrerebbe essere anche l’autore della citazione che probabilmente vostro padre ha trovato scritta nel bigliettino di auguri il giorno del suo cinquantesimo compleanno: “Ricorda che una volta arrivato in cima alla collina comincerai ad andare più veloce”. [In inglese l’espressione “to be over the hill” viene comunemente usata per indicare il compimento del 40esimo o 50esimo anno di età.] Vedete, come ho modestamente affermato poco fa, un pochino di Schopenhauer io l’ho letto davvero: è l’unica cosa che più o meno ricordo dalla mia laurea triennale in filosofia.

. ©2014 – Slate. Ambarabà ciccì coccò. Nei giorni scorsi in rete sono tanti ad aver pubblicato una versione alternativa di Ambarabà Ciccì Coccò, come fonte tutti hanno usato Wikipedia, che riportava questa versione: «Ambarabà ciccì coccò tre civette sul comò che facevano timore allla figlia del dottore; il dottore si ammalò ambarabà ciccì coccò!» Tutti sconvolti dal fatto che la strofa che conosciamo a memoria fin da quando eravamo bambini: che facevano l’amore Fosse in realtà “che facevano timore”. Fonte? Wikipedia, l’enciclopedia libera modificabile dagli utenti. Vediamo di capirci. «Ambarabà ciccì coccò tre civette sul comò che si sfasciavano di seghe con la figlia del dottore; il dottore si ammalò ambarabà ciccì coccò!» Ma non è che se è scritto su wiki ci dovete assolutamente credere. Il tutto senza fare alcuna verifica, fidandosi di uno screenshot trovato in rete. Per chi avesse voglia di affinare un po’ lo spirito critico posso umilmente suggerire il libro di BUTAC uscito a inizio luglio… 😉 maicolengel at butac punto it.

ZEUS News - Notizie dall'Olimpo informatico. Peergrade: apprendere valutando i compagni di classe. Peergrade è una piattaforma freemium che permette agli studenti di apprendere valutando i compagni di classe. Funziona più o meno così: l'insegnante assegna un compito e una rubrica di valutazione, gli studenti caricano in piattaforma i propri elaborati e Peergrade automaticamente distribuisce i compiti svolti in maniera random ad altri studenti. A questo punto gli studenti valutano in modo anonimo il lavoro dei propri compagni fornendo al contempo un feedback costruttivo. Tutto questo aiuta i ragazzi ad sviluppare il proprio senso critico e a rendere più efficace le proprie abilità comunicative.

Infatti oltre a valutare gli altri, ogni studente riceve tutti i feedback degli altri sul proprio lavoro. Il docente otterrà una panoramica completa della qualità degli elaborati e dei feedback forniti dai propri alunni. Peergrade è disponibile anche in italiano e la versione free ha come unica limitazione i 50 mb per ogni file caricabile. Ecco una demo Vai su Peergrade Articoli correlati. Bufale e informazione scientifica. Alcune cose da sapere, ben spiegate. Questo articolo parla di bufale e di informazione scientifica. Dice alcune cose che non tutti sanno. E comincia con una storiella. Eccola: “Sei il presidente del Cicap? Devi essere molto scettico…” dice un’analista al suo paziente. “No – risponde il paziente – non ne sono convinto”. DAI CERCHI NEL GRANO ALLE BUFALE MEDICHE.

A raccontare questa storiella è Sergio Della Sala, direttore dell’Unità di Human Cognitive Neuroscience dell’Università di Edimburgo e, appunto, presidente del Cicap (Comitato italiano per il controllo delle affermazioni sulle pseudoscienze). CHI FINANZIA CHI? LA PERICOLOSA SEDUZIONE DEGLI SCHEMI. Un esempio dal sito Spurious correlations: la curva dei divorzi nel Maine e la curva del consumo pro-capite di margarina appaiono correlate al 99,26%. A CHI CREDIAMO? RIVISTE PREDATORIE E ARTICOLI INAFFIDABILI. LA SCIENZA DI STAR WARS. OCCHIO ALLE FONTI. No, le fake news non sono un problema... — BUTAC - Bufale un tanto al chilo. Google vs. Fake News: un documento spiega tutte le iniziative. Università. Bruno Mastroianni on LinkedIn: "Un ragazzo va a scuola e gli diciamo: spegni quel coso. Torna a casa e gli si dice: spegni quel coso. Poi ci aspettiamo che, spontaneamente, al momento di accenderlo, diventi un virtuoso utente capace di gestire con compete.

Su internet sta diventando tutto fake? Fake news, come trovare un antidoto. Ecco i Bot (robot digitali), alleati dei signori del web. 150 volte al giorno controlliamo il nostro smarthphone, mediamente ogni sei minuti. Lo scrive il guru della comunicazione Giuseppe Riva nel suo pamphlettino Fake News (Il Mulino). Da questo dato spaventoso è partito il Forum Web e comunicazione. La verità ai tempi delle fake news, promosso da Casa Corriere. Dall’alba dell’era Gutenberg alla società liquida di Zygmunt Bauman, il suo incipit fa scuola: “La modernità è la convinzione che il cambiamento è l’unica cosa permanente e che l’incertezza è l’unica certezza” .

Simbolica la scelta del luogo fortemente voluto dall’eclettica Laura Valente, presidente della Fondazione Donnaregina per le Arti contemporanee: la Biblioteca Nazionale di Palazzo Reale a Napoli, un scrigno di sapienza sottochiave che custodisce anche una pietra di basalto datata 1000 a.c. con caratteri del primo alfabeto berbero. Come riconoscerle, come difenderci e perché ci caschiamo.

Soprattutto se ci piacciamo poco. Instagram januaria piromallo. Cos'è Google E-A-T e cosa significa per i tuoi contenuti. E-A-T, quando si parla di Google, sta per Expertise (Esperienza), Authoritativeness (Autorevolezza), Trustworthiness (Affidabilità). Questa sigla rappresenta il “rinnovato” sistema di Google per valutare i contenuti di qualità. Si tratta di un insieme di criteri messi in campo da Google dal 2015 per offrire un’esperienza di ricerca all’altezza delle aspettative dei suoi utenti.

Dal 1° agosto di quest’anno questi criteri di valutazione sono stati inseriti nelle linee guida che Google consegna ai quality rater per verificare che i risultati delle ricerche siano di alta qualità ed effettivamente rispondano alle intenzioni di ricerca degli utenti. Analizziamo un po’ più da vicino questi tre importanti parametri: Esperienza: chi scrive deve necessariamente dimostrare di essere un esperto in materia e avere molta esperienza dovuta al fatto di aver affrontato e risolto tanti casi.Affidabilità: questa è legata allo scopo per cui una persona pubblica determinati contenuti.

I contenuti YMYL. Scienza e società: crescono analfabetismo e ambivalenza, dice Observa. Bufale - fake news. BUFALA Lo sapevi che se aggiungi un bicchiere d’acqua alle patatine mentre le friggi diventano più croccanti? – bufale.net SHADOW | 13 dicembre 2016 | 0 | Bufala Ci segnalano i nostri contatti come stia girando sulle loro bacheche la seguente immagine (archiviata qui): Lo sapevi che? Vi abbiamo già parlato in passato del fenomeno del griefing, ovvero di quei troll il cui obiettivo non è diffondere false informazioni per guadagno, click o condivisioni, ma per il semplice gusto di convincere il numero maggiore possibile di persone a cagionarsi danni, talora economici, in alcuni casi anche fisici, per il mero gusto di ridere della loro sciagura.

In questi due casi scopo del griefer era causare all’utente un danno economico variabile dai pochi euro per un alimentatore di sottomarca all’ingente costo di un iPhone 7: in questo caso il rischio è ben maggiore. Osservate il filmato e ditemi se, per voi, vale la pena di provare il suggerimento di un griefer e provarci nella cucina di casa vostra.

Gravità Zero : «DOTTORE, MA È VERO CHE?»: TUTTE LE RISPOSTE SUL PORTALE CONTRO LE BUFALE. Basta Bufale! Online ora c'è il sito realizzato dai medici per rispondere a tutte le domande e i dubbi dei cittadini: dai vaccini alle medicine passando per omeopatia e abitudini alimentari. «Dottore, ma è vero che il cancro si cura con il bicarbonato? E che il limone lo previene? Dottore, ma è vero che parlare troppo al cellulare fa venire il cancro? Non solo risposte, anche infografiche e clip Leggi anche Le bufale, fenomeno purtroppo quanto mai moderno - che oggi incidono pesantemente sulla salute - «rischiano di trasformarsi in vere e proprie azioni criminose, colpevolmente sostenute o meno da interessi economici, o soltanto dalla scellerata supponenza dell'ignorante», afferma Cosimo Nume, Coordinatore Area Strategica Comunicazione Fnomceo e responsabile scientifico del Convegno.

“Fake news”, quando l’ignoranza diventa una virtù. Viaggio mistico nel ginepraio di complottismi che animano la società di oggi Nel 1992 lo scrittore Steve Tesich affermava sul The Nation: «Noi, come popolo libero, abbiamo liberamente scelto di voler vivere in una specie di mondo “post-verità”». Da quel momento, il termine è stato ripreso da giornalisti, saggisti e politologi, guadagnandosi nel 2016 il titolo di parola dell’anno dall’Oxford English Dictionary. Traduzione dell’inglese “post-truth”, nel quale il prefisso non ha valenza temporale, bensì indica il superamento della verità in favore di una dimensione emotiva. L’attendibilità ha infatti perso importanza in luogo di una narrazione che, anche andando oltre la veridicità, colpisca il lettore e ne influenzi le idee.

Alla stregua di funghi, spuntano così le fake news: notizie false, costruite a regola d’arte per far leva su un pregiudizio, o confermare una convinzione. Come siamo arrivati a questo punto? Perché l’ignoranza è diventata una virtù da difendere a spada tratta? Le nostre vite, tra informazione e disinformazione - Annamaria Testa. Se avete letto le notizie degli ultimi giorni, sapete già molto dell’aggrovigliata vicenda che riguarda Cambridge Analytica e Facebook. Quando le cose si fanno complicate, però, conviene ricapitolare alcuni temi basilari, e connetterli agli eventi di cronaca per ottenere un quadro d’insieme. È quanto comincio a fare in questo articolo, pensando che tutto ciò possa essere utile anche per ragionare, più in generale, sull’informazione oggi.

Il primo tema è il più importante: riguarda tutti noi, e le nostre vite. Noi decidiamo, e di sicuro cerchiamo di farlo sempre al nostro meglio, in base a quello che sappiamo. E soprattutto in base a come quello che sappiamo ci fa sentire e ci motiva. Cioè, ci spinge ad agire. Vecchio e nuovo Quello che “sappiamo” non è altro che la somma delle informazioni a cui, volontariamente o incidentalmente, siamo esposti. Non si può sostenere, come alcuni fanno, di non essere per niente influenzabili nelle proprie decisioni. Non è mica finita qui. Le notizie false hanno sempre la meglio su quelle vere - Robinson Meyer.

Webquest, Internet e il Pensiero Critico. Come portare tutto in classe. Che internet sia entrato prepotentemente nella didattica degli ultimi anni è un fatto innegabile. Che lo abbia fatto in modo coerente e ordinato è invece più discutibile. Un esempio. Se fino a 15 anni fa si poteva richiedere serenamente agli alunni una ricerca in biblioteca, giacchè i testi in essa presenti erano in qualche modo già validati e tutto sommato affidabili, oggi con la rete questo passaggio non è scontato. Come ci insegna Rheingold in un illuminante passaggio del suo testo p.79 (“Perchè la rete ci rende intelligenti”) “Ho l’impressione che adesso il compito (di verificare) tocchi a chi trova informazioni sul Web piuttosto che a chi ce le mette” (cfr dopo per intero passaggio) E’ avvenuta, in altre parole, una sorta di improvvisa rivoluzione, ora il compito di verificare spetta a chi legge, non a chi scrive.

A tale proposito ci viene in aiuto una straordinaria metodologia didattica che è il webquest. Di seguito una serie di approfondimenti sul webquest. Emiliano Onori. Educational Technology and Mobile Learning: Some Useful Tips to Help Students Spot Fake News. December 21, 2017 A few days ago we published on our Facebook page this beautiful visual featuring some interesting tips to help you spot fake news. The visual is created by IFLA and is available for free download in PDF format. If you are looking for other resources to help you teach students how to spot fake news, the visual below is a good material to add to your list.

This is a graphic we created based on guidelines provided by Facebook Help Centre. ‘Students can use them to evaluate digital content and enhance their critical reading comprehension. We have embedded these tips into the visual below so you can print and share with your students in class.’ You can also download a PDF copy from this page. In quanto a percezioni sbagliate l'Italia è campionessa d'Europa. Polarizzazione, bolle ideologiche e quei miti da sfatare sull’informazione digitale. [Tempo di lettura stimato: 10 minuti] Nell’ottica di un dibattito costruttivo sul fenomeno delle "fake news", delle quali già abbiamo discusso in altri articoli (si veda elenco in fondo), ci sembra utile approfondire alcune questioni. Innanzitutto occorre premettere, come già evidenziato altrove che il problema non sembra affatto quello delle “fake news”, fenomeno che appare artificialmente “gonfiato” anche a fini politici, quanto piuttosto un problema di approccio alle informazioni, e quindi di disinformazione o meglio di information disorder, secondo una definizione proposta da Claire Wardle e Hossein Derakhshan in un rapporto pubblicato dal Consiglio d'Europa (Information Disorder Toward an interdisciplinary framework for research and policymaking).

Post-scarsità e sfiducia nell’informazione Ma la diffusione delle tecnologie digitali cade in un periodo storico particolare caratterizzato da una diffusa e crescente sfiducia verso la politica e l’informazione professionale. In una trasmissione televisiva un avvocato egiziano ha sostenuto che "è un dovere nazionale violentare le donne che vestono abiti succinti". Per dare spazio a tutte le opinioni e "sentire l'altra campana" riterreste giusto invitare questo signore a un dib. In una trasmissione televisiva un avvocato egiziano ha sostenuto che "è un dovere nazionale violentare le donne che vestono abiti succinti". Per dare spazio a tutte le opinioni e "sentire l'altra campana" riterreste giusto invitare questo signore a un dibattito contro la violenza sulle donne?

Penso di no. Penso di no e la stessa cosa vale per i cialtroni che sostengono che i vaccini fanno venire l'autismo, o che l'AIDS non è causato da un virus o che la chemioterapia fa male. Queste non sono opinioni alternative. Queste sono scemenze belle e buone. Come ha detto la Corte Suprema degli Stati Uniti, libertà di parola non è il potere gridare "al fuoco! " in un teatro affollato. Chi sostiene che è giusto violentare le donne, che i vaccini causano l'autismo, che i neri sono meno intelligenti o che l'AIDS non esiste non è un libero pensatore, ma un pericoloso bugiardo. Viviamo in un paese libero e il sentire queste scemenze è un effetto collaterale e inevitabile di questa libertà. Contro la disinformazione l’unica vera arma è il pensiero critico. Pagine scettiche – Alessandro o il falso profeta, di Luciano di Samosata. Bufale e informazione scientifica. Alcune cose da sapere, ben spiegate. Bufale - come disse Einstein: "il kebab mi piace, però è un casino mangiarlo!"

Quello che sappiamo, lo sappiamo dai titoli. Bufale un tanto al chilo La divina omeopatia, la magia e il complottismo. Quanto costano la palla e la mazza da baseball? ​Il rompicapo che manda in crisi metà Harvard. Comments. Un'ipotesi A contro un'insensata ipotesi B: così funziona la controcultura online. 5 modi con cui i politici deformano la scienza - Wired. Bufale un tanto al chilo Di Maio e i criminali rumeni.

Reputazione dei siti

Quote Investigator | Tracing Quotations. C'è un simulatore per impersonare un creatore di bufale - Wired. StopClickBait, 6 ore di Internet e solo 4 minuti di contenuto vero, il resto è spazzatura - Wired. Pinterest. Corriere della Sera. Furbizia online: un test di affidabilità di siti web in 6 punti. How to Evaluate Web Resources. Stiamo crescendo una generazione di “ignoranti digitali”? - ilSole24ORE. Egocentrismo: la lezione di David Foster Wallace - Nuovo e Utile. Il confine sottile | Bufale un tanto al chilo. Infografica: Come valutare le risorse che trovi... Quello che internet ci nasconde - Eli Pariser.

Fact check bufale e acchiappa clic

Smentire le bufale è inutile? Volkswagen regalate su Facebook, con bufala fresca nel bagagliaio. Everybody is a Genius. But If You Judge a Fish by Its Ability to Climb a Tree, It Will Live Its Whole Life Believing that It is Stupid. Vaccini, come rispondere a Red Ronnie. Ecco il generatore di correlazioni assurde. Ha ancora senso smascherare le bufale? - Galileo. Come «forare la bolla» delle bufale sul web. Social Health: come combattere le bufale mediche (non solo online) Strumenti antiplagio. I rischi di una "democrazia dei creduloni" Gravità Zero : INCONSAPEVOLMENTE DOMINATI DALLA STATISTICA AUTOMATICA. 6 idee sbagliate sul mondo digitale smontate una per una. E non parliamone più. IL SUCCESSO DELL’INFORMAZIONE SCIENTIFICA SERIA E DOCUMENTATA. "Condividi l'annuncio, foto hot in cambio". Pubblicitari senza tabù, attacco al web.

Cos'è il pensiero critico? | Tecnologie ... Scienza in cucina nel 2015. La reputazione, concetto chiave dell'economia online. BrightLoop: applicazione web per la valutazione formativa. Incredibili dichiarazioni degli astronauti su cosa si prova nello spazio. Tecnologie Zainetto | Maestro Roberto. Valutare la credibilità dei Siti Web - Pensiero Critico. Per informarsi gli italiani usano web e social network. Newsruption 2015, aumentano italiani che si informano su Web e App. La teoria della montagna di merda® | Niente stronzate © Infografica: Come valutare le risorse che trovi... Secondo uno studio di Yelp, Google sta davvero manomettendo i risultati delle ricerche (video) | SmartWorld.

Bias cognitivi: cinque modi veloci per ingannarsi da soli. Manuale di sopravvivenza alle breaking news. La disinformazione sui social e la credibilità dei media.