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Storia

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Torna sui banchi del Poli – Storia dell’architettura Prof M. Biraghi. Il vero e il falso in architettura. Qualche giorno fa, parlando in classe dell’architettura dell’Ottocento, ho raccontato del cosiddetto revival storicistico, cioè la ripresa degli stili del passato, in particolare del Medioevo.

Il vero e il falso in architettura

Fu così che nacquero il Neoromanico, il Neogotico, ma anche il Neorinascimentale e persino (incredibile!) Il Neoegizio… In molti casi mescolarono diversi modelli creando un fantasioso stile eclettico. Dietro questo ritorno al passato c’era il desiderio di recuperare un’identità nazionale perduta perché calpestata dalla Restaurazione voluta dal congresso di Vienna (1815). È un meccanismo che, a prima vista, può apparire piuttosto bizzarro ma che, in realtà, scatta sempre quando ci sono rivendicazioni autonomistiche: ancorarsi alle proprie tradizioni, cercare le proprie radici diventa un modo per affermare la legittimità della propria esistenza come popolo e come stato.

Quando ho parlato della storia di questa facciata una mia alunna ha esclamato di getto: “Professoré, ci sto restando troppo male!”. Cento anni di architettura futurista. Dell'architettura di Marco Vitruvio Pollione li... ANDREA PALLADIO: LA PROPORZIONE ARCHITETTONICA. Le sette meraviglie prospettiche in architettura. Uno degli aspetti più sorprendenti dell’architettura è la possibilità che offre di modificare la percezione dello spazio ingannando l’osservatore in merito alle reali dimensioni di un ambiente.

Le sette meraviglie prospettiche in architettura

Ho già parlato di qualcosa di simile riguardo l’anamorfosi, ma questa volta non si tratta di disegni ma di spazi reali la cui percezione può essere modificata attraverso l’applicazione delle regole della prospettiva (nonostante questa sia una tecnica di rappresentazione grafica). Se non si applica nessuna alterazione ad un ambiente, la ricostruzione mentale che ne fa un individuo rispecchia le proporzioni che questo presenta. Tale percezione, tuttavia, può essere modificata attraverso due “stratagemmi visivi” opposti. Il primo, detto prospettiva accelerata, prevede che i lati dell’ambiente siano realmente convergenti andando così ad amplificare la naturale convergenza visiva data dalla prospettiva. Il risultato è un ambiente che appare molto più profondo di quanto non sia realmente. 10 cose su Le Corbusier.

Il 27 agosto del 1965 morì a 77 anni a Roquebrune Cap Martin, in Francia, Le Corbusier: architetto, urbanista e designer svizzero naturalizzato francese, considerato uno dei più importanti e innovativi del Novecento.

10 cose su Le Corbusier

Le Corbusier è considerato tra i fondatori dell’architettura contemporanea, esponente del Movimento Moderno e del Brutalismo: ha progettato rivoluzionarie residenze private – come la Ville Savoye, in Francia – diventate un modello per l’architettura, ed edifici pubblici in tutto il mondo; ha inventato soluzioni abitative moderne come le Unitées d’Habitation; ha pianificato città ispirate a visioni utopistiche, come Chandigarh, capitale dello stato indiano del Punjab; e ha inventato mobili di arredamento entrati a far parte della cultura popolare occidentale. 1. Perché “Le Corbusier” Le Corbusier si chiamava in realtà Charles-Édouard Jeanneret-Gris. 2. 3.

Il Modulor di Le Corbusier (© FLC-ADAGP) Il centro Le Corbusier a Zurigo. L'archivio digitale di Domus include tutti i numeri a partire dal 1928.

Il centro Le Corbusier a Zurigo

Se sei interessato ad abbonarti clicca qui. Pubblicato in origine su Domus 455 / ottobre 1967 Omaggio a Le Corbusier. Il centro Le Corbusier Heidi Weber a Zurigo Si è inaugurato il 15 e 16 luglio a Zurigo, nel parco del Zürich horn, il Centre Le Corbusier – il piccolo museo progettato da Le Corbusier, l'ultimo suo progetto realizzato, e l'unico con struttura metallica. Un museo destinato all'opera di Le Corbusier stesso – all'apertura ospitava i disegni del progetto e una serie di fotografie – e a mostre temporanee dedicate ai problemi attuali dell'architettura, dell'urbanistica, dell'arte, "nello spirito di Le Corbusier". A chi e a che cosa si deve la realizzazione di quest'opera? In apertura: Il centro Le Corbusier Heidi Weber a Zurigo, foto Casati-Domus. Durante l'inaugurazione, Heidi Weber con Albert Jeanneret, fratello di L.C., e con José Luis Sert, Claudius Petit, M. Scorcio dell'interno, foto Casati-Domus.

L'abitazione di un architetto negli anni '30. Gio Ponti - La Casa Ideale. Art and Technology - A new Unity. Filippo di Ser Brunellesco. Gli studi intrapresi dal prof.

Filippo di Ser Brunellesco

Ricci avevano portato alla formulazione di un procedimento costruttivo complesso che, verificato per via "teorica", doveva essere sperimentato anche dal punto di vista artigianale. Per questo motivo fu ideato l'esp erimento di costruzione del Modello a grande scala (1:5) utilizzando piccoli mattoni perfettamente in scala (1:2,5). Il criterio costruttivo era incentrato nella utilizzazione di tecnologie antiche tradizionali, rigorosamente identiche a quelle usate ai tempi della costruzione della Cupola reale. Il metodo di costruzione formulato dal prof. Tutti i dispositivi indicati furono realmente trovati nella Cupola vera sia nel loro posizionamento che nel loro numero, convalidando al di la di ogni dubbio la validità del procedimento costruttivo ipotizzato dall'arch. Modello di studio realizzato dal prof. arch. Modello in computergrafica realizzato dal prof. arch.

Le verifiche rese possibili dalla costruzione del Modello sono state importantissime.