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L'insostenibile leggerezza dell'arte - Didatticarte. Navigando, come amo fare, nel magico mondo di Pinterest, mi sono imbattuta spesso in installazioni artistiche realizzate sospendendo degli oggetti.

L'insostenibile leggerezza dell'arte - Didatticarte

Ho visto galleggiare per aria qualsiasi cosa, anche la più ordinaria. Istintivamente ho cominciato a collezionare queste immagini chiedendomi cosa me le rendesse così affascinanti… La risposta è banale ed immediata: perché appaiono leggeri e senza peso contraddicendo, dunque, la nostra istintiva esperienza del mondo e delle cose e, in particolare, la legge della gravità! Sembra quasi che qualunque oggetto, specie se moltiplicato in una gran quantità di esemplari, diventi immediatamente suggestivo se appare in levitazione: è una ricetta talmente collaudata che credo che chiunque possa creare un’installazione del genere andando a colpo sicuro. Il mondo visto da un'altra prospettiva: l'arte dell'anamorfosi! - Didatticarte.

Sembra una parola complicata, in realtà l’anamorfosi non è altro che un’immagine fortemente distorta che acquista la «vera forma» solo quando l’osservatore si dispone in una particolare posizione molto inclinata rispetto al suo piano.

Il mondo visto da un'altra prospettiva: l'arte dell'anamorfosi! - Didatticarte

Ogni giorno vediamo delle anamorfosi attorno a noi: la segnaletica stradale orizzontale (come la scritta “stop“, il pittogramma della bicicletta, etc…) è sempre anamorfica affinché le scritte appaiano leggibili da un punto di vista molto radente. Gli appunti degli artisti. Cosa c’è dietro un’opera d’arte?

Gli appunti degli artisti

È una domanda che mi sono posta molte volte. Un dipinto, una scultura, un qualsiasi manufatto artistico, anche se prodotto rapidamente e, apparentemente, di getto, nasconde dietro uno studio, un’osservazione della realtà, un’elaborazione concettuale. Vi racconto la Zattera della Medusa… “La prima cosa è il mio nome, la seconda quegli occhi, la terza un pensiero, la quarta la notte che viene, la quinta quei corpi straziati, la sesta è fame, la settima orrore, l’ottava i fantasmi della follia, la nona è la carne e la decima è un uomo che mi guarda e non uccide.

Vi racconto la Zattera della Medusa…

Facciamo una mappa insieme! Ho già parlato di mappe per la visualizzazione della conoscenza in questo post e in quest’altro, ma non mi sono mai soffermata sul loro iter di realizzazione, sulle fasi necessarie per passare dal testo scritto alla mappa vera e propria.

Facciamo una mappa insieme!

Premetto che le mappe che faccio realizzare in classe sono una via di mezzo tra quelle mentali e quelle concettuali (presentano una struttura a rete come quelle concettuali ma, come quelle mentali, non contengono preposizioni verbi o altro nei collegamenti); dunque non prendete questo post per una guida rigorosa: voglio solo raccontarvi il mio metodo con un esempio pratico. Ipotizziamo di dover fare una mappa partendo da un testo di storia dell’arte, ad esempio questo documento sul Colosseo preso dal sito della Soprintendenza di Roma.

Ecco il testo in questione. Il volto nell’arte tra realismo, idealizzazione, stilizzazione ed espressionismo. La rappresentazione del viso umano nella storia dell’arte è un argomento complesso ma affascinante.

Il volto nell’arte tra realismo, idealizzazione, stilizzazione ed espressionismo

Uno di quelli che si possono affrontare in maniera filosofica e dotta oppure in modo più intuitivo e sensoriale. Se volete approfondire la materia secondo il primo approccio non posso che consigliarvi la lettura dei numerosi testi di Flavio Caroli dedicati alle varie declinazioni del volto umano: dalla fisiognomica al viso di Cristo, dal rapporto volto-anima alla storia del ritratto dal Rinascimento ad oggi… In questo post voglio provare, naturalmente, con il secondo approccio, quello che ritengo più utile dal punto di vista dell’efficacia didattica. Incontro ravvicinato con Piero Manzoni. Io – Ciao, io sono Emanuela Pulvirenti.

Incontro ravvicinato con Piero Manzoni

Piero – Ciao, Piero Manzoni. (stretta di mano) A che ora è iniziata l’arte contemporanea? Non me l’ha chiesto esattamente con queste parole, ma più o meno era questo ciò che un lettore, tempo fa, voleva sapere da me.

A che ora è iniziata l’arte contemporanea?

Difficile spiegargli che, ancor prima di cercare una risposta, bisognerebbe ripensare la domanda… È vero, ci sono date che scandiscono la storia. Quando l’arte non invecchia mai. Mi imbatto sempre più spesso in varie reinterpretazioni attuali di opere d’arte di ogni epoca.

Quando l’arte non invecchia mai

Le ho viste rifatte in flash mob, fotomontaggi, tableau vivant e perfino in graffiti e videoclip. L’immagine di apertura, ad esempio, è una fotografia di Samuel Aranda ribattezzata “Pietà Yemenita“, un’iconografia della sofferenza che purtroppo si ripete ogni volta che una madre si fa carico del dolore di un figlio. Ed ancora un messaggio forte, da luoghi di devastazione e guerra civile come la Siria, è il fotomontaggio di Tammam Azzam della serie Freedom Graffiti: un bacio di Klimt disteso sulla facciata bombardata di un palazzo. L’apice di bellezza e l’abisso di distruzione di cui è capace il genere umano. Come si duplica una scultura? Per una strana coincidenza, questa domanda mi è stata fatta nello stesso giorno in due classi diverse.

Come si duplica una scultura?

In una quinta me l’ha chiesto una studentessa quando ho spiegato che Antonio Canova aveva rifatto le Tre Grazie per un committente inglese che aveva molto apprezzato la prima versione dell’opera (quella che è oggi all’Hermitage di San Pietroburgo). In una seconda classe me l’ha chiesto uno studente quando ho raccontato che la maggior parte delle sculture greche che vediamo oggi nei musei sono in realtà copie di età romana. Masaccio via Skype, storia di una videolezione. Gentile professoressa Pulvirenti, mi chiamo Benedetta e sono una studentessa del liceo classico Armando Diaz di Ottaviano, della provincia di Napoli. Frequento il quarto anno, e l’anno scorso ho cominciato a studiare storia dell’arte. Per approfondire lo studio della disciplina, la mia professoressa ha deciso di integrare le pagine del libro con i suoi appunti pdf dal sito didatticarte.

Li abbiamo trovati non solo interessanti, ma anche diretti, semplici, facili da comprendere, ed è per questa motivazione che oggi le scrivo a nome di tutta la mia classe. Vorremmo che lei venisse al nostro liceo per conoscerla di persona e per tenere una lezione con noi. Studiare con il glossario. Non mi hanno mai convinta del tutto, i detrattori del sapere nozionistico. Ritengo che ci siano alcuni contenuti disciplinari, nello studio della storia dell’arte in particolare, che vadano memorizzati ed assimilati a prescindere dai nuovi scopi (anti-nozionistici, appunto) che l’insegnamento si è dato negli ultimi anni.

Le competenze devono necessariamente basarsi sulle conoscenze e alcune di queste devono essere apprese in maniera piuttosto mnemonica. Non posso, tanto per fare un esempio, riuscire a leggere autonomamente un’architettura sacra se non conosco il significato preciso di alcuni termini come abside, arco trionfale, transetto, matroneo, campata, claristorio, triforio etc. etc. Studiare l'arte confrontando gli opposti. Un esempio più “artistico” potrebbe essere quello della coppia luce-ombra. Non si può cogliere la presenza della luce se non è presente anche il suo opposto, cioè l’ombra. E questa non esisterebbe se non ci fosse la luce. Facciamo una mappa insieme! Geometria ed arte: il quadrato. Cos’avrà mai il quadrato di tanto accattivante? Non lo so, ma di sicuro qualcosa ci sarà altrimenti Vitruvio non avrebbe cercato di inscrivervi dentro un uomo, nè Brunelleschi di usarlo come modulo per le sue architetture e neanche Mondrian di sceglierlo come formato per ogni sua opera!

Tanto per cominciare il quadrato è il più regolare tra i quadrilateri: unico poligono che abbia contemporaneamente le caratteristiche del rombo e del rettangolo: quattro lati uguali e perpendicolari. Sempre restando all’ambito scientifico si può estrarre la radice quadrata di un numero o farne il quadrato: si può quindi ricondurre alle proprietà di questa figura piana alcuni procedimenti matematici. Per questo il quadrato è una figura che esprime perfezione numerica, razionalità, essenzialità. La perfetta regolarità geometrica del quadrato è stata sfruttata sin dai tempi più antichi per strutture murarie o rivestimenti modulari. Come vediamo il mondo intorno a noi? Guardare e vedere. Ho già parlato della differenza tra questi due atti. Guardare è ricevere passivamente uno stimolo visivo, è una sorta di azione involontaria, mentre vedere è un atto che implica la volontà di conoscere, di capire, di indagare la realtà che ci circonda.

A vedere si impara: per osservare, infatti, è importante disegnare e, in particolare, copiare. È così che percepiamo proporzioni, dettagli, ritmi che altrimenti passerebbero inosservati. Tuttavia anche il semplice guardare è un momento attivo, un processo “creativo” se vogliamo. Il nostro occhio non è una macchina fotografica (lo è solo per quanto riguarda la parte, per così dire, “meccanica”), dunque non registra fedelmente ciò che gli appare davanti.

Le nostre basi culturali, i nostri interessi e le nostre aspettative ci portano a percepire selettivamente la realtà (“vediamo ciò che vogliamo vedere” ho già scritto a proposito delle pareidolie). Analizzare un quadro in tre mosse. Tempo fa ho scritto un articolo sulla lettura dell’opera d’arte. Studiare l’arte confrontando gli opposti. La lettura dell’opera d’arte. La prima volta che ho affrontato l’analisi di un’opera d’arte mi è sembrato di praticare quasi una “vivisezione“, una brutale scomposizione dei vari aspetti dell’opera tale da far perdere all’oggetto artistico ogni suo fascino. Di certo non è un approccio particolarmente emozionante, ma di sicuro un buon metodo di analisi delle opere artistiche è un alleato fondamentale per lo studio della storia dell’arte. Il punto di partenza è quello, molto completo e ben articolato, proposto da Gianni Sciolla nel suo saggio “Insegnare l’arte, proposte didattiche per la lettura degli oggetti artistici”.

Gli elementi da prendere in considerazione riguardano la triade opera-artista-contesto come specificato in questa scheda: Download (PDF, 34KB) Ma cosa bisogna inserire nelle varie voci? Analizzare un quadro in tre mosse. Le sette meraviglie prospettiche in architettura. Uno degli aspetti più sorprendenti dell’architettura è la possibilità che offre di modificare la percezione dello spazio ingannando l’osservatore in merito alle reali dimensioni di un ambiente.

Ho già parlato di qualcosa di simile riguardo l’anamorfosi, ma questa volta non si tratta di disegni ma di spazi reali la cui percezione può essere modificata attraverso l’applicazione delle regole della prospettiva (nonostante questa sia una tecnica di rappresentazione grafica). La prospettiva accidentale: il mondo visto dall’angolo. Cogli il movimento… fai una foto futurista! Esercizi creativi con una graffetta. L’idea mi è venuta dopo aver visto il video di Ken Robinson sulla necessità di cambiare i paradigmi dell’educazione, video di cui avevo già parlato in questo post. Nove modi per rappresentare lo spazio. Cosa ci viene in mente parlando di spazio figurativo? Finnabair. Quando i colori si incontrano sulla tela. Vi racconto Marat… Domenica 13 luglio 1793. Un’idea per la tesina: correva l’anno… Fotografare nei musei, quando i visitatori diventano arte.

Lo spazio svelato dalla luce. Vi racconto la Torre Eiffel. Se il testo diventa immagine. Una linea che racchiude il volto: il ritratto di profilo. Dall’ellisse all’architettura: costruzione di un’unità didattica. Fisica ed arte: la visione dei colori. Tutti pazzi per i labirinti! I dieci comandamenti per una presentazione perfetta. Webquest di storia dell’arte: la caccia al tesoro digitale! Studiare l’arte con Facebook: esperimenti di didattica informale.

Insegnare ed imparare arte e creatività. Cinque regole per realizzare una lezione efficace. La tassonomia di Bloom per la didattica dell’arte. La prospettiva sul corpo umano: lo scorcio. Didattica dell’arte con i video-podcast.