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Eucazione al rispetto di genere

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Parità di genere/perpetuazione delle differenze

Virginia Raggi, su Libero è 'Patata bollente': l'indifferenza delle donne è il vero sessismo. “Patata bollente” è il titolo di apertura del quotidiano Libero con tanto di foto di Virginia Raggi.

Virginia Raggi, su Libero è 'Patata bollente': l'indifferenza delle donne è il vero sessismo

Un titolo che porta con sé la pretesa dell’ironia. Ma l’ironia, come canta Fiorella Mannoia, “ti salverà la vita” solo se libero da detriti sessisti lo sei davvero. Fin qui potremo esclamare: nulla di nuovo sotto il sole, offuscato da nuvole dense che tolgono respiro al cielo! Sì, potremo dirlo se non dovessimo constatare qualcosa di ancora più grave della becera affermazione: il silenzio indifferente delle tante donne che della declinazione al femminile di mestieri e professioni ne hanno fatto e continuano a farne una conquista della parità di genere. Conquista rilanciata da conduttrici ad ogni piè sospinto, onde poi sorridere compiaciute allo sberleffo a Virginia Raggi o di fronte un ospite che, ahimè, non perde occasione per sprecare intelligenza e cultura, che pur possiede, per compiacere il suo narcisismo. Sessismo in rete e non solo, la guerra fatta con le parole. Le parole sono i chiodi dove si attaccano le idee.

Sessismo in rete e non solo, la guerra fatta con le parole

Se l’assunto della frase è vero, quali sono le idee e gli orizzonti ideali delle migliaia di uomini che partecipano ai gruppi misogini e violenti su Facebook di cui si è parlato nei giorni scorsi? Le frasi di insulto (quasi sempre sessista) rese pubbliche prima dalla Presidente della Camera e poi da altre attiviste hanno riattivato attenzione su una realtà da molti anni sotto gli occhi di chiunque, ma che difficilmente assume importanza cruciale nel discorso pubblico: al prossimo episodio, (magari tragico come quello di Tiziana Cantone), si dedicherà al tema della violenza sessista dilagante in rete qualche articolo o servizio tv, forse condito con le agghiaccianti, ma lontane, storie di bambine comprate, (ne parla Cristina Obber). Ma poi tutto come prima. Dalle parole ai fatti sembra non esserci più un grande spazio nel mezzo: la lingua che parliamo, che scegliamo di parlare, è il primo ingrediente delle azioni che metteremo in atto.

Il sessismo nella lingua italiana. Mi fai male con le parole. La forza inerte degli stereotipi. StereotipiDiGenere. Dalle suffragette agli anni ‘90,breve storia del movimento femminista La Stampa. Parità di genere. LE FONTI DELLA REPUTAZIONE SOCIALE. VIOLENZA DI GENERE E FEMMINICIDIO di Antonella Merli. La c.d. legge sul femminicidio (d.l. 14 agosto 2013, n. 93, conv., con mod., dalla l. 15 ottobre 2013, n. 119) ha introdotto nel settore del diritto penale sostanziale e processuale una serie di misure, preventive e repressive, per combattere la violenza contro le donne per motivi di genere.

VIOLENZA DI GENERE E FEMMINICIDIO di Antonella Merli

Nella prima parte di inquadramento generale del fenomeno vengono analizzati i profili giuridici, criminologici e antropologici che sorreggono le nozioni di violenza di genere e di femminicidio. La c. d. violenza di genere racchiude al suo interno una serie di fatti di reato di diverso tipo (omicidio, maltrattamenti, stalking, percosse, lesioni), accomunati dal contesto e dal soggetto passivo cui sono diretti. Quanto al femminicidio, che fa proprio (o contiene in sé) il concetto culturale di violenza di genere, è un’espressione che descrive il fenomeno con riferimento alle sue basi empirico-criminologiche, ponendo in risalto la posizione o il ruolo dell’autore. 1.

Premessa. – 2. Educare alla relazione e al rispetto di genere Percorso 2. Educazione di genere. Giulia.globalist.it. Donne, filosofia e mistica. Carocci editore Educare al genere. In mostra i volti delle donne rinchiuse nei manicomi nel regime fascista (FOTO) Una suggestiva mostra con i volti di figlie, madri, mogli, spose e amanti ricoverate in manicomio durante il periodo fascista.

In mostra i volti delle donne rinchiuse nei manicomi nel regime fascista (FOTO)

Fino al 18 novembre, con ingresso libero, la Casa della Memoria e della Storia di Roma ospita “I fiori del male. Donne in manicomio nel regime fascista”. E lo fa per restituire umanità e dignità a tutte quelle donne estromesse, recluse e allontanate dalla società. Un racconto struggente documentato da diari, lettere, referti medici che mostrano una mentalità stracolma di pregiudizi e stereotipi. I referenti fatti durante il regime fascista, sono quelli di medici che rinchiudono in manicomio donne “stravaganti, indocili, impulsive, piacenti”, tanto per fare un esempio. Gender Michela Murgia. Cosa (non) è la teoria del gender Wired.