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Autonomia esempi

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MPI - Autonomia - Formazione. Flessibilità organizzativa: la gestione del tempo Risorse Normativa 1.

MPI - Autonomia - Formazione

Schede introduttive 2. Progetto di quadrimestralizzazione del calendario realizzato dall’ITIS Faraday di Ostia (Roma) (Presentazione Power Point 266 Kb) 1. La rigidità del passato Il sistema scolastico italiano ha una identità forte legata alla sua tradizione e alla funzione che ha svolto nella storia del Paese. La flessibilità diventa ufficiale Le richieste di flessibilità emerse negli ultimi decenni nel mondo della scuola non sono rimaste senza risposta.

Torna su Diapositive PowerPoint (331 Kb) che riassumono, con molti esempi, aspetti della normativa legati al successo formativo e alla flessibilità. Legge n.59 Roma, 15 marzo 1997 Art. 21, comma 8 Decreto del Presidente della Repubblica n.275 Roma, 8 marzo 1999 Art. 5(Autonomia organizzativa) Decreto Ministeriale n.234 Roma, 26 giugno 2000. COMMA DOPO COMMA: IL COMMENTO DEL DISEGNO DI LEGGE DI RIORDINO DEI CICLI (14 marzo 2002) COMMA DOPO COMMA: IL COMMENTO DEL DISEGNO DI LEGGE DI RIORDINO DEI CICLI (14 marzo 2002) a cura di Giancarlo Cerini * (in neretto le variazioni apportate al testo iniziale dell’ 1-2-2002 nella versione definitiva approvata dal Consiglio dei Ministri il 14-3-2002) Delega al Governo per la definizione delle norme generali sull’istruzione e dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di istruzione e di formazione professionale Art. 1 (Delega in materia di norme generali sull’istruzione e di livelli essenziali delle prestazioni in materia di istruzione e di formazione professionale) Lo strumento della legge delega viene in genere utilizzato quando è necessario adottare provvedimenti normativi di una certa complessità (codici, articolati analitici, ecc.) che non si ritiene opportuno affidare alle normali procedure legislative.

COMMA DOPO COMMA: IL COMMENTO DEL DISEGNO DI LEGGE DI RIORDINO DEI CICLI (14 marzo 2002)

La scelta del titolo del provvedimento rispecchia l’evoluzione del quadro normativo costituzionale a seguito della legge 18-10-2001, n. 3. Art. 2. Come funzionano l’obbligo di istruzione e l’obbligo formativo. Questo articolo ha lo scopo di spiegare in termini volutamente semplici la normativa relativa al cosiddetto diritto dovere istruzione e formazione, nella sua versione attuale (febbraio 2015).

Come funzionano l’obbligo di istruzione e l’obbligo formativo

Le varie riforme del sistema scolastico che si sono succedute dal 1999, assieme alle normative regionali, hanno creato un sistema frammentato e di difficile comprensione anche per gli addetti ai lavori. Alla base della normativa sul diritto dovere istruzione e formazione c’è il desiderio, giusto, che i giovani, terminata la scuola secondaria inferiore (in precedenza chiamata scuola media) proseguano obbligatoriamente la propria formazione almeno fino ai 18 anni. Vediamo qual è la situazione attuale. Obbligo di istruzione Dura dai 6-16 anni. il giovane che ha terminato la terza media a 14 anni, deve fare una delle cose seguenti: Obbligo formativo il giovane fino a che non ha compiuto i 18 anni ha l’obbligo di fare una delle cose seguenti: Obbligo scolastico Valuta questo articolo Loading... Mi piace: La flessibilità dell'orario, cuore dell'autonomia scolastica - Organizzazione della scuola. Come si può evitare che la logica della "contabilità minuta", che ha impedito la realizzazione della flessibilità oraria, affossi l'organico dell'autonomia?

La flessibilità dell'orario, cuore dell'autonomia scolastica - Organizzazione della scuola

La flessibilità dell'orario non è idea che nasce con la Buona Scuola. Essa è infatti regolata quantomeno a partire dal DPR 275/99, cioè a dire dal Regolamento dell'Autonomia scolastica che, all'art. 4 comma 2 stabilisce: "le istituzioni scolastiche, nell'esercizio della loro autonomia didattica, possono regolare i tempi dell'insegnamento e dello svolgimento delle singole discipline e attività nel modo più adeguato al tipo di studi e ai ritmi di apprendimento degli alunni. " Si tratta dunque di una possibilità contemplata da quasi vent'anni e passata indenne attraverso tutte le riforme o pseudo riforme succedutesi in questo torno di tempo. Ancora: nell'art.5 del Regolamento si dà facoltà alle singole scuole autonome di attuare una flessibilità oraria funzionale alle esigenze didattiche. Correlati: L. E. V. Come utilizzare l'autonomia scolastica per migliorare il piano di studi dei licei?

191DOC 626. Autonomia e flessibilità. Il rilancio dell’istruzione professionale si basa, sul piano organizzativo e analogamente alla istruzione tecnica, su due strumenti: l’autonomia e la flessibilità, che consentono di declinare l’offerta formativa per rispondere efficacemente alla molteplicità degli interessi e delle aspirazioni dei giovani e alle esigenze del territorio, del mondo produttivo e delle professioni.

Autonomia e flessibilità

Gli istituti professionali possono utilizzare, quindi, nell’organizzazione didattica dei percorsi: Ci sono, dunque, considerevoli differenze tra autonomia e flessibilita’. La quota di autonomia puo’ essere utilizzata, nei limiti del contingente di organico annualmente assegnato alle istituzioni scolastiche e senza determinare situazioni di soprannumerarieta’, in base all’orario complessivo delle lezioni previsto per il primo biennio e per il complessivo triennio. La flessibilita’ non puo’ determinare comunque esuberi di personale, percio’ va utilizzata nei limiti delle dotazioni organiche assegnate. Come utilizzare l'autonomia scolastica per migliorare il piano di studi dei licei?