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Come dire, abbiamo superato noi stessi: se le scuole finlandesi sono ai vertici mondiali per qualità di strutture e risultati scolastici degli alunni, la “scuola del futuro” recentemente inaugurata farà anche meglio, diventando “metafora dell’istruzione finlandese contemporanea”. Costruita dalla famosa società di architetti Verstas, ospita 750 studenti, dalla scuola d’infanzia all’adolescenza, in una struttura di 10 mila metri quadri che comprende l’asilo e lo “youth club”, la caffetteria, la biblioteca e la palestra. Spazi aperti, aria e luce Spesso gli psicologi sostengono che se cambiamo il nostro approccio all’istruzione e all’educazione, molti alunni cambierebbero il loro atteggiamento verso la scuola e sarebbero portati ad amarla, anziché odiarla. Libertà di movimento @carlottabalena.

Come creare storyboard. Public Innovation - ilSole24ORE. La tentazione di chi disegna politiche pubbliche è quella di considerare soddisfacente la scrittura di buoni contenuti e regole di qualità. È ora di chiarire una volta per tutte che questo non è più sufficiente. Il fastidio negli occhi delle persone quando parli di politiche pubbliche è indicatore grezzo ma rilevante di questa sensazione: “è quello che succede che conta, non quello che scrivete in un documento Ministeriale. Il problema è l’attuazione. Non avete ancora fatto niente”. La fame di concretezza e di risultati, spesso di pancia, è sostenuta da concrete ragioni socio-economiche. Le nostre politiche devono raggiungere il risultato, e devono fare presto. E allora dobbiamo progettare politiche pubbliche diversamente. Certamente. Ma partecipazione e ascolto non sono sufficienti. Giocare adeguatamente la partita dell’attuazione significa mettere chi beneficerà della politica che stai costruendo nelle condizioni di farla propria, di portarla avanti, di aggiustarla, di migliorarla. 1.

Bambini che devastano le scuole | Portale di neuropsichiatria infantile, psichiatria e psicoterapia. Detto altrimenti: BAMBINI IPERATTIVI OPPOSITIVI PROVOCATORI Con una certa frequenza si verificano situazioni in cui bambini di sei o sette anni o poco più, creano grandi problemi per la loro permanenza a scuola (Nota 1). Le maestre lamentano che questi bambini sono incontrollabili, non danno retta agli adulti, fanno quello che vogliono, se redarguiti rispondono male, se impediti di fare qualcosa si ribellano e tirano botte e calci, spostano violentemente sedie e banchi, tirano oggetti, scappano fuori dell’aula, impediscono praticamente il normale svolgimento della vita di classe.

A un certo punto i problemi dilagano fuori della classe, investono le altre famiglie, che lamentano che i loro figli tornano a casa variamente ‘segnati’ e si crea un ambiente ostile crescente intorno al bambino e alla sua famiglia. Spesso si crea una guerra o quasi fra famiglia e scuola e il bambino prima o poi viene trasferito ad altra scuola o dalla famiglia o qualche volta direttamente dalla scuola stessa. I Bisogni Educativi Speciali, cosa sono e quali azioni intraprendere alla luce della direttiva ministeriale del 27 dicembre 2012. Erasmo Modica - Il 27 Dicembre 2012 è stata emanata dal MIUR la direttiva “Strumenti d’intervento per gli alunni con bisogni educativi speciali e organizzazione territoriale per l’inclusione scolastica”.

L’esigenza delle precisazioni contenute in tale circolare sono conseguenza del fatto che la legge 170/2010, contenente le “Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico”, riconosce come disturbi specifici di apprendimento (DSA) su cui porre l’attenzione solamente la dislessia, la disgrafia, la disortografia e la discalculia, mentre il panorama dei disturbi che possono comportare dei notevoli disagi negli alunni è molto più ampio.

Nella direttiva si fa presente che l’identificazione degli alunni con disabilità non avviene esclusivamente sulla base dell’eventuale certificazione, ma è possibile far riferimento al modello diagnostico ICF (International Classification of Functioning) per individuare i Bisogni Educativi Speciali (BES) degli alunni. 1. 2. 3. Generazioni Connesse - Safer Internet Centre Italia - Home. DISTURBO OPPOSITIVO PROVOCATORIO. Sai che 7 insegnanti su 10 affermano che i bambini con diagnosi di DISTURBO OPPOSITIVO PROVOCATORIO (DOP) sono i più difficile da trattare e con i quali è più difficoltoso rapportarsi, gestire la propria emotività e ottenere progressi? Tra i disturbi del comportamento il DOP è fra quelli che METTERÀ PIÙ A DURA PROVA LA TUA PAZIENZA, se nella sua gestione non saprai che fare e come prevenire alcuni comportamenti.

Se ne hai già avuto a che fare SAI GIA’ DI COSA STO PARLANDO. DIFFICILE? Se non sai che fare, PARECCHIO. Linee, la sua eziologia. Significato ai comportamenti che ti si presenteranno e che in un primo momento potrebbero apparirti come insensati. ATTRIBUIRE I GIUSTI SIGNIFICATI IN QUESTO CASO È FONDAMENTALE, nei MOMENTI PIÙ DIFFICILE TI DARANNO LA GIUSTA MOTIVAZIONE per andare avanti e non arrenderti, e credimi, quando sarai stanca ne avrai bisogno. Sono stati rilevati diversi fattori di rischio che porterebbero all’emersione del DOP: azioni correlate. di irrequietezza e aggressività. Metodologia. Storyboarding: A Simple Way To Get Professional In Course Authoring. You will be well served by making a habit of drafting a rough scheme of the course before starting any actual work on it. This draft should outline the main pages of the course, and will aid you all the way throughout the course creation. eLearning professionals call such drafts “storyboards” and use them extensively.

Let’s take a closer look at what storyboards are, and how you can use them to start building better courses in a more efficient manner. No two storyboards are quite alike. Some prefer to draw pencil sketches on paper, so that it’s easy to add new pages to the course skeleton and make fast edits to previously created thumbnails. Others find using a Word numbered list or an Excel spreadsheet more convenient. Then again, I’ve met people who swear by their richly visualized storyboards created in PowerPoint, complete with page mockups and detailed descriptions of every element. In the end, you can use whatever tool best suits your needs and preferences.

La scuola senza classi: 5 soluzioni adottate in Europa. L’"aumento” digitale degli spazi della scuola, il ribaltamento del setting didattico implica un complessivo ripensamento dell’organizzazione scolastica, anche nei suoi spazi fisici e ambienti architettonici. Si prenda ad esempio il caso del cooperative learning, tipico della didattica digitale: l’accentuazione della collaborazione fra studenti, dello scambio di conoscenze, dell’aiuto reciproco - pur con tutte le mancanze, i vuoti, le delusioni, che l’apprendimento in rete può incontrare - ha invogliato a progettare una scuola che tenesse nel dovuto conto la vita sociale degli studenti a scuola.

Si tratta di un bisogno di incontro, di vita e di apprendimento non limitato entro mura dell’aula, che, però, può essere assecondato e non represso dagli spazi stessi. Gli “spazi funzionali” sono stati attrezzati sulla base teorica degli studi di Nair, Finley e Lackney (2013). Si tratta di spazi digitalmente e analogicamente infra-strutturati per rispondere alle esigenze degli studenti. 1. 2.

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