The Rocky Horror Picture Show: il film di culto compie 50 anni. “It’s not a movie, it’s a way of life”. Cosa sia stato il fenomeno culturale cinematografico The Rocky Horror Picture Show lo spiega un dato curioso: lo scorrere del tempo. Se in questi giorni, a 50 anni dalla prima uscita del film a Londra, torna nei cinema italiani una copia restaurata in 4k dalla Cineteca di Bologna dell’iconico musical ideato da Richard O’Brien e diretto da Jim Sharman nel 1975, The Rocky Horror Picture Show rimane l’unico film al mondo di cui non si è mai smessa la programmazione. Facciamo qualche passo indietro con l’aiuto del documentario The Strange Journey: the story of Rocky Horror, diretto dal figlio di O’Brien, Linus, uscito nelle sale anglosassoni a fine settembre, con una capatina sempre a Bologna, al cinema Modernissimo. Niente versione cinematografica però per il giovane attore, ballerino e cantante. Ma O’Brien ha una cosa che gli frulla in testa.
The Rocky Horror Picture Show diventa film di culto nelle settimane e negli anni a venire, post 1975. √ L'ultimo concerto di Lou Reed con i Velvet Underground - Rockol. Pink Floyd, un oceano di giovani al concerto del secolo. Questo articolo è stato pubblicato su Repubblica il 16 luglio 1989 VENEZIA. Cento, duecento, forse trecentomila persone, il più grande concerto che la storia dei concerti rock in Italia ricordi. I Pink Floyd che suonano in quello specchio d'acqua di fronte a piazza San Marco.
Un'utopia realizzata, una catastrofe non avvenuta, rimasta in bilico per tante ore, quelle dell’attesa, quella del concerto. Il pubblico ha invaso l’invadibile, i ragazzi si sono arrampicati sui lampioni sui cornicioni delle case sulle impalcature di tubi, ragazzi colorati, scalzi, svestiti, strappati, stanchi e felici, inferociti con una città che non ha messo loro a disposizione i servizi igienici un servizio d'ordine adeguato e generi di conforto.
Sotto i portici poco prima del concerto c'è di tutto, dai cocci di bottiglia al vomito e altro di inimmaginabile, un pantano da guatare con cautela. Tutte le città del mondo che non hanno strutture adeguate aprono i loro palazzetti al pubblico dei megaconcerti rock. √ Pink Floyd - PINK FLOYD AT POMPEII MCMLXXII - la recensione di Rockol. Noi e terze parti selezionate utilizziamo cookie o tecnologie simili per finalità tecniche e, con il tuo consenso, anche per le finalità di funzionalità, esperienza, misurazione e “marketing (con annunci personalizzati)” come specificato nella cookie policy.
Per quanto riguarda la pubblicità, noi e 984 selezionate, potremmo utilizzare dati di geolocalizzazione precisi e l’identificazione attraverso la scansione del dispositivo, al fine di archiviare e/o accedere a informazioni su un dispositivo e trattare dati personali come i tuoi dati di utilizzo, per le seguenti : pubblicità e contenuti personalizzati, misurazione delle prestazioni dei contenuti e degli annunci, ricerche sul pubblico, sviluppo di servizi. Puoi liberamente prestare, rifiutare o revocare il tuo consenso, in qualsiasi momento, accedendo al pannello delle preferenze.
Se presti il tuo consenso, sarà valido solo su questo dominio. Il rifiuto del consenso può rendere non disponibili le relative funzioni. Pink Floyd at Pompeii MCMLXXII, il ritorno degli dei nel cratere del tempo. È tornato nelle sale italiane, fino al 30 aprile, Pink Floyd a Pompei. Dopo oltre mezzo secolo, il film rinasce come Pink Floyd at Pompeii – MCMLXXII, diretto da Adrian Maben, restaurato in 4K da Lana Topham, con un nuovo mix audio curato da Steven Wilson. Le immagini, tratte dai negativi originali in 35 mm, brillano di nuova luce; il suono avvolge lo spettatore in un’esperienza immersiva.
Lo scenario Siamo nel 1971, e i Pink Floyd stanno lentamente mutando pelle. Nati all'ombra della psichedelia più acida e visionaria di Syd Barrett — che con la sua fantasia lunare aveva plasmato The Piper at the Gates of Dawn — la band, dopo il suo doloroso abbandono, naviga a vista. La genesi Proprio in questo crocevia nasce Live at Pompeii: un "concerto" senza pubblico, girato tra le rovine dell'anfiteatro romano, in totale controtendenza rispetto alle folle oceaniche di Woodstock.
Musica per fantasmi Adrian Maben concepisce l'idea quasi per caso, durante una visita notturna agli scavi di Pompei. Questo concerto fu definito "il giorno peggiore per il rock" Doveva essere una seconda Woodstock, con le esibizioni dal vivo di Santana, Grateful Dead, Jefferson Airplane, Flying Burrito Brothers e Crosby, Stills, Nash & Young (CSNY), con un live di chiusura affidato ai leggendari Rolling Stones. Invece l’Altamont Free Concert vicino Tracy, in California, passò alla storia per le violenze, i feriti, i furti, i danni e per quattro morti. “Il giorno peggiore del rock and roll di tutti i tempi” lo definì, all’epoca, la rivista musicale Rolling Stone. Ecco cosa successe il 6 dicembre 1969 e perché andò tutto completamente storto. Nash Crosby Young all’Altamont. Altamont Free Concert, i preparativi L'Altamont Free Concert fu organizzato dai Rolling Stones, che discussero dell'idea insieme ai Grateful Dead e ai Jefferson Airplane e presero in mano l'organizzazione insieme al loro management con l'obiettivo di realizzare una specie di Woodstock, ma sulla costa ovest.
Gli Hells Angels all’Altamont Concert. Concerto di Altamont, la situazione sfugge di mano. Era un duro, era un santo: Tom Morello racconta Wayne Kramer e gli MC5. L’impatto sonoro esplosivo, lo spirito rivoluzionario, le chitarre, la controcultura, la violenza. Come molti, ero convinto che la musica degli MC5 stesse alla base di quella dei Rage Against the Machine, un’impronta politico-stilistica lasciata dall’ascolto ripetuto dei dischi della band di Wayne Kramer, magari consumati su vecchi vinili prestati da amici più grandi o comprati in qualche negozio dell’usato. E invece no. «Ho scoperto gli MC5 più tardi, erano gli anni ’90 inoltrati», mi dice Tom Morello durante una breve telefonata. Come si spiega allora l’influenza del gruppo di Detroit sui Rage?
«Col fatto che prima ancora che li scoprissi, il dna degli MC5 era nelle band che amavo, dai Clash ai Bad Brains ai Gang of Four». Tom Morello è uno degli ospiti di Heavy Lifting, l’album degli MC5 a cui Wayne Kramer ha lavorato prima di morire e che uscirà fra pochi giorni. «Wayne aveva avuto il cancro cinque o sei anni fa», spiega Morello, «ed era in fase di remissione. I 50 migliori dischi di ambient music secondo Pitchfork. Quali sono i migliori dischi di sempre nel campo dell’ambient music? A porsi la domanda è stata la rivista Pitchfork che ne ha selezionati 50, dai classici storici a lavori più recenti. Nell’introduzione si legge: “‘Tanto trascurabile quanto interessante’: questa è la definizione classica di musica ambient, coniata da Brian Eno nel 1978 nelle note di copertina del suo album “Ambient 1: Music For Airports”. E dovrebbe saperlo, visto che ha praticamente inventato il genere tre anni prima con il suo album ‘Discreet Music’. 50.
Deathprod - Morals And Dogma (2004)49. Bing & Ruth - Tomorrow Was The Golden Age (2014)48. Grace Slick, A Painter Now, Feisty As Ever. The face that launched a thousand trips. Avatar of the sixties psychedelic revolution. Self-conscious sex symbol. Daughter, sister, model, lover, drinker, painter, wife and mother. Powerhouse vocalist on two generational anthems - one written by her brother-in-law, the other her own composition.
Grace Slick originally recorded, "Somebody to Love," and, "White Rabbit," in late 1965/early 1966, with first husband Jerry Slick and his brother, Darby, in the band, The Great Society. Slick had a second run of chart success with Jefferson Starship during the 1980s, but, by then, the dream had faded. Parts of this interview have been published before over the years, but here, for the first time, is the chat, with slight edits, in full. Jim Clash: What are your main memories of the Woodstock Music And Arts Festival in 1969? Grace Slick: Woodstock was basically a mess. We originally went to the stage at 9 p.m. and didn't play until the next morning. Clash: You must have been exhausted, too. Patti Smith Remembers Tom Verlaine. He awoke to the sound of water dripping into a rusted sink.
The streets below were bathed in medieval moonlight, reverberating silence. He lay there grappling with the terror of beauty, as the night unfolded like a Chinese screen. He lay shuddering, riveted by flickering movements of aliens and angels as the words and melodies of “Marquee Moon” were formed, drop by drop, note by note, from a state of calm yet sinister excitement. He was Tom Verlaine, and that was his process: exquisite torment. Born Thomas Joseph Miller, raised in Wilmington, Delaware, he left his parental home and shed his name, a discarded skin curled in the corner of a modest garage among stacks of used air-conditioners that required his father’s constant professional attention.
He lived twenty-eight minutes from where I was raised. The club was CBGB. I went to see Television whenever they played, mostly to see Tom, with his pale-blue eyes and swanlike neck. Through the coming weeks, we drew closer. BJCI - Udine 2011 • A Magic Night To Remember. We were born to follow… e noi l’abbiamo fatto… abbiamo inseguito un sogno, un sogno chiamato BON JOVI, ma non da soli, no, ma con ben 40.000 mila fratelli e sorelle. Il 17 luglio ci siamo sentiti più forti e più consapevoli: ANCHE I SOGNI SI REALIZZANO, possedere un ricordo così bello ci rende ancora più ricchi e consci di essere entrati a far parte di un unica immensa famiglia unita da una grande passione: LA MUSICA.
Consapevoli del fatto che l’unione fa effettivamente la forza e che non c’è nulla che non si possa costruire con IL POTERE DEI TUTTI (come dice Max :-D). Già a novembre quando tutti avevamo il nostro bigliettino in mano si è cominciato a parlare di come farci ricordare , come dare un degno benvenuto ai Bonjovi dopo tanti anni di assenza dal nostro bel paese..Ci sono state tante proposte alcune fattibili altre meno, ma comunque sempre con un unico denominatore DOVEVAMO STUPIRE!!! (dal BONJOVICLUBITALIA) E’ la parte più impegnativa.
Perché la scritta JOVI? LA SCRITTA “JOVI”! The vital importance of Patti Smith. (Credit: Stephen L Harlow) Sun 6 March 2022 17:00, UK Some describe Joni Mitchell as the feminine answer to Bob Dylan because of her similarities in style and influence on the folk-inspired drive in singer-songwriter based music in the late 1960s and ’70s. Others will say Patti Smith is the female Bob Dylan for her sheer individuality and singular impact on not just the musical landscape but the cultural revolution of the 20th century. Personally, I would side with the latter; Smith has been one of the most important female icons in rock music for over five decades and has shown that true musicianship means pushing the boundaries of convention and broadening minds. However, despite the obvious flattery of being compared to Bob Dylan, it is, of course, unfair to cast Smith so far under his large shadow; she is a powerful figure in her own right.
In an interview with Sonic Youth’s Thurston Moore, Smith reflected on her first-ever meeting with Bob Dylan. Deep Purple’s Smoke On The Water: so who actually was the “stupid with a flare gun”? | Darren's music blog. As most rock fans know, Deep Purple’s most famous song ‘Smoke On The Water’ was based on an actual real life event. In December 1971 the band were planning to record their forthcoming album Machine Head at the Montreux Casino in Switzerland. Used for live concerts throughout the year, Frank Zappa’s performance on 4th December was to be the last of the season, after which Deep Purple would be able to have the run of the place to themselves and the Rolling Stones Mobile Studio would be parked up outside to capture everything on tape.
Unfortunately, as we all know, it didn’t quite work out that way. As the song goes: Frank Zappa and the MothersWere at the best place aroundBut some stupid with a flare gunBurned the place to the ground But who was the “Stupid with a flare gun” who burned the place to the ground? Step forward one Zdenek Spicka, a Czechoslovakian national living in Switzerland at the time. The above cutting was tracked down and posted to a Spanish Deep Purple blog back in 2009. Patti Smith Recounts Her Life With Robert Mapplethorpe in Her Memoir 'Just Kids' -- New York Magazine - Nymag. Each morning, after she records some “dream residue” in a notebook, Patti Smith walks from her brownstone on the edge of Soho to a coffee shop on Bedford Street, where she orders one cup of coffee and another of hot water, diluting the first with the second as she goes.
She misplaced her glasses so she can’t do much in the way of work today—Smith toggles among music, prose, and photography, devoting equal time to each—but yesterday she was diligent, scribbling an elegy to Edgar Allan Poe and shooting some surreal photos in bed of a plaster replica of William Blake’s head, tucking his chin in her sheets.
“A day doesn’t go by where I don’t create something,” says Smith. “Sometimes it’s a rough day and I’m about to go to sleep at eleven o’clock, but I’ll get my Polaroid and take pictures of a series of things. Then I go to bed really happy because I have something to look at, something I did.” Smith worked in part from a stack of teenage journals with her astrological sign on the front. Watch Patti Smith close CBGBs with the final-ever show. Credit: The Nails Fri 15 October 2021 12:28, UK When Hilly Kristal, the legendary owner of punk Mekkah CBGB’s in New York, was finally forced to give in to the financial demands of a small music venue in a big city and close down the iconic music venue, there was one woman determined to make sure it got the send-off it deserved; the punk poet, Patti Smith.
Officially closing its grimy doors on October 15th, 2006, the iconic New York stalwart was formerly a biker bar but was transformed under Kristal to become one of the most important venues in the country during the late 1970s and ’80s. The letters of the name CBGB stood for Country, Blue Grass, and Blues, which all speak to Kristal’s original vision. Despite this somewhat wholesome concept, CBGB soon became a famed venue of punk rock and new wave bands like the Ramones, Television, Patti Smith Group, Blondie, and Talking Heads and then on to provide one of the only welcoming platforms for hardcore punk during the ’80s.
Encore: Led Zeppelin e New Trolls al 10° Cantagiro: era il 1971. Foto di Bruno Lubrano nel backstage del velodromo Vigorelli di Milano; assieme ai LED ZEPPELIN ci sono altri musicisti, roadies e fans: trattasi della storica e sfortunata unica data italiana della band, il 5 luglio 1971 Nel 1971, il patron del Cantagiro Enzo Radaelli ebbe l’idea di invitare i Led Zeppelin a questa manifestazione canora nazional-popolare.
Tutti sanno come andò a finire, ed eviterò di ripeterlo. La cosa che invece merita menzione è la “sciagurata” lista di gruppi spalle o “open act”, tutti fischiati, o costretti a lasciare il palco in anticipo grazie a lancio di oggetti vari. Sembra che gli unici che riuscirono a suonare furono i New Trolls, apprezzati dal pubblico giovanile. Nelle foto allegate sono insieme ai Led Zeppelin nel backstage, e Robert Plant si diverte a suonare la batteria di Gianni Belleno. Di Tutto un Pop… Wazza Nell’edizione del 1971 Radaelli aveva deciso di chiudere le puntate dei concerti itineranti con un contributo di grandi musicisti internazionali. The heartbreaking final letter Patti Smith sent to Robert Mapplethorpe that he never got to read - Far Out Magazine. I Led Zeppelin e quella notte maledetta al Vigorelli di Milano. The Sound of Silence: il significato del capolavoro di Simon e Garfunkel.
Humble Pie e Grand Funk giugno 1971. Rolling Stones: gli incredibili segreti di Mick Jagger per mantenersi in forma. Tra questi anche la birra. The Story of Feminist Punk in 33 Songs. 'Ritchie Blackmore - Smoke on the water', il documentario sul chitarrista che ha fatto la storia del rock. In morte del rock: la rivoluzione è finita. Milano: ecco come sono oggi i locali rock storici del passato - Soundsblog. My Buddy: Patti Smith Remembers Sam Shepard. See Patti Smith in All Her '60s and '70s Era Glory in Rare Photographs by Her College Friend Photos. The 50 Best Live Albums Ever.