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Tutorial in italiano di Pearltrees

Tutorial in italiano di Pearltrees
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Arduino, sensori e attuatori: il "Physical Computing" Uno dei campi di maggiore applicazione di Arduino può essere assolutamente considerato il Physical Computing, che per definizione rappresenta la possibilità di realizzare dei sistemi, attraverso l’uso di hardware e di software, che possano interagire con il mondo esterno. Tale interazione avviene in entrambi i versi, nel senso che il sistema può acquisire e misurare grandezze reali attraverso l’utilizzo dei sensori e può intervenire verso l’esterno mediante l’uso di attuatori. Physical Computing : interazione con il mondo reale Sensori Esistono numerosi sensori che possono essere utilizzati per acquisire grandezze fisiche come: temperatura;umidità;pressione;luminosità;concentrazione di gas nell’aria;velocità del vento Ad essi possiamo aggiungere i sensori per: Il mondo dei sensori è vastissimo e, tipicamente, pensando ad una qualsiasi grandezza fisica (e non) che si voglia misurare, esiste quasi certamente il corrispondente sensore che ci permette di acquisirla. Attuatori

Che razza di infografica | Scienza in rete Ho chiesto alla redazione di Scienza in Rete di non intervenire sul testo del prossimo paragrafo, evidenziato in neretto. Spiegherò tra poco il perché. Immaginamo infatti che questo inciput contiene alcuni straffalcioni, erori di oltograffia, concordanze sbagliati, paroli accéntati quanno invece no dovessero esserli e viceserva, coniugazzioni dei verbi aut ov control, insoma una serie di orrori propio da pena blù. Fine dell’esperimento. Come reagirebbe un lettore di quotidiano, di periodico, di testata web mediamente rispettabile davanti un simile capolavoro ortografico, grammaticale, sintattico? La pubblicazione di un testo storpiato e zeppo di errori come quello proposto nella realtà non avviene mai. Come si comporta invece larga parte degli organi di informazione generalisti quando si tratta di fornire informazioni veicolate da linguaggi diversi da quello testuale, in particolare dal linguaggio visivo? Le parole, intanto. Figura 1 Figura 2 Figura 3 Figura 4 Primo errore. Secondo errore.

Sutori: presentare una lezione e coinvolgere la classe Sutori è una stimolante piattaforma che si basa su quello che gli anglosassoni chiamano “digital storytelling”, ovvero uno spazio virtuale che consente all’utente di “raccontare una storia” integrandola ad immagini, video, suoni e, addirittura, forum e sondaggi. Da qui si percepisce che Sutori assolva anche ad una valenza social, finalizzata a coinvolgere chi legge secondo l’ottica del 2.0 (quindi non solo lettura passiva, ma interazione diretta). Diciamo subito che Sutori è una delle tante opzioni in materia di storytelling ma mi piace proporvelo perché fa parte di uno dei miei classici strumenti, sempre presenti nella cassetta degli attrezzi. Per avere subito idea di cosa sia uno storytelling, potete cominciare ad esplorare i vari esempi qui. Vediamo ora, passo dopo passo, come organizzare una lezione. ISCRIZIONE: ci si deve iscrivere. In fondo trovare pure lo spazio per la bibliografia e i credit. Se volete visionare il lavoro utilizzato per questo post, cliccate qui. (Riccardo Storti)

Web 2.0 In telecomunicazioni e informatica per Web 2.0 si intende la fase del Web, successiva al Web 1.0, caratterizzata dalla possibilità degli utenti di interagire e modificare i contenuti delle pagine web online. Descrizione[modifica | modifica wikitesto] Gli scettici replicano che il termine Web 2.0 non ha un vero e proprio significato e dipenderebbe principalmente dal tentativo di convincere media e investitori sulle opportunità legate ad alcune piattaforme e tecnologie. Alcuni come Seth Godin hanno iniziato,[3] ad utilizzare il termine "New Web" (Nuovo Web) in quanto si rimane molto scettici sull'utilizzo dell'etichetta "web 2.0" (o anche 3.0 e successive) quando utilizzata al fine di definire univocamente e generalmente una complessa e continua innovazione dei paradigmi di comunicazione digitale sul web. Analisi storica[modifica | modifica wikitesto] Differenze e confronti con il Web 1.0[modifica | modifica wikitesto] Dai siti web personali ai blog[modifica | modifica wikitesto]

Content curation: organizzare e creare contenuti digitali – Didattica col Web 2.0 In Inglese Content Curation definisce l’attività di trovare, organizzare, annotare e condividere contenuti digitali ritenuti rilevanti e/o interessanti, sia relativi a un argomento specifico oppure un ambito, un pubblico di destinatari o segmento di mercato precisi. La Content Curation quindi si prospetta come strumento interessante e addirittura strategico per condividere informazioni, veicolare notizie, contenuti didattici. Di seguito propongo una serie di strumenti e siti web utili che potrebbero rivelarsi interessanti e gradevoli da adottare, sia a livello personale che in classe.Addict-o-matic – Permette di ricercare i migliori siti sul web, le ultime notizie, post blog, video e immagini.Curata – Curata è il fornitore principale di tutto il software per content curation per il marketing. "Mi piace" Caricamento...

Usare i sensori dello smartphone per esperimenti scientifici Leonardo Banchi L’amore di Google per il mondo della scienza non è certo una novità: la casa americana ha infatti dato vita, fra le sue moltissime iniziative, anche a Making&Science, una piattaforma a disposizione di tutti appassionati che vogliono avvicinarsi alla scienza con esperimenti e video educativi disponibili sul canale Youtube. Ogni scienziato in erba che si rispetti, però, deve avere anche a disposizione degli strumenti per effettuare le proprie misurazioni: ecco perché se appartenete a questa tipologia di persone non potete fare a meno di scaricare l’applicazione gratuita Science Journal. Misurate il mondo con il telefono Science Journal è un’app rilasciata proprio da Making&Science che permette di utilizzare i sensori dello smartphone per effettuare rilevazioni utili per i propri progetti o esperimenti. LEGGI ANCHE: 5 app per… chi ama la scienza Download gratuito Science Journal è disponibile gratuitamente sul Play Store, pronta a trasformarvi in scienziati!

Didattica Inattuale: “Il Diluvio informativo e il prendersi cura” di Gianfranco Marini Posted on dicembre 12, 2017 by tutor lim Intervento di Gianfranco Marini al convegno “Chi ama la scuola la ribalta”, organizzato dall’associazione Flipnet il 20/10/2017 a Roma. Titolo dell’intervento “Il diluvio informativo e il prendersi cura”. Dalla cura dei contenuti alla didattica conviviale, percorso di “didattica inattuale” che muove dalla necessità di valorizzare la cura dei contenuti – sia per la sua valenza educativa – che per le conoscenze e competenze che chiama in gioco. La curation va inquadrata come una pratica che si inserisce nel contesto dell’intelligenza collettiva (Pierre Lèvy) e consente di far fronte al nuovo paradigma conoscitivo per cui la conoscenza è divenuta una proprietà della rete (David Weinberger). Autore: Gianfranco Marini Titolo: Il diluvio informativo e il prendersi cura

Guida base all'uso di Pearltrees Creare belle presentazioni - Notemplate | Powerpoint Liber Liber, Il Modello TIM: Integrare le tecnologie nell'Apprendimento La Matrice di Integrazione della Tecnologia nella Didattica. Presentazione e traduzione In questo post presenterò il modello TIM il cui scopo è quello di offrire un quadro teorico e un percorso pratico per integrare gradualmente le Tecnologie Educative nell’insegnamento e nell’apprendimento. TIM è un acronimo che sta per “Technology Integration Matrix” – “Matrice di Integrazione della Tecnologia“. Il problema dell’integrazione delle tecnologie La questione più problematica, fraintesa e su cui, anche in buona fede, si commettono i peggiori “errori”, è quella dell’integrazione delle tecnologie nella didattica. Il modello TIMIl modello TIM presenta analogie con il modello SAMR, entrambi nascono dalla stessa esigenza: fornire uno strumento per supportare il lavoro degli insegnanti e degli studenti nell’utilizzare efficacemente le “tecnologie digitali e il web” nella didattica. A cosa serve? Com’è costruita la Matrice del modello TIM Traduzione del modello TIM Linkografia1.

Inquinamento: il colpevole nascosto. | Risorse Economia Ambiente Se l’inquinamento prodotto dalle auto è in calo da vent’anni, come mai la situazione dell’aria non migliora? Un articolo da leggere bevendo molta, molta camomilla. Siete avvertiti. Di Dario Faccini E’ ora disponibile la seconda e la terza parte di questo articolo. martellare le auto Da vent’anni siamo sottoposti ad un martellamento mediatico e normativo sulla necessità di rendere le auto meno inquinanti. Ad esempio: sulla carta un’auto diesel EURO I nel 1992 poteva emettere 140mg di polveri per ogni km; 17 anni dopo, con l’EURO V, il limite è a 5mg. Tra le teoria e la pratica però spesso ce ne passa. Figura 1: Per l’Italia, storico delle emissioni PM2,5 del trasporto su strada (auto, moto, furgoni, camion, usura dei pneumatici ma manca quella dell’asfalto), in blu, e degli impianti stazionari a servizio del settore residenziale, in rosso. In Figura 1 si può osservare che effettivamente le emissioni di PM2,5 derivanti dal trasporto su strada sono calate in vent’anni di quasi il 60%. Note

Che cos'è DigCompEdu, per le competenze digitali di docenti e educatori In un recentissimo articolo apparso su questo sito, la collega Silvia Mazzoni elencava cinque punti “programmatici” per lo sviluppo del PNSD. Tra essi, al quarto posto, si trova il curricolo: “pianificare e supportare il lavoro dei docenti rivolto alla declinazione completa e articolata delle competenze digitali”. In effetti, la definizione di un framework comune per le competenze digitali è una delle azioni del PNSD stesso (#14) per la quale era prevista l’istituzione di un tavolo tecnico già per il dicembre 2015. Nel frattempo, tuttavia, il dibattito internazionale e soprattutto europeo sul tema si è arricchito di una proposta specifica per i docenti: il framework DigComp, pensato come modello delle competenze digitali del “cittadino europeo”, a sua volta citato dal PNSD come importante fonte di ispirazione proprio dell’azione #14 (ma qui si rischia il corto-circuito!), è ora corredato anche di una versione “educational”, rivolta agli insegnanti.

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