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Un modello per il coding a scuola – CodeMOOC

Un modello per il coding a scuola – CodeMOOC
Non sarò breve. Per avviare un ragionamento sul coding a scuola occorre prima di tutto intendersi sul significato di alcuni termini, senza la pretesa di (ri)definirli o di fare un glossario esaustivo, ma allo scopo di adottare una convenzione che riduca il rischio di fraintendimento, almeno nell’ambito di questa riflessione. In che relazione stanno tra loro questi termini? La programmazione è una delle attività prevalenti nell’ambito dell’informatica, in quanto permette di utilizzare dispositivi esistenti (hardware) per fare cose nuove scrivendo nuovi programmi (software). Dati di fatto: Dal 2013 il coding è stato posto al centro di campagne di sensibilizzazione a livello internazionale (Europe Code Week, Computer Science Education Week) finalizzate a ridurre lo skill gap e il gender gap. Il ruolo della scuola Che la scuola abbia un ruolo fondamentale è implicito nell’idea stessa di alfabetizzazione funzionale, ma vale la pena di dirlo comunque. Disciplina o approccio metodologico? Related:  CODINGguide, corsi, idee

Il coding arriva in classe: “Un’opportunità didattica per l’inclusione” All’ “Alighieri-Tanzi” di Mola di Bari, piccolo centro del barese, “Programma il futuro” è parso subito un’opportunità da cogliere in un’ottica di riflessione/sperimentazione didattica e pedagogica continua, aspetto irrinunciabile della professione docente. La sua vocazione all’expertise e il suo approccio computazionale costituiscono un tentativo di rispondere allo Zeitgeist contemporaneo, in un interessante bilanciamento di aspetti formali dell’apprendimento con quelli informali del coinvolgimento attraverso il gioco. Accettando volentieri questa nuova sfida – docente di lettere con una prima laurea in Filologia classica, forse un po’ atipica per lo stereotipo tradizionale- ho deciso di attuare il progetto in via sperimentale con i ragazzi di seconda media, una classe eterogenea per livelli di apprendimento e contesti d’appartenenza. Alla piacevole sorpresa di poter (finalmente !) I ragazzi della 2a AT della scuola media di Mola di Bari

National curriculum in England: computing programmes of study Purpose of study A high-quality computing education equips pupils to use computational thinking and creativity to understand and change the world. Computing has deep links with mathematics, science and design and technology, and provides insights into both natural and artificial systems. The core of computing is computer science, in which pupils are taught the principles of information and computation, how digital systems work and how to put this knowledge to use through programming. Aims The national curriculum for computing aims to ensure that all pupils: Attainment targets By the end of each key stage, pupils are expected to know, apply and understand the matters, skills and processes specified in the relevant programme of study. Schools are not required by law to teach the example content in [square brackets]. Subject content Key stage 1 Pupils should be taught to: Key stage 2 Key stage 3 Key stage 4 All pupils should be taught to:

CodeWeek Italia – Il coding è per tutti, come la scuola Il senso profondo del pensiero computazionale Ho dato un titolo inglese a un libro in italiano. Può sembrare una scelta discutibile, ma non è colpa mia, è colpa del coding. Coding è un termine inglese che ho deciso di non tradurre per riempirlo del significato che di fatto ha assunto negli ultimi anni in Italia e nel mondo, o almeno del significato che ha assunto per me. Coding indica l’uso di strumenti e metodi di programmazione visuale a blocchi per favorire lo sviluppo del pensiero computazionale. Il pensiero computazionale è la capacità di individuare un procedimento costruttivo, fatto di passi semplici e non ambigui, che ci porta alla soluzione di un problema complesso. La programmazione visuale non è nient’altro che un metodo di rappresentazione che ci permette di esprimere un procedimento come concatenazione di blocchi colorati che ne rappresentano i passi elementari, o le istruzioni che li descrivono. La programmazione visuale non è strettamente necessaria. Coding in classe Alessandro Bogliolo

Introduzione a Scratch: 4, interagiamo Nella terza parte abbiamo visto il funzionamento dei blocchi logici e di alcuni degli operatori a loro associati. Ora proseguiamo nella nostra esplorazione e vediamo come possiamo migliorare il livello di interazione del linguaggio. Questa volta Scratch Cat chiederà informazioni direttamente a noi, le memorizzerà e le utilizzerà per elaborare un risultato. Riprendiamo un po’ lo schema che avevamo usato nella seconda parte per lo scambio di saluti fra Scratch Cat e Girl2, e diamo una occhiata a questo codice (potete aprirlo qui): Quando clicchiamo sulla bandierina verde, il gattino comincerà presentandosi, poi chiederà ‘E tu chi sei?’ fermandosi in attesa di una risposta (comando chiedi… e attendi). Facciamo una prova pratica con questo codice: Scratch Cat ci chiederà due numeri e ci dirà la somma di essi: Per scriverlo a mano dobbiamo preventivamente creare due variabili, chiamate num1 e num2, in cui conserveremo i due numeri da sommare. Come funziona il programma? (Segue)

Lezioni di conding con Google Dettagli Categoria: Google in classe Creato: Sabato, 04 Novembre 2017 17:50 Vuoi insegnare il coding in classe ma non sai da dove partire? Google ancora una volta viene in nostro aiuto con Blockly, un linguaggio di programmazione molto semplice nato come risposta a Scratch.Blockly è un ottimo ponte tra Scratch e linguaggi di codifica più avanzati perché utilizza ancora blocchi colorati ma introduce una corretta terminologia. Puzzle è una rapida introduzione alle forme di Blockly.Maze (labirtinto) è un'introduzione alla programmazione a cicli e condizionale. L’ora del codice a scuola: opportunità e idee di Andrea Patassini Dal 7 al 13 dicembre si rinnova l’appuntamento con le iniziative proposte nell’ambito della Settimana per l’educazione all’informatica. Evento cardine la cosiddetta Ora del codice, ovvero l’occasione per avvicinare studenti, insegnanti ed educatori ai concetti basilari della programmazione. L’occasione potrebbe essere interessante soprattutto per chi è alle prime armi, per chi è incuriosito dal termine coding contestualizzato nell’ambito didattico ma ancora ne sa poco. Chi? L’Ora del codice fa riferimento a Code.org, un’associazione senza scopo di lucro orientata a promuovere l’informatica nel contesto scolastico. Il successo italiano L’edizione del 2014 de L’ora del codice ha registrato 5677 eventi sparsi lungo il nostro territorio, moltissimi di questi organizzati all’interno delle scuole. Come partecipare Gli insegnanti interessati che non hanno preso parte all’edizione dello scorso anno possono iscriversi sul sito Programma il futuro. Qualche idea Mi piace:

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