background preloader

Che cosa è il Design Thinking e come attuarlo in classe (in 6 step)

Che cosa è il Design Thinking e come attuarlo in classe (in 6 step)
“Essere empatici. Cercare di capire a che cosa la gente dia veramente valore. La grande cosa del Design Thinking è che permette alle persone di costruire idee sulle idee degli altri. Tu pensi a qualcosa, io ho un’idea, poi qualcuno da qualche parte dice: ‘Ehi, questo mi ha fatto pensare che dovremmo fare questo e potremmo fare quello.’ Così arrivi ad un punto che non avresti mai raggiunto con un’unica mente”. David Kelley (Professore alla Stanford University e fondatore dell’azienda di Design IDEO) sintetizza così il Design Thinking mettendo in evidenza alcune delle principali caratteristiche distintive della metodologia: lo human-centred approach, la multidisciplinarità e la collaborazione, la creatività e la propensione per le “wild ideas” che permettono di andare oltre i limiti della conoscenza, per un approccio innovativo alla didattica. Il processo del Design Thinking in classe Le sei fasi del Design partecipativo 1. 2. 3. 4. 5. 6. Le d.school di Stanford e di Postdam @grocco4

http://ischool.startupitalia.eu/education/53146-20160401-design-thinking-scuola

Related:  didattica in azione: metodologieMETODOLOGIAilemelliICT_Didattica

COOPERATIVE LEARNING Il Cooperative Learning costituisce una specifica metodologia di insegnamento attraverso la quale gli studenti apprendono in piccoli gruppi, aiutandosi reciprocamente e sentendosi corresponsabili del reciproco percorso. L’insegnante assume un ruolo di facilitatore ed organizzatore delle attività, strutturando “ambienti di apprendimento” in cui gli studenti, favoriti da un clima relazionale positivo, trasformano ogni attività di apprendimento in un processo di “problem solving di gruppo”, conseguendo obiettivi la cui realizzazione richiede il contributo personale di tutti. Tali obiettivi possono essere conseguiti se all’interno dei piccoli gruppi di apprendimento gli studenti sviluppano determinate abilità e competenze sociali, intese come un insieme di “abilità interpersonali e di piccolo gruppo indispensabili per sviluppare e mantenere un livello di cooperazione qualitativamente alto” Quali vantaggi presenta? Che cosa rende efficace la cooperazione ?

Prowise Presenter: creare lezioni ed archiviarle nel cloud Prowise Presenter è uno strumento didattico gratuito molto versatile che puo' essere utilizzato a scuola in diversi contesti. Consente infatti di creare lezioni digitali utilizzando un ricco set di strumenti. Tutto cio' che andrete a creare risiederà direttamente nel cloud e quindi non occuperà nessuno spazio nei vostri dispositivi. Ma c'e' di più! "Nativi digitali"? La mera tecnologia non aiuta la Scuola La settimana scorsa il prof. Paolo Ferri è intervenuto su questo giornale a proposito della vexata quaestio relativa all'esistenza dei “nativi digitali”. Nel farlo ha citato alcune mie ricerche come esempio di “tecno-scetticismo”.

TED arriva nelle scuole: spiegherà agli studenti come fare "il miglior talk d... Per la prima volta un’istituzione, il ministero dell’Istruzione italiano, ha firmato un accordo con il TED Global (TED sta per Technology, Entertainment e Design), l’organizzazione non profit che si occupa di diffondere le idee “che meritano di essere diffuse”. Come? Attraverso conferenze dal format peculiare: interventi singoli di persone che, in piedi, su un palco, raccontano in massimo 18 minuti un’idea che hanno avuto, un’innovazione che sono riusciti a realizzare, un progetto che ha avuto o avrà un impatto importante nella vita delle persone. Ora, grazie al protocollo firmato questa mattina tra il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini e il coordinatore del TED Global Bruno Giussani, questo format per il “public speaking” verrà diffuso anche in tutte le scuole superiori italiane. Lo scopo del progetto è valorizzare le idee dei giovani, potenziare le loro capacità argomentative, ed introdurli in un mondo di idee di grande valore. TED globale e TEDx

I Nativi Digitali pensano e apprendono diversamente Francesca Ungaro Webwriter e Content Manager. Psicologa.Ho lavorato come Responsabile della Comunicazione Corporate. Psicologia e scrittura sono le realtà che si intrecciano da sempre nella mia vita. Realtà virtuale “Il vedere viene prima delle parole. Il bambino guarda e riconosce prima di essere in grado di parlare. […] È il vedere che determina il nostro posto all’interno del mondo che ci circonda; quel mondo può essere spiegato a parole, ma le parole non possono annullare il fatto che ne siamo circondati”. Inizia così John Berger in Questioni di sguardi, uno di quei libri fondamentali per capire meglio come si forma la nostra percezione del reale. Se il vedere viene prima delle parole, lo sguardo poi però si costruisce storicamente, strato dopo strato, influenzato da ciò che sappiamo, che crediamo e da quello che sentiamo, sia come individui sia come collettività. La vicenda delle arti visive, della rappresentazione in immagini della realtà, non può che riflettere la successione di questi sguardi impregnati di storia.

Come usare le annotazioni di YouTube Guida completa alle annotazioni di YouTube Le annotazioni di YouTube sono fra gli strumenti più preziosi che YouTube ci offre per aumentare gli iscritti del canale, rendere più coinvolgenti i video, aggiungere informazioni, creare storie interattive, linkare il tuo sito web oppure altri video, canali o playlist. Puoi decidere tu cosa scrivere nell’annotazione e in che posizione del video inserirla: tutto quello che ti serve è un po’ di creatività e buon senso. Puoi raggiungere direttamente l’informazione che cerchi oppure leggere tutta la guida. Cosa sono le annotazioni? Le annotazioni ti permettono di aggiungere un punto di interesse (evidenziare un’area del video) o un testo interattivo (un testo con un link) all’interno del video.

Generazione Digitale - I nuovi spazi della scuola Quando si parla della scuola del futuro, ovviamente il primo pensiero va alle nuove tecnologie, la cui introduzione, se pur con tempi diversi, si sta facendo pian piano strada nelle scuole del Paese. Ma con l'arrivo di nuovi strumenti e la diffusione di una didattica innovativa nei processi di apprendimento, non è pensabile che anche gli spazi e gli arredi restino uguali a quelli di una volta. C'è bisogno di un cambiamento negli ambienti d'apprendimento, ne parliamo con i nostri ospiti: Rita Coccia, dirigente scolastico dell’Istituto Volta di Perugia, Elisabetta Mughini, ricercatrice Indire, l’Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa, i nostri ragazzi e il professore Mario Morcellini. Tags

Videoconferenze Registrazione della videoconferenza del 16/12/2016Relatrice: Iliana Morelli, specializzata nel coordinamento dei Servizi Educativi dell’Infanzia con focus montessoriano presso l’Università Roma Tre. Fondatrice di Boboto, (società fondata con l'obiettivo di promuovere attività orientate al mondo dell'educazione, dell'inclusività e dell'innovazione sociale attraverso la collaborazione con enti pubblici e privati, con enti di ricerca e con la società civile) ed ideatrice del progetto MONTESSORI 3D nato per rendere la pedagogia montessoriana quanto più fruibile e inclusiva, in tutti i contesti educativi, nella scuola e fuori la scuola, con gli insegnanti e con il nucleo familiare.Tematica dell’incontro: Maria Montessori oggi, tra "imparare facendo" e "apprendimento cooperativo"rivolto alle insegnanti della scuola primaria e della scuola dell'infanzia.Link presentazione: boboto-webinar-flipnet

Lezioni Interattive con TED Ed Lesson Perché approcci quali il Blended Learning e la Flipped Classroom non si riducano alla migrazione di un modello di didattica trasmissiva dall’ambiente fisico dell’aula a quello virtuale del web, occorre sfruttare tutte le potenzialità della comunicazione digitale per assicurare alle nostre lezioni pubblicate online il maggior grado possibile di interazione dialogica e ricchezza comunicativa. Qualora ci si limitasse a pubblicare online video lezioni, non si farebbe altro che perpetuare i limiti della lezione frontale intesa come trasmissione di contenuti predefiniti a un “pubblico” di video spettatori passivi. 1.

Storytelling digitale in classe: alcuni spunti e consigli per gli insegnanti Cos’è lo storytelling? E’la capacità di raccontare una storia. Niente di più di semplice, dunque, per gli insegnanti. Se parliamo invece di storytelling digitale intendiamo la stessa capacità di raccontare qualcosa, ma utilizzando strumenti digitali come video, immagini, mappe e infografiche, file audio e tutta una serie di strumenti innovativi che possono arricchire lo storytelling e rendere più interessante, coinvolgente e accattivante una lezione. Il digitale a scuola / Le opportunità Storia dell'articolo Chiudi Questo articolo è stato pubblicato il 19 febbraio 2016 alle ore 06:56. “Se la scuola rimane lontana dalla tecnologia che i ragazzi utilizzano quotidianamente per comunicare perde una grande occasione per ridurre le distanze e diventare credibile”.

Metodologie Attive: il Debate. Di che si tratta Una delle metodologie didattiche attive che merita un sempre maggiore interesse da parte soprattutto dei docenti della scuola secondaria, sia di primo che secondo grado, è il debate o “dibattito critico”. Si tratta di una tecnica mediante la quale due studenti, o due gruppi di studenti, si confrontano dialetticamente su un problema dato, all’interno di una cornice di regole, strumenti e tempi decisa a monte col docente. Tale tecnica, molto adoperata nelle scuole anglosassoni (in alcuni casi è persino curricolare), affonda le sue radici nelle “controversiae et suasoriae” del mondo latino o, per avvicinarci maggiormente al nostro tempo, nelle “disputationes” medievali.

Related: