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Il modello SAMR

Il modello SAMR
Un divertente esercizio accademico cui si può giocare può essere quello di burlarsi della magica parola "inclusione", un must di chi voglia a qualsiasi titolo affermare una qualsiasi cosa intorno alle politiche scolastiche e alla didattica, si potrebbe anche dire che l'espressione "inclusione" costituisca l'ultima frontiera del "politicamente corretto" nella didattica parlata. Il fatto è che, a fronte di un sempre maggior dispendio di risorse e impegno per includere, il numero degli esclusi si mantiene costante. Pubblico quindi questo testo, che trovai tempo fa in rete, firmato da un certo Franco Margianni, pur non condividendo quanto vi si sostiene e per il troppo cinico sarcasmo e per la polemica inconcludenza. Sospetto anzi che lo stesso nome dell'autore sia uno pseudonimo, dato che non ne ho trovato traccia in rete. D'altronde è pur vero. come diceva quel tale, che burlarsi di qualcosa è il solo modo di affrontarla seriamente. Come reagisce la politica scolastica a questo problema?

http://gianfrancomarini.blogspot.com/2016/01/integrare-le-nuove-tecnologie-nella.html

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Creare app per la didattica Mi capita spesso di segnalare applicazioni per utilizzare i vari dispositivi mobili a scuola. Questa è la prima volta in cui segnalo invece strumenti con cui gli insegnanti possono creare app per la didattica. Ovviamente occorre utilizzare specifiche applicazioni Android e Apple che permettono di costruire veri e propri software da utilizzare in classe, senza possedere particolari conoscenze di programmazione.

Il Modello TIM: Integrare le tecnologie nell'Apprendimento La Matrice di Integrazione della Tecnologia nella Didattica. Presentazione e traduzione In questo post presenterò il modello TIM il cui scopo è quello di offrire un quadro teorico e un percorso pratico per integrare gradualmente le Tecnologie Educative nell’insegnamento e nell’apprendimento. Dal momento che le 25 casella della matrice sono in inglese le ho tradotte.

Curriculum vitae – Franca Da Re franca.dare2@istruzione.it franca.dare@alice.it franca.dare@pec.it Diploma di Istituto Magistrale – 1979 Hardware informatico spiegato da Common Craft Explained by Common Craft I computer fanno ormai parte della nostra vita, e pertanto è utile sapere come funzionano. Sembrano complicati all’interno, ma basta comprenderne alcune parti per capirli meglio. Questo è Hardware informatico spiegato da Common Craft. Li hai visti. Sono di tutte le forme e misure, ma funzionano tutti allo stesso modo. Se guardassi all’interno di questi computer, vi troveresti gli stessi componenti di base.

Formazione Professione Insegnante: Course categories Skip to main content Collapse all Generale Informatica e didattica Una mappa per la formazione digitale degli insegnanti – BRICKS scarica la versione PDF del lavoro La situazione delle tecnologie nella scuola italiana L’ultima legge sulla scuola (riguardo all’aggettivazione della quale credo debba essere almeno lasciata libertà di giudizio) stabilisce l’ingresso delle competenze digitali tra quelle irrinunciabili per gli studenti, in accordo col piano Scuola Digitale e richiamando quanto già stabilito – ma senza conferire ad esse autonoma dignità – nel profilo degli studenti in uscita dalla scuola dell’obbligo del ministro Fioroni del 2007 (1).

Unità di Apprendimento Significativo Costruire Unità di Apprendimento Significativo per la costruzione di Competenze in 14 mosse I 5 grandi errori sulla tecnologia didattica – Il digitale a scuola – Medium All’indomani della diffusione dei dati OCSE su digitale e scuola, secondo i quali non si erano riscontrati miglioramenti apprezzabili nelle scuole che facevano uso del digitale, avevo scritto un articolo in cui facevo una sintetica rassegna stampa di ciò che era stato detto al riguardo e concludevo con un appello a focalizzare l’attenzione più sulle metodologie che sugli strumenti. Mi era però sfuggito l’interessante articolo “I cinque grandi errori sulla tecnologia didattica e come correggerli” in cui l’autore, Yong Zhao, riprende le argomentazioni di un suo libro dal titolo simile e sintetizza i 5 fondamentali malintesi che fanno vacillare il rapporto tra tecnologia e didattica: 1 La tecnologia non deve sostituire l’insegnante: ci sono cose che le tecnologie possono fare in modo più efficace e che permettono all’insegnante di risparmiare tempo e fatica per dedicarsi a ciò che esse non sono in grado di fare (o comunque non meglio dell’insegnante). Dipende dai tuoi obiettivi didattici.

Le grandi imprese non si compiono da soli: Apprendimento Cooperativo — Your Edu Action Cos’è l’apprendimento cooperativo? L’apprendimento cooperativo (a.c o cooperative learning) è un metodo di insegnamento che consente agli studenti di raggiungere obiettivi di apprendimento, lavorando in piccoli gruppi in cui gli alunni si migliorano reciprocamene. Esso può essere applicato a ogni materia, curriculo e compito. Per metterlo in atto e trarne tutti i vantaggi che offre è necessario seguire tutte le indicazioni e suggerimenti che gli esperti del metodo possono fornire per formare gli insegnanti. Perché usare l’apprendimento cooperativo? Scuola, il paradosso di tanta tecnologia che non fa vera innovazione Una carrozza senza cavalli. Utilizzo spesso questa immagine di una delle prime automobili, nelle conferenze alle quale ho occasione di partecipare, ma anche durante gli incontri di formazione relativi al PNSD che sto tenendo in giro per l’Italia. Rappresenta, appunto, una delle prime automobili, anche se a prima vista sembra una carrozza. In effetti, è proprio una carrozza. Una carrozza senza cavalli, ma con ancora tutte le caratteristiche del precedente modello tecnologico di mezzo di trasporto.

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