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Art. 100 - Classificazione

Maggiori informazioni. Contratto Commercio - Come funziona il passaggio di livello. In molti ci hanno chiesto come avviene il passaggio di livello nel CCNL del Commercio, soprattutto per quanto riguarda gli avanzamenti.

Contratto Commercio - Come funziona il passaggio di livello

Cerchiamo allora di fare un po' di chiarezza! Per prima cosa è bene conoscere le varie mansioni dei 7 livelli presenti nel contratto. Molti infatti non hanno ben chiara a quale livello sia legata una determinata posizione (es. commesso). Oltre a ciò è bene distinguere il passaggio di livello dagli scatti di anzianità. Quest'ultimi sono obbligatori e nel caso del commercio avvengono ogni 3 anni.

Il passaggio di livello invece non è obbligatorio, si può restare ad uno stesso livello anche per tutta la propria carriera lavorativa. Contratto Commercio - I livelli in dettaglio. Il CCNL del Commercio ha subito diversi cambiamenti nel corso degli anni, ma la classificazione dei livelli è rimasta la stessa e in questo post cercheremo di entrare nei dettagli dei 7 livelli che compongono questo contratto.

Contratto Commercio - I livelli in dettaglio

Nel testo definitivo del contratto (pag. 109) sono spiegati in dettaglio le varie mansioni lavorative per ogni livello, come anche il funzionamento del passaggio di livello. Entriamo più nello specifico: Primo livello Mansioni con responsabilità esecutive che supervisionano unità produttive o hanno funzioni organizzative: responsabile amministrativo, contabile o tecnico; responsabile di negozio, filiale o di supermercato; capo officina; responsabile marketing, PR o commerciale; art director o producer; account executive o media planner; product manager. Terzo livello Mansioni con specifiche conoscenze tecniche ed una adeguata esperienza: commesso specializzato; operaio specializzato; addetto vendita; impiegato amministrativo; tecnico riparatore. Quanto si guadagna in Italia: gli stipendi medi per inquadramento, territorio e dimensione aziendale.

Gli stipendi ricominciano a salire anche in Italia, in misura contenuta ma sufficiente a generare un trend di respiro nazionale.

Quanto si guadagna in Italia: gli stipendi medi per inquadramento, territorio e dimensione aziendale

Nel primo semestre 2016 le retribuzioni sono aumentate dell’1,7% rispetto all’intero anno 2015, quando invece l’incremento sull’anno precedente era stato solo dello 0,1%. E la tendenza al rialzo è stata registrata per tutti gli inquadramenti contrattuali con l’unica eccezione dei dirigenti, che invece in questa prima metà d’anno hanno visto lo stipendio ridursi mediamente dell’1%. La retribuzione media italiana nel confronto europeoLa panoramica sullo scenario retributivo italiano arriva dall’aggiornamento semestrale dell’Osservatorio JobPricing, secondo il quale un lavoratore dipendente italiano percepisce in media uno stipendio lordo annuo di 29.176 euro. Le retribuzioni medie per genere Nel primo semestre 2016 gli uomini percepiscono in busta paga l’11,6% in più rispetto alle donne – 30.430 euro lordi annui contro i 27.269 delle donne.

Tabelle Retributive CCNL Commercio Terziario e Servizi - Allegato A. Commercio, Terziario, Distribuzione, Servizi, Pubblici Esercizi e Turismo Validità 2013, 2014, 2015, 2016 Settore Commercio, Terziario e Servizi (Artt. 33 e 34 CCNL) Retribuzioni Base Tabella a: Artt. 111 comma 1 lett. a e 113 del presente CCNL.

Tabelle Retributive CCNL Commercio Terziario e Servizi - Allegato A

Tabella b: Ai sensi dell’articolo 34 del presente CCNL è prevista una “Retribuzione di primo ingresso” da corrispondere con le modalità e in relazione alle qualifiche di seguito elencate. Tabella c: Ai sensi dell’articolo 54 comma 2 lett. a,b e c del presente CCNL è prevista una retribuzione ridotta da corrispondere, ai lavoratori apprendisti, con le modalità e tempistiche di seguito elencate.

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Lavoro e previdenza sociale - Cartellini identificativi dei lavoratori - 11... [doc web n. 30991] Lavoro e previdenza sociale - Cartellini identificativi dei lavoratori - 11 dicembre 2000 Il provvedimento interessa i dipendenti di pubbliche amministrazioni, aziende sanitarie, compagnie aeree, aziende di trasporto, servizi di ristorazione, ecc. e individua i presupposti e le garanzie per gli interessati per ciò che riguarda l'inclusione delle loro generalità e di altri dati personali nei badge o cartellini identificativi utilizzati sul posto di lavoro.

Lavoro e previdenza sociale - Cartellini identificativi dei lavoratori - 11...

Orario di lavoro - Wikilabour - Dizionario dei diritti dei lavoratori. La disciplina dell’orario di lavoro è stata più volte modificata nel corso degli ultimi anni.

Orario di lavoro - Wikilabour - Dizionario dei diritti dei lavoratori

In un primo momento il legislatore era intervenuto con la Legge 196/1997 (cd. “Legge Treu”). Successivamente il D.Lgs. 66/2003, recependo le Direttive comunitarie 93/104/CE e 2000/34/CE, ha introdotto una regolamentazione quadro in materia di orario di lavoro e altre importanti questioni ad esso connesse. Sulla scorta della nuova normativa, si può definire l'orario di lavoro come il periodo in cui il lavoratore è al lavoro e a disposizione del datore di lavoro, con l'obbligo di esercitare la sua attività o le sue funzioni. Al contrario, qualsiasi periodo che non rientra nell'orario di lavoro è definito come periodo di riposo. Flessibilità oraria - Orario flessibile individuale. Cos’è La flessibilità individuale legata agli orari di lavoro permette al singolo lavoratore di variare la presenza in azienda attraverso regole predefinite, su base giornaliera, settimanale, mensile o annuale.

Flessibilità oraria - Orario flessibile individuale

Le modalità più diffuse attraverso cui viene realizzata concretamente tale forma di flessibilità oraria sono: l’ingresso e l’uscita giornaliera dall’azienda entro fasce predeterminate, lasciando comunque un ampio margine di scelta al singolo lavoratore, allo scopo di consentire una migliore conciliazione con gli impegni familiari (ad esempio, per accompagnare e/o riprendere i figli a scuola); ROL, utilizzazione collettiva riduzione dell’orario di lavoro. Buongiorno,lavoro presso una società di consulenza informatica con contratto CCNL Metalmeccanica-Piccole e medie imprese.L'azienda ha comunicato a tutti i dipendenti che a partire dal 1° Marzo l'orario di lavoro settimanale definito in azienda, verrà ridotto di 15' minuti al giorno utilizzando le 72 ore annue di permessi retribuiti (ROL) previsti dal CCNL.

ROL, utilizzazione collettiva riduzione dell’orario di lavoro

Immagino si tratti di una possibilità prevista dalla normativa, ma mi chiedo se tale riduzione di orario può essere una modifica definitiva al contratto o se invece si tratta di una necessità legata a particolari periodi e che deve essere quindi limitata nel tempo. Restando in attesa di un Vostro cortese riscontro, porgo distinti saluti. I Rol sono determinati su base annua dalla contrattazione collettiva, anche a livello decentrato; non si tratta quindi assolutamente di una modifica definitiva del contratto individuale di lavoro, in ragione dell'annualità con cui si determinano i rol !!!

A disposizione per chiarimenti. AITI Servizi - Il regolamento aziendale: uno strumento troppo spesso controverso. Il regolamento aziendale è divenuto un documento sempre più presente nei rapporti tra azienda e lavoratore, vieppiù importante nella gestione dei singoli contratti di lavoro e - in termini più generali - dell’attività del dipendente.La legge non ne impone l’adozione (fatta eccezione per le aziende industriali), ma esso diviene tuttavia uno strumento gestionale pressoché indispensabile per i datori di lavoro che occupano più lavoratori.Se la sua utilità è certa, è d’altro canto necessario conoscerne a fondo le caratteristiche e la portata, per non rischiare che esso diventi un ostacolo nella dinamica gestione del lavoro.

Il regolamento aziendale è definito come la raccolta delle direttive generali (ovvero delle istruzioni) del datore di lavoro all’indirizzo del lavoratore, nel contesto della sua incombenza di istruire il dipendente su come il lavoro deve essere svolto. Avv. Il concetto di orario di lavoro effettivo. Tempo-tuta e obbligo di retribuzione. Se quando parliamo di orario di lavoro ci riferiamo a "qualsiasi periodo in cui il lavoratore resta a disposizione del proprio datore di lavoro, nell'esercizio delle sue attività lavorative o delle sue funzioni" (con esclusione degli intervalli di tempo in cui il dipendente gode della piena disponibilità), allora non possiamo certo escludere che il tempo impiegato dal lavoratore per indossare e togliere la divisa nel luogo di lavoro possa essere considerato come "orario di lavoro da retribuire".Secondo la giurisprudenza di merito, l'ago della bilancia che ci consente di stabilire se tali attività debbano essere (o meno) retribuite a tutti gli effetti come tempo di lavoro, è rappresentato dalla configurazione in capo al lavoratore subordinato stesso della facoltà di "scegliere" il tempo, le modalità ed il luogo in cui svolgere le stesse (rientrandovi così tutte quelle operazioni eterodirette e regolamentate dal datore di lavoro) (Trib.

Art 6 dello Statuto dei lavoratori. L'articolo 6 dello Statuto dei lavoratori con la giurisprudenza di legittimità rilevante in materia di visite personali di controllo Visite personali di controllo. Le visite personali di controllo sul lavoratore sono vietate fuorché nei casi in cui siano indispensabili ai fini della tutela del patrimonio aziendale, in relazione alla qualità degli strumenti di lavoro o delle materie prime o dei prodotti.

Controlli a distanza. Con la pubblicazione nel numero 221 della Gazzetta Ufficiale del 23 settembre scorso (Suppl. Ordinario n. 53), è entrato in vigore il Decreto Legislativo n. 151 del 14 settembre 2015, recante «Disposizioni di razionalizzazione e semplificazione delle procedure e degli adempimenti a carico di cittadini e imprese e altre disposizioni in materia di rapporto di lavoro e pari opportunità, in attuazione della legge 10 dicembre 2014 n. 183». Unitamente agli altri decreti attuativi del progetto di riforma del lavoro, il Jobs Act, questo testo affronta, in particolare, l’aggiornamento di un insieme di regole e procedure alla luce delle innovazioni tecnologiche intervenute nei modelli e nei contesti aziendali lavorativi e produttivi. Nella sua formulazione originaria l’articolo 4 dello Statuto dei lavoratori al comma 1 stabiliva un divieto assoluto di utilizzo di impianti audiovisivi e di altre apparecchiature per finalità di controllo a distanza dell'attività dei lavoratori.

Telecamere sul posto di lavoro? Controllo a distanza nel Jobs act. Nel testo Jobs Act Riforma del lavoro confermato l'utilizzo videosorveglianza per il controllo a distanza dei dipendenti prima vietata da Statuto lavoratori Telecamere sul posto di lavoro? Non più vietate. Futura And Moto X: Graffiti And Tech Meet Via Text - The Official Motorola Blog. Forum di assistenza di Facebook. Comment Facebook gère-t-il le budget de mon ensemble de publicités ? Facebook for Business. Perché non devi comprare i Facebook Like. Pubblicità su Facebook - Guida base alle Facebook Ads. Pubblicità su Facebook - Okpedia. Tutti i vantaggi della certificazione. Generatore di codici a barre online, gratuito! Pages d’aide de Facebook. 29 Press Release Examples From The Pros.

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