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Carretti Siciliani Pittura

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I carrettieri ragusani di Dolce & Gabbana - Cultura Ragusa. Ragusa - Domenico Dolce e Stefano Gabbana da una parte, Biagio Castilletti e Damiano Rotella dall’altro.

I carrettieri ragusani di Dolce & Gabbana - Cultura Ragusa

Stilisti i primi, maestri di carretto i secondi. Quelli del made in Italy vantano respiro internazionale, gli altri del made in Sicily una tradizione plurisecolare. I primi sono noti a tutti in tutto il mondo, gli altri a pochi a Ragusa. L’incontro sarebbe improbabile se solo i due stilisti non fossero famosi per la riscoperta di una Sicilia dimenticata che diventa ultima tendenza e di artigiani eccezionali con cui collaborare.

Così l’anno scorso hanno trovato a Ragusa i due mastri di carretti e da allora commissionano loro autentiche opere d’arte: ed è così che il made in Ragusa è diventato Dolce e Gabbana. Tra un palazzo e una chiesa UNESCO, la bottega non si nota neanche, umile come i suoi proprietari, custode come loro di tradizione e di innovazione. I due sono in realtà molto diversi. Vogue. As I write this, I have a Dolce & Gabbana dress I can’t afford sitting in my virtual shopping cart on Barneys.com.

vogue

It’s minimized on my desktop so that, just in case I should happen to receive a sudden influx of cash from God knows where, I’m ready and can quickly snap it up before it sells out. So, needless to say, this self-confessed sucker for a floral print inspired by Southern Italy and home décor–obsessive was excited to learn that her favorite brand is releasing a collection of kitchen appliances. I carrettieri ragusani di Dolce & Gabbana - Cultura Ragusa. A "maidda" siciliana. Www.gianfrancofiore.it. Il carretto siciliano. JDPaint - ZBrush - Photos. La Sicilia in un Carretto: oggi ho incontrato Gianfranco Fiore.

La Sicilia in un Carretto: oggi ho incontrato Gianfranco Fiore Amici di Tury!

La Sicilia in un Carretto: oggi ho incontrato Gianfranco Fiore

Oggi vi porto a Partinico (PA), alla scoperta di un’arte siciliana ormai quasi perduta ma alla quale si dedica con grande passione il pittore Gianfranco Fiore, uno dei pochi pittori di Carretti Siciliani in attività. Infatti, i cosiddetti “pitturi ri carretti” sono una vera rarità e sarà un privilegio per te, che vuoi conoscere a fondo anche gli aspetti prettamente legati alla tradizione e al folklore siciliano durante il tuo viaggio o la tua vacanza in Sicilia, poter ammirare dal vivo questa meravigliosa forma di artigianato siciliano ormai quasi estinto.

“U Carrettu” Siciliano trova origine nel ‘700 come mezzo di trazione da lavoro, sia in campagna che in città, tra i venditori ambulanti. Sono proprio questi ultimi che decoreranno i propri Carretti al fine di attirare maggiormente l’attenzione dei clienti, come fosse una grande insegna al neon d’altri tempi! Www.gianfrancofiore.it. Il Carretto Siciliano: storie e tradizioni. Per molto tempo è stato uno strumento di lavoro fondamentale per i venditori ambulanti che – per attirare l’attenzione sulla propria merce – bardavano riccamente mezzi di trasporto e cavalli con placche di cuoio, chiodi dorati, specchietti, pennacchi e campanelli, e inoltre intagliavano le fiancate, decorandole con storie di eroi e santi.

Il Carretto Siciliano: storie e tradizioni

Storie che ancora oggi raccontano il viaggio affascinante attraverso l’identità di una terra. Per immergerti pienamente nello spirito della Sicilia, non perderti MUSCÀ – Museum of Sicilian Cart, dedicato al Carretto Siciliano e all’Opera dei Pupi. La mostra, a cura dell’Associazione Carretti Siciliani Trecastagni in collaborazione con il Comune di Taormina, si terrà al Palazzo dei Congressi della città messinese dal 15 maggio al 30 settembre, e potrà essere visitata tutti i giorni dalle ore 10:00 alle 22:00. Biglietti: 5 euro intero, 3 euro ridotto. Ecco cinque aspetti del Carretto Siciliano da conoscere per prepararsi alla mostra. PALERMO vs.CATANIA. Come dipingeva un pittore del Cinquecento: la tecnica di Palma il Vecchio.

Alla recente mostra su Palma il Vecchio (1480 circa - 1528, vero nome Jacopo Negretti), che si è tenuta alla GAMeC di Bergamo, era esposto, tra gli altri, un importante e interessante dipinto, il cosiddetto Ritratto incompiuto, conservato agli Uffizi.

Come dipingeva un pittore del Cinquecento: la tecnica di Palma il Vecchio

Si tratta di un olio su tavola dipinto su entrambi i lati: sul recto, cioè sul lato anteriore, abbiamo un ritratto femminile, mentre sul verso, ovvero il lato posteriore, figura un ritratto maschile. Entrambi sono incompiuti, ma forse è proprio tale incompiutezza la principale ragione d’interesse di questo dipinto: perché vedere un dipinto incompiuto significa vedere un dipinto nel corso della sua esecuzione, e questa particolarità ci permette di trarre un notevole quantitativo d’informazioni sulla tecnica adoperata dal pittore per realizzare i suoi quadri.

Vediamo dunque in che modo Palma il Vecchio realizzava i suoi dipinti: si tratta, peraltro, di una tecnica comune a molti altri pittori suoi contemporanei. Leggi il profilo completo 1. Sicilian Puppets - Google Arts & Culture. Even the moral issues proposed during the shows, always based on a high sense of justice and respect for freedom, were a hallmark of the Opera dei Pupi, which was well in tune with the mood of the Sicilians and thus enjoyed great popularity.

Sicilian Puppets - Google Arts & Culture

Norman Palermo.