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Se il testo diventa immagine. Ho già parlato delle narrazioni nascoste in un’immagine, dunque del passaggio dalla figura al racconto. Oggi, invece, voglio inoltrarmi in un altro affascinante percorso, quello riguardante il potenziale visivo dei testi scritti. Ed essendo segni, sono leggibili anche come immagini, al di là del significato semantico che possiedono.

Se n’erano già accorti i miniatori medievali quando trasformavano il capolettera in una piccola opera d’arte figurativa basandosi sulle forme geometriche delle varie iniziali. Alcuni tipi di scrittura, come quella araba, quella cinese o quella giapponese, si prestano in modo particolare ad essere osservate per le loro caratteristiche estetiche. Scrivere con queste calligrafie è già di per sé una forma d’arte! Il nostro alfabeto, se da un lato proviene dagli ideogrammi, non ha la stessa immediatezza visiva delle grafie orientali. Questo avveniva fin dall’epoca classica con i cosiddetti Carmina figurata e poi, nel XX secolo con i calligrammi e le poesie visuali. Surlepont.

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