
AulaBlog Tracce di temi di italiano per la scuola media e superiore Informativa sui cookies I cookie sono piccoli file di testo che i siti visitati inviano al terminale (computer, tablet, smartphone, notebook) dell’utente, dove vengono memorizzati, per poi essere ritrasmessi agli stessi siti alla visita successiva. Sono usati per eseguire autenticazioni informatiche, monitoraggio di sessioni e memorizzazione di informazioni sui siti (senza l’uso dei cookie “tecnici” alcune operazioni risulterebbero molto complesse o impossibili da eseguire). Attraverso i cookie si può anche monitorare la navigazione, raccogliere dati su gusti, abitudini, scelte personali che consentono la ricostruzione di dettagliati profili dei consumatori. voglio10.it utilizza i cookie “proprietari” e “non”, per fornirti dei servizi. voglio10.it utilizza i cookie in determinate aree all’interno del sito per: Gestione cookies Chrome: Aggiornamenti normativa
Howard Rheingold: perché la rete ci rende intelligenti Un percorso sulla didattica per competenze articolato in 6 passi per comprendere cosa sia, come possa essere implementata nella didattica e documentarsi sui temi e problemi che l'approccio per competenze chiama in causa. Ho scelto contributi di autori che per autorevolezza, chiarezza espositiva, ricchezza e completezza delle informazioni, potessero fornire un itinerario introduttivo al tema. Non sempre concordo con tutto quello che viene sostenuto in questi interventi intorno alle competenze, ma penso anche che tutti offrono spunti interessanti e stimolanti. Le risorse sono quelle che io conosco, sono certo che esistano altri contributi interessanti e utili e quando ne verrò a conoscenza li segnalerò. Tutte le risorse sono liberamente fruibili e/o scaricabili. Il problema: cosa sono queste competenze? Le definizioni di competenza che vengono generalmente fornite risultano spesso insoddisfacenti perché: non si comprende il carattere specifico della competenza, che: 1. Lavorare per Competenze
www.didatticare.it Content Curation E Il Futuro Dei Motori Di Ricerca Online: Ecco Cosa Ho Detto A Howard Rheingold La content curation ed il futuro delle ricerche online convergeranno? Di chi ti andrai a fidare quando dovrai trovare le alternative ad un problema ed avrai solo una connessione ad Internet? Quanta libertà individuale vuoi sacrificare ad un algoritmo, anche se accurato? Photo credit: Robin Good Ma perché, potresti giustamente chiedere, mettere in discussione la capacità di Google ed altri motori di ricerca di organizzare e classificare i risultati, quando questi lo fanno da così tanto tempo? I motivi potrebbero essere tanti, ma quelli principali possono essere sintetizzati in questa piccola lista: a) La maggior parte degli utenti di Internet ritiene che i motori di ricerca siano imparziali e che forniscano davvero i risultati più rilevanti per ciò che serve scoprire. b) La quantità di informazioni disponibili online è cresciuta e continua a crescere ad una velocità impressionante. c) Le lista di risultati testuali stanno diventando sempre meno utili. La Scelta Dimenticata Durata: 1:48
L’officina di lettura, il reading workshop e un taccuino blu Premessa: metodi, modelli e strumenti, una falsa questione Competenze vs conoscenze, lezione frontale vs flipped class, learning by doing vs didattica tradizionale: e se la smettessimo una volta per tutte di fare i guelfi e ghibellini? Di inneggiare alle tecniche e agli strumenti o di demonizzarli tout court? Proverò a dimostrarlo con un esempio concreto, con la mia sperimentazione di quest’anno alla scuola secondaria di primo grado, partendo da lontano. Un taccuino blu Insegno lettere alla scuola secondaria di primo grado e, in linea con le indicazioni nazionali, cerco di sviluppare da sempre nei miei studenti una sicura competenza di lettura. Ho sempre pensato che nulla avvenga per caso, ma che nella vita ci siano certi fili che, se riesci ad afferrare, ti catapultano in labirinti nuovi in cui non ci sono mostri ad attenderti ma tante porte che sia aprono. Non poteva trattarsi di un caso. Ma sulla strada avevo trovato un taccuino blu. L’officina del lettore: il mio reading workshop
L'importanza della formazione obbligatoria sull'innovazione didattica Tra le 35 azioni del nuovo PNSD, la 25 è forse quella più ambiziosa, più centrale e anche più difficile da realizzare. Un’azione che risponde alla urgente necessità di innovazione didattico-metodologica e che prevede un ruolo principe per il digitale. In buona sostanza una vera scommessa… una scommessa doppia. In un sol colpo si vuole tentare di eradicare una consolidatissima “idea di scuola” che da tempo è largamente considerata come l’unica via alla didattica (la lezione frontale) e contestualmente spalancare le porte ad un mondo (quello del digitale) che molto spesso finora a scuola è stato visto come “il nemico” o peggio. L’azione #25 è una delle azioni che hanno come focus la formazione del personale. In particolare, formazione in servizio per l’innovazione didattica e organizzativa . Non semplice e generica “formazione”, quindi. E quando mai s’era vista prima d’ora tutta questa propensione ad innovare la didattica? Con le SISSIS non è cambiato molto. Non sarà facile.
Shoah I numerosi collegamenti ai sussidi e ai documenti cartacei e multimediali segnalati possono divenire utili strumenti per analizzare e comprendere gli eventi storici, privilegiando il libero pensiero e il giudizio consapevole. La Shoah diverrà così un evento presente, che riguarda ancora tutti noi, nella consapevolezza che potrebbe anche, drammaticamente, ripetersi. Il sito multilingue Anna Frank presenta un portale per gli insegnanti e studenti, valido punto di partenza per diversi itinerari didattici. Imprescindibile tappa del nostro percorso rimane la Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea - CDEC. Perché ricordare? Le ricchissime pagine di Gariwo, la foresta dei Giusti, associazione onlus nata e cresciuta con l’intento di divulgare tra i giovani la conoscenza di figure esemplari di resistenza morale contro ogni forma di totalitarismo, e particolarmente attenta e sensibile al mondo della scuola, permettono di predisporre una serie d’attività didattiche.
Il digitale è ormai diventato una competenza di base, come la scrittura Il digitale ci riguarda tutti. Le competenze digitali sono oggi un alfabeto senza il quale diventa sempre più difficile trovare o mantenere un lavoro. Ciò non significa che dobbiamo trasformarci tutti in valenti sviluppatori informatici, né analisti capaci di gestire dati e strategie di comunicazione online. Vuol dire che ciascuno di noi dovrebbe muoversi con disinvoltura tra le competenze digitali di base. Facciamo un passo indietro. La classica suddivisione delle competenze vede contrapposte le cosiddette hard e soft skill. Spesso, durante lo sviluppo di progetti di trasformazione digitale, i manager mi domandano: «Ma queste digital skill, le competenze digitali, sono hard o soft?». Il digitale riguarda tutti Pensiamo alla scrittura. Con il passare del tempo, la scrittura divenne una competenza trasversale: sempre più persone ne appresero i rudimenti per poterli applicare in diverse attività. Le competenze digitali stanno percorrendo un percorso simile alla scrittura.
Giochi con la lingua Informativa Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Informativa Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy.