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Open educational resources

Open educational resources
UNESCO believes that universal access to high quality education is key to the building of peace, sustainable social and economic development, and intercultural dialogue. Open Educational Resources (OER) provide a strategic opportunity to improve the quality of education as well as facilitate policy dialogue, knowledge sharing and capacity building. Open Educational Resources are teaching, learning or research materials that are in the public domain or released with an intellectual property license that allows for free use, adaptation, and distribution. In 2001, the Massachusetts Institute of Technology (MIT), in an unprecedented move, announced the release of nearly all its courses on the internet for free access. As the number of institutions offering free or open courseware increased, UNESCO organized the 1st Global OER Forum in 2002 where the term Open Educational Resources (OER) was adopted.

http://www.unesco.org/new/en/communication-and-information/access-to-knowledge/open-educational-resources/

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Smartphone: un laboratorio in tasca, non solo in classe – BRICKS Docente di Matematica e Fisica, IIS Cattaneo Mattei, Monselice (Pd) alfonsodambrosio@yahoo.it scarica la versione PDF del lavoro CC Search, il nuovo motore di ricerca per i contenuti senza copyright È stato da pochi giorni annunciato CC Search, il nuovo motore di ricerca per i contenuti senza diritti d’autore di Creative Commons. Tramite questo nuovo strumento, attualmente disponibile in versione beta, gli utenti possono ricercare immagini, video e brani musicali tra i database di Flickr, 500px, YouTube, SoundCloud, Rijksmuseum, New York Public Library, Metropolitan Museum of Art e Europeana. Ad annunciare il lancio di questo nuovo progetto è stato l'amministratore delegato di Creative Commons Ryan Merkely: "È la porta principale per l’universo dei contenuti liberi. Mette insieme i vari database digitali di contenuti liberi da copyright, e dà agli utenti la possibilità di utilizzare un'unica interfaccia". in foto: CC Search

Niente dispositivi tecnologici? Introduzione al B.Y.O.D. B.Y.O.D. è l’acronimo di Bring Your Own Device, ovvero “porta il tuo dispositivo” ovvero tablet, smartphone, notebook, etc. Il BYOD è nato in ambito aziendale, ed è tutt’oggi una tendenza molto in voga; ci sono addirittura degli studi che affermano che entro i prossimi tre anni quasi il 40% delle aziende non fornirà più dispositivi tecnologici ai propri dipendenti. Il motivo è presto detto: risparmio. Perché comprare centinaia di iPhone se i dipendenti ne hanno già uno? Riduzione dei costi e personale felice di poter continuare ad usare un oggetto tecnologico che già conoscono e padroneggiano; questi sono i punti di forza in ambito aziendale. Anche a scuola, soprattutto nei paesi del nord Europa e negli Stati Uniti, il BYOD sta riscuotendo sempre più successo, e le motivazioni non si discostano troppo da quelle che hanno portato le aziende a dire di sì ai propri dipendenti.

App per prof – Risorse per l'animatore digitale App per prof è una vetrina che introduce sinteticamente strumenti TIC per i docenti, a cura del prof. Luca Raina. Ci si può iscrivere al canale YouTube dell’autore liberamente. In tutti i casi anche qui vengono riproposte le sue preziose “video pillole”, chiare ed esaustive per un uso immediato delle applicazioni on line selezionate.

Azione #6 - Politiche attive per il BYOD (Bring Your Own Device) ~ Schoolkit - accompagnamento innovativo del PNSD Risorse – a valere sull’azione “Ambienti per la didattica digitale integrata”Strumenti – tavolo tecnico; linee guida; Protocolli in Rete; accordi territorialiTempi di prima attuazione – Dicembre 2015Obiettivi misurabili – promozione di politiche BYOD nelle scuole; risorse destinate a livello locale e regionale, anche attraverso finanziamenti dedicati; numero di studenti raggiunti da politiche attive La transizione verso il digitale della scuola prevede un solido investimento per la creazione di ambienti digitali negli spazi delle scuole, promuovendo al contempo una visione di “classe digitale leggera”, perché ogni aula sia quindi pronta ad ospitare metodologie didattiche che facciano uso della tecnologia. La scuola digitale, in collaborazione con le famiglie e gli enti locali, deve aprirsi al cosiddetto BYOD (Bring Your Own Device), ossia a politiche per cui l’utilizzo di dispositivi elettronici personali durante le attività didattiche sia possibile ed efficientemente integrato.

byod Il BYOD impone di andare oltre le peculiarità dei singoli device e dei relativi sistemi operativi, concentrandosi sulle funzionalità, sulla capacità dei diversi device di interagire sulle stesse basi di condivisione cloud. Cloud dal quale non si prescinde quando si lavora, com'è nel BYOD, con device mobili. Di BYOD molto si è parlato nell'ultimo anno su siti internazionali. Anche quando sono fonti italiane a proporlo, come qui Di esperienze italiane non ne sono state documentate molte. Molto si trova in forma di frammenti ed inserti soprattutto sui social network dei docenti. Di qui l'idea di una carrellata di esperienze e considerazioni italiane.

Uscito il volume “Dall’aula all’ambiente di apprendimento” – Indire Hanno ancora senso le scuole composte da aule chiuse, collegate da corridoi di passaggio e setting d’aula, con alunni seduti dietro file di banchi? È possibile individuare delle soluzioni che tengano conto di quanto a oggi si conosce su strumenti, metodi e modalità attraverso cui i ragazzi possano apprendere efficacemente? Cosa ci suggerisce la ricerca educativa sulle caratteristiche degli ambienti dove gli studenti dovrebbero imparare a diventare cittadini consapevoli della società di domani? A queste domande cerca di dare risposta il libro “Dall’aula all’ambiente di apprendimento” a cura del presidente Indire Giovanni Biondi, del dirigente dell’Area tecnologica Indire Samuele Borri e di Leonardo Tosi, primo tecnologo dell’Istituto. Quindi l’obiettivo è creare una scuola che sappia accogliere, e anzi promuovere, l’innovazione metodologica e organizzativa che molti docenti, dirigenti scolastici e scuole stanno portando avanti autonomamente o in rete sul territorio. Altri link utili:

Xamarin, Video Corso per creare una APP in Italiano Letto 10 volte | Tempo stimato di lettura: 0 minuti, 43 secondi Con un codice condiviso basato su C#, gli sviluppatori possono usare gli strumenti Xamarin per scrivere applicazioni native Android, iOS e Windows con interfacce utenti native e condividere il codice su diverse piattaforme. Nel febbraio del 2016, Microsoft ha acquistato l’azienda, e dopo qualche mese, ha reso i prodotti Xamarin Studio gratuiti per sviluppatori e studenti. Con Xamarin oggi è possibile sviluppare un’applicazione nativa cross-platform in breve tempo. Scrivendo il codice una sola volta si ha la possibilità di sviluppare un’applicazione che funzioni sulle piattaforme iOS, Android e Windows.

SIMONE ALIPRANDI BLOG: Il Diritto d'autore sui contenuti didattici: incontro divulgativo a Brindisi Dopo l'evento sugli open data di sabato 4 marzo, venerdì 10 marzo sarò nuovamente a Francavilla Fontana (BR) per un incontro divulgativo intitolato "Il Diritto d'autore sui contenuti didattici" e aperto alla cittadinanza. L'appuntamento è per le ore 14.30 presso l'Aula Magna del Liceo Classico "V. Lilla" in Viale Lilla 21 a Francavilla Fontana. Migliori App Android Note Giuseppe Tripodi Anche questo mercoledì torniamo a proporvi 5 tra i migliori software per una categoria e, complice il cambiamento di prezzi di Evernote, questa volta parliamo di app Android per le note. Quasi tutti gli utenti utilizzano lo smartphone per prendere appunti e ognuno ha le proprie preferenze per il software che funge da blocco note: di software del genere ce ne sono parecchie, ma noi abbiamo scelto le cinque migliori app Android, che trovate qui di seguito. Pronti a prendere appunti?

La scuola ai tempi del digitale Oggi l'utilizzo delle nuove tecnologie avviene su due livelli: uno negli insegnanti "pioneri" quelli curiosi che le utilizzano nella didattica per trovare nuovi modi di fare scuola; il secondo livello è quello istituzionale, che si concretizza nei progetti di introduzione alle tecnologie nella scuola che il Ministero dell'Istruzione ha lanciato dagli anni '80. Questi progetti si sono susseguiti negli anni, ma finora i risultati avuti da queste politiche, non sono stati molto soddisfacenti perché il problema non è introdurre tecnologie digitali nella scuola, ma creare una scuola nuova che utilizzi tutte le tecnologie disponibili. Questo è ciò che sottolinea Vittorio Midoro che per Franco Angeli ha curato il testo "La scuola i tempi del digitale", realizzato da 17 autori impegnati su diversi fronti dell’innovazione scolastica. Il punto è che la scuola italiana si basa su tre pilastri: l’insegnamento, la cultura scritta e la valutazione.

Mappe storiche, dove trovarle online – Alessandro Valenzano – Medium Old Maps Online Un archivio digitale ad accesso libero, che raccoglie, ordina e geolocalizza la maggior parte delle mappe storiche online. Ha quindi due valori aggiunti: farti risparmiare un sacco di tempo e aiutarti a trovare mappe che probabilmente non scoveresti mai da solo. Lo reputo un database di grande valore. Naturalmente i creatori curano contenuti di altri, quindi tutte le norme per il copyright e il riuso sono da verificare nei rispettivi siti web dove le mappe sono state caricate.

Azione #23 - Promozione delle Risorse Educative Aperte e linee guida su autoproduzione dei contenuti didattici digitali ~ Schoolkit - accompagnamento innovativo del PNSD Risorse – non previste per le tipologie di strumento Strumenti – tavoli tecnici; linee guida Tempi di prima attuazione – Dicembre 2015 – Marzo 2016 Obiettivi misurabili – numero di istituzioni scolastiche che praticano l’autoproduzione, tipologia e qualità dei risultati; La possibilità di utilizzare, in forma integrata, risorse di apprendimento di diversa origine e natura rappresenta una delle principali innovazioni introdotte dal digitale; se questo allargamento degli strumenti e dei contenuti disponibili è basato su una adeguata capacità di valutazione e di scelta, e se l’integrazione è efficace, la qualità della formazione e dell’apprendimento potrà migliorare sensibilmente. Senza queste condizioni, tuttavia, si può correre il rischio opposto.

8 strumenti di presentazione online gratuiti Per chi lavora nel mondo accademico, scientifico, della scuola o degli affari l’utilizzo di programmi di presentazione è diventato oggi indispensabile. Oltre ai più noti (tra tutti PowerPoint e Keynote), esistono in rete strumenti gratuiti (quantomeno in parte) e facili da utilizzare che permettono di realizzare presentazioni professionali e allo stesso tempo originali. Presentazioni animate

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