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2016 – Marzo – BRICKS

2016 – Marzo – BRICKS
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Rivista Educationduepuntozero: Tecnologie e ambienti di apprendimento La rivoluzione è al di là dell’”angolo” Tecnologie e ambienti di apprendimento di Mario Fierli | del 02/07/2015 | 4 La rivoluzione delle tecnologie digitali riguarda tutti gli ambiti sociali e culturali. Pone problemi globali e complessi, che meritano una risposta altrettanto globale. La classe nella nuvola di Chiara Bollattino | del 09/04/2015 | 7 Sono un'insegnante di scuola primaria in un istituto comprensivo della capitale. Gli spazi della scuola nel territorio di Giuseppe Campagnoli | del 01/12/2014 | Ho riletto criticamente la serie di articoli del focus sull’edilizia scolastica pubblicato in ottobre sul n° 4 della “Rivista dell’istruzione” cui anche il sottoscritto ha contribuito, apparendo forse a prima vista utopico, fuori dal mondo ed eccessivamente “creativo”. Il principio del “terzo click”

Dyslexia in the General Education Classroom The following passage is about dyslexia. I want you to assume that I will be asking you a comprehension question or two when you are done. You have one minute. The bottob line it thit it doet exitt, no bitter whit nibe teotle give it (i.e. ttecific leirning ditibility, etc). How was that? You just experienced dyslexia for one minute. What can a general education teacher do to help? Understand Dyslexia Let's debunk a few of the myths and misconceptions right now. Seeing letters or words backward (In fact, reversing letters and words is developmentally normal through the first grade.) It is often said that dyslexia is an "umbrella term" when, in fact, it has a very specific definition. It is characterized by difficulties with accurate and/or fluent word recognition and by poor spelling and decoding abilities. Here is a short video from TED-Ed that explains dyslexia in just four minutes: Understand the Role of Accommodations Dyslexia is real, occurring in up to 20 percent of the population.

InnovazioneInClasse Prezi di Daniele Barca: Ambienti per la didattica digitale integrata Three Free Tools for Giving Remote Presentations Last night I suggested using Presefy to have students follow along with your slides on their mobile devices or laptops. Presefy is great if everyone is in the same room and you're speaking directly to them. When everyone is not in the same place, you'll need to find another tool to give a remote presentation. Appear.in is a free video conferencing service that allows you to create a video conference room without registering for any kind of account. Zoom.us is a great service for hosting and recording video conferences in high definition. This post wouldn't be complete without mentioning Google+ Hangouts. Applications for Education All three of these tools can be used by teachers to present to students, but they can also be used by students to present to teachers and classmates.

Buone pratiche nella creazione di materiale scolastico Predisporre materiale per la didattica e per l’apprendimento non è mai stato un compito facile. Non lo è a maggior ragione oggi in un’epoca completamente trasformata dalla tecnologia e dalla sua pervasività. Gli studenti hanno ancora gli zaini carichi di libri cartacei ma sempre meno. La ricchezza delle risorse oggi disponibili per l’insegnamento è tale da obbligare editori, autori di libri e materiali didattici, insegnanti e studenti a confrontarsi con nuove sfide e a sperimentare molteplici opportunità. I nuovi dispositivi digitali introdotti in classe aiutano lo studente grazie alle loro interfacce sensoriali e tattili. Ci sono applicazioni e programmi utili a semplificare la pianificazione e la preparazione delle lezioni mettendo a disposizione materiali, presentazioni e altri file da scaricare per ogni lezione e ogni tipo di materia insegnata. Grazie alle nuove tecnologie collaborare in classe è diventato più semplice e realistico.

Gianfranco Marini (Insegnantiduepuntozero), L’Aula del XXI Secolo come Ambiente di Apprendimento La “Scuola” intesa come Spazio Fisico Nel dibattito sulla riforma della scuola viene spesso sottovalutata l’importanza della scuola intesa come “Habitat“, spazio fisico e architettonico in cui ha luogo il processo di insegnamento e apprendimento. L’idea che gli ambienti in cui si svolge l’attività educativa siano come lo Spazio newtoniano “vuoti contenitori” caratterizzati da uniformità e universale omologazione, ha radici antiche nella scuola italiana. Negli altri paesi monitorati dall’OECD, esistono architetti specializzati nello School Design, che lavorano insieme ai rappresentanti di docenti e studenti per creare gli spazi educativi. Ma è davvero irrilevante lo spazio nel quale si svolge la didattica? Può migliorare l’apprendimento scolastico in edifici cadenti e fuori norma? Quali Spazi per una didattica basata sulle Nuove tecnologie? Componenti della Classe del XXI secolo secondo Open Colleges Come deve essere l’aula per una didattica basata sulle TIC e sul WEB? E in Italia?

Why Understanding These Four Types of Mistakes Can Help Us Learn by Eduardo Briceño This article was first published in the Mindset Works newsletter. We can deepen our own and our students’ understanding of mistakes, which are not all created equal, and are not always desirable. After all, our ability to manage and learn from mistakes is not fixed. We can improve it. Here are two quotes about mistakes that I like and use, but that can also lead to confusion if we don’t further clarify what we mean: “A life spent making mistakes is not only most honorable but more useful than a life spent doing nothing” – George Bernard Shaw “It is well to cultivate a friendly feeling towards error, to treat it as a companion inseparable from our lives, as something having a purpose which it truly has.” – Maria Montessori These constructive quotes communicate that mistakes are desirable, which is a positive message and part of what we want students to learn. Types of mistakes The stretch mistakes Stretch mistakes happen when we’re working to expand our current abilities.

L’insegnante 2.0 Le necessità formative evolvono continuamente e le attività formative si arricchiscono sempre più grazie ai tanti strumenti nuovi e tecnologici a disposizione. Agli insegnanti si chiede di formare i nuovi cittadini di domani, capaci di entrare con successo nel mondo del lavoro e di rimanerci grazie all’acquisizione di competenze disciplinari, trasversali e relazionali adeguate. Si parla di educare al successo e di meritocrazia, ma non bisogna mai perdere di vista il fatto che la scuola è una comunità di scambio e di crescita continua dove, in primis, si formano persone. Persone sono anche gli insegnanti, che formano persone senza mai smettere di formarsi (ed informarsi) per tutta la vita: “Amo insegnare. Come è cambiata la formazione Lo sviluppo della Rete Internet ed il progredire della tecnologia informatica ha messo in profonda crisi il tradizionale sistema educativo. Occorre attendere il 2000 perché esplodano le possibilità di utilizzo della tecnologia nell’istruzione. Blog Scuola 2.0

Tecnologie alleate ai docenti Il recente studio dall’Ocse, «Students, computer and learning: Making the connection», basato sui dati dell’indagine 2012 evidenzia un elemento solo apparentemente sorprendente: le tecnologie, pur indispensabili, da sole non bastano per migliorare gli apprendimenti, occorre investire di più sulla formazione degli insegnanti. Solo la relazione con i docenti può “fare la connessione” tra tecnologie digitali e stili di apprendimento degli studenti. Ma in questi anni gli investimenti si sono orientati altrove. Anche nei paesi più “tecnologici” come gli Usa, la Gran Bretagna e la Finlandia non si evidenzia un miglioramento significativo negli apprendimenti scolastici rispetto a paesi come la Corea e il Giappone, che sono eccellenti nei punteggi Ocse-Pisa – ma dove gli studenti usano meno il computer e internet. I migliori sono poi gli studenti che a scuola fanno un uso “moderato”: dunque sia il “non utilizzo” che l’uso eccessivo delle a scuola sono “negativi”. Paolo Ferri

Per un design dei servizi della pubblica amministrazione | Linee guida di design per i siti web della PA Lezioni Interattive con TED Ed Lesson Perché approcci quali il Blended Learning e la Flipped Classroom non si riducano alla migrazione di un modello di didattica trasmissiva dall’ambiente fisico dell’aula a quello virtuale del web, occorre sfruttare tutte le potenzialità della comunicazione digitale per assicurare alle nostre lezioni pubblicate online il maggior grado possibile di interazione dialogica e ricchezza comunicativa. Qualora ci si limitasse a pubblicare online video lezioni, non si farebbe altro che perpetuare i limiti della lezione frontale intesa come trasmissione di contenuti predefiniti a un “pubblico” di video spettatori passivi. 1. La Cassetta degli Attrezzi e le tecnologie dell’Apprendimento Spesso tecniche come quella della Flipped Classroom e le varie forme di Blended Learning, sono applicate in modo rigido e ingenuo, senza essere sottoposte a un accurata valutazione da un punto di vista didattico ed educativo. 2. 3. "Mi piace": "Mi piace" Caricamento...

Per un’innovazione inclusiva: ricomporre la frattura tra l’umano e il tecnologico La transizione al digitale si è presentata da subito come un processo complesso in cui abbiamo assistito non alla scomparsa/sostituzione dei vecchi media – da molti tuttora paventata – a vantaggio di nuovi media e delle reti sociali digitali; bensì, ad un’integrazione, ibridazione e convergenza, ad una sorta di galassia riconfigurata (McLuhan), in cui l’accesso e le possibilità di elaborare informazioni e conoscenze creano le condizioni per una maggiore autonomia – e quindi responsabilità – dei soggetti comunicanti. Ma, pur cambiando profondamente la “natura” degli strumenti, degli ambienti comunicativi e degli ecosistemi sociali, le questioni sono le medesime: la nostra attenzione deve, pertanto, continuare ad essere posta sulla qualità delle relazioni comunicative (e dei processi educativi) e sui rapporti di potere (conoscenze, competenze, asimmetrie, inclusione). (Immagine di copertina). [1] G. Simmel (1903), Die Groβstädte und das Geistesleben, trad.it. [2] Cfr. [3] Cfr. [4] A.

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