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Videoconferenze

Videoconferenze
Registrazione della videoconferenza del 16/12/2016Relatrice: Iliana Morelli, specializzata nel coordinamento dei Servizi Educativi dell’Infanzia con focus montessoriano presso l’Università Roma Tre. Fondatrice di Boboto, (società fondata con l'obiettivo di promuovere attività orientate al mondo dell'educazione, dell'inclusività e dell'innovazione sociale attraverso la collaborazione con enti pubblici e privati, con enti di ricerca e con la società civile) ed ideatrice del progetto MONTESSORI 3D nato per rendere la pedagogia montessoriana quanto più fruibile e inclusiva, in tutti i contesti educativi, nella scuola e fuori la scuola, con gli insegnanti e con il nucleo familiare.Tematica dell’incontro: Maria Montessori oggi, tra "imparare facendo" e "apprendimento cooperativo"rivolto alle insegnanti della scuola primaria e della scuola dell'infanzia.Link presentazione: boboto-webinar-flipnet

http://flipnet.it/videoconferenze/

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Scuola italiana: habemus open data! Per chi vive il mondo della scuola, ragiona in termini di “openness”, trasparenza, e magari lavora o – perché no – gioca con gli open data, il gran giorno è arrivato… è stato finalmente lanciato il Portale unico dei dati della scuola, già previsto dal comma 136 della Legge 107 del 2015, la Buona Scuola, che lo istituiva formalmente. Fu una delle cose che personalmente mi colpì in maniera positiva, e ne scrissi nell’ormai lontano marzo 2015 in un articolo nel quale tentai di mettere in evidenza proprio gli aspetti più innovativi nella tanto vituperata L. 107/2015. Come specificato sul portale stesso “è lo strumento che il Miur mette a disposizione dei cittadini per dare concreta attuazione al principio della trasparenza, garantendo così un accesso libero alle informazioni e ai dati della scuola senza autenticazione o identificazione, così come previsto dalla normativa vigente”. Cosa contiene

Lezioni capovolte e nuove prassi: ecco cosa c’è da sapere Se tecnologici proprio dobbiamo essere allora facciamo in modo di esserlo col cervello. Se dobbiamo educare alle nuove tecnologie – perché, a questo punto, non se ne può proprio fare a meno – facciamolo creando consapevolezza, senso critico e avvedutezza. C’è poco da girarci attorno: ormai non possiamo più prescindere da tecnologia e processi digitali in atto; non possiamo far finta che gli sviluppi tecnologici e sociali della rete internet degli ultimi vent’anni abbiamo cambiato il nostro approccio all’informazione e alla formazione. La continua partecipazione attiva nel produrre contenuti multimediali e fruirne di nuovi sta coinvolgendo tutti in maniera vorticosa, sviluppando reti di utenti che creano, rielaborano e condividono nuovi materiali digitali. Questa rivoluzione ha cambiato il modo fruire delle informazioni e, inevitabilmente, ha influito anche sul modo di apprendere. Questo capovolgimento si basa, brevemente, su due “inversioni”:

Nuove Tecnologie? La voce e la radio - 1^ Parte L’utilizzo didattico delle tecnologie deve puntare su tecnologie semplici e versatili come la Radio Web Dovendo ragionare di utilizzo didattico delle tecnologie occorre spogliarsi dei panni del tecnologo e indossare quelli dell’insegnante, occorre specialmente evitare l’effetto “Wow”, tipico del marketing emozionale, nella scelta della tecnologia più mirabolante e avveniristica, spesso del tutto inutile sul piano didattico. Dalle TIC alle TAC In gioco vi è non l’integrazione della didattica nelle tecnologie, ma esattamente il contrario, sono le tecnologie a dover essere ricondotte nell’ambito della didattica.

UniFI - Laboratorio di Tecnologie dell'educazione Master "Le nuove competenze digitali: open education, social e mobile learning" a.a. 2016-17 Scadenza domanda di ammissione: 9 gennaio 2017 ore 13 Periodo: Le attività del Master si svolgeranno da febbraio 2017 a marzo 2018 in modalità e-learning Leggi tutto ... Google lancia ufficialmente Expeditions, programma didattico in realtà virtuale alla scoperta di posti lontani Dopo aver attraversato un lungo periodo di test, Google Expeditions è finalmente pronto per diventare un programma didattico completo, in grado di fondere la geografia e la scoperta di posti di lontani ed inesplorati con quello della Realtà Virtuale. Utilizzando un semplice visore Google Cardboard e uno smartphone, chiunque può vedere con i propri occhi posti magnifici, attraverso visite guidate a Macchu Picchu, l'Antartide o addirittura la Stazione Spaziale Internazionale. Il progetto Expeditions nasce innanzitutto come punto di riferimento per scuole e attività collegate all'apprendimento, collegando diversi dispositivi alla stessa rete Wi-Fi, gli studenti potranno effettuare una vera e propria "gita virtuale". Google Expeditions è uno strumento didattico in realtà virtuale che consente di condurre o partecipare a gite virtuali immersive in ​​tutto il mondo - attraverso opere storiche, vere e proprie immersioni subacquee con tanto di squali, e addirittura visitare lo spazio esterno!.

Sesto webinar gratuito: Radio web a scuola Radio web a scuola: il podcast didattico, un modo per attuare il digital storytelling mercoledì 22 marzo 2017 dalle 18.00 alle 19.00relatore: Paolo Aghemomoderatrice: Vittoria Paradisi Paolo Aghemo sono docente di scuola primaria dal 1992, dal 1996/97 ho cominciato ad occuparmi di didattica con le tecnologie. Laurea in scienze pedagogiche, nel 2007 ho frequentato il master in e-learning presso l’UniTuscia di Viterbo sotto la guida didattica del prof. Gino Roncaglia. Da allora ho cercato di sistematizzare l’uso delle ICT nella didattica e ho utilizzato spesso la tecnica del podcast adatto a tutti gli ordini di scuola e molto efficace alla primaria.

Le dieci tesi su scuola e tecnologia » Cremit Durante il convegno “Educazione, apprendimento e nuove tecnologie”, sono state esposte “dieci tesi” in cui si affrontano temi e problematiche da sempre dibattuti ma mai abbastanza chiariti. Media Education e Education Technology — L’Education Technology è la didattica che fa uso delle tecnologie e considera i media digitali come supporto alla mediazione nei processi di insegnamento e apprendimento. La Media Education invece è qualcosa di propedeutico alla prima, in quanto lavora sui linguaggi mediali in genere (che ora sono comunque digitalizzati), considerati come artefatti culturali rispetto ai quali sviluppare pensiero critico e responsabilità;La logica dei consumi culturali non corrisponde a aut aut, ma a et et — Le tecnologie non sono sostitutive, ma integrative. Più che fattore di discontinuità, bisogna considerare il digitale come una ri-mediazione della realtà, cioè a una riconfigurazione in un’altra chiave degli elementi della realtà quotidiana. di Piercesare Rivoltella

Flipped Classroom: Nichilismo e Tekne in Nietzsche e Heidegger Questo esperimento di flipped classroom aveva un obiettivo chiaro: vedere quanto possa spingersi oltre questa metodologia, vedere, in altre parole, se essa possa essere adatta a tematiche molto complesse (come appunto quella in oggetto). L’esperimento ha dimostrato che la classe capovolta mostra forti limiti quando ci troviamo dinnanzi a tematiche piuttosto difficili in cui la spiegazione del docente, ad esempio nell’accompagnare la lettura antologica, deve essere costante e non può essere sostituita da un video, per quanto completo. In un certo senso questa esperienza didattica voleva essere una sorta di provocazione, un portare al “punto di rottura” una modalità (capovolta) che, almeno per chi scrive, è molto funzionale fintanto che si muove su contenuti limitati e piuttosto semplici. Per altri aspetti forse la lezione frontale e partecipata è ancora preferibile. Veniamo al modulo.

Podcast Non sono un’esperta di Podcast ma ho fatto qualche esperimento con la collega di Italiano durante l’ultimo anno di scuola per valutare le potenzialità formative di questo nuovo strumento. Questo articolo è una sintesi delle cose che ho imparato con qualche consiglio per chi vuole cominciare. Partiamo con un link al sito di Alberto Pian che, come molti di voi sapranno, è il “guru” del podcast cioè penso il primo che lo ha portato in Italia come strumento didattico. Vi consiglio di scaricare alcuni dei suoi podcast per capire le potenzialità di questo strumento a scopo didattico e formativo. Alberto ha scritto un primo libro sul podcast, “Podcast a scuola”, in cui spiega come realizzare delle attività didattiche con l’uso di questo strumento e successivamente una pubblicazione edita da Laterza, che amplia a completa la precedente.

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