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Umberto Eco contro i social: "Hanno dato diritto di parola a legioni di imbecilli"

Umberto Eco contro i social: "Hanno dato diritto di parola a legioni di imbecilli"
Che certi ambienti culturali che potremmo definire “novecenteschi” non amassero particolarmente il Web e i social network era cosa nota. Ma ieri c’ha pensato Umberto Eco, l’intellettuale più noto d’Italia, a rincarare la dose. Ricevendo la laurea honoris causa in Comunicazione e Culture dei Media all’Università di Torino, l’autore de Il Nome della Rosa e Il pendolo di Foucault non le ha certo mandate a dire: “I social permettono alle persone di restare in contatto tra loro, ma danno anche diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano al bar dopo un bicchiere di vino e ora hanno lo stesso diritto di parola dei Premi Nobel”. Parole durissime, ma dietro l’attacco c’è anche una riflessione più specifica su un tema che non può essere ignorato: “Il grande problema della scuola oggi è insegnare ai ragazzi come filtrare le informazioni di Internet. Anche i professori sono neofiti di fronte a questo strumento”. Il problema delle fonti esiste, e non solo per i ragazzi a scuola.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/06/11/umberto-eco-contro-i-social-hanno-dato-diritto-di-parola-a-legioni-di-imbecilli/1766817/

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Programmi per creare mappe concettuali e mentali Se siete bravi a ripetere, anche a pappagallo, ma comunque riuscite e memorizzare frasi e discorsi molto lunghi potreste anche fare a meno di una mappa concettuale. Essa serve principalmente per aiutare coloro che non riescono a creare un discorso che fila liscio e senza intoppi, che non vada fuoritema e che sia in ordine cronologico. L'errore più diffuso quando si ripete all'orale è quello di giungere subito alla conclusione ma non perché il capitolo da ripetere fosse breve bensì perché ci si dimentica di eventi importanti oppure perché l'insegnante ha fatto qualche domanda inerente alla parte finale del testo studiato. La mappa concettuale vi sarà di aiuto per ricordare le date e collegarle agli eventi o ai personaggi in modo da tenere tutto a mente e soprattutto per non rimanere bloccato dopo aver risposto alla prima domanda. Quindi i programmi per creare mappe concettuali o mentali vi forniranno degli strumenti utili ma le idee dovranno comunque essere le vostre.

Salman Amin Khan Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Salman Amin Khan (in bengalese: সালমান খান[1]; New Orleans, 11 ottobre 1976) è un educatore e imprenditore bengalese naturalizzato statunitense, fondatore della Khan Academy. Biografia[modifica | modifica wikitesto] Nacque negli Stati Uniti nel 1976 da genitori di origine bengalese e indiana: suo padre è originario di Barisal, in Bangladesh; sua madre, indiana, è originaria di Calcutta[2]. Per favore, non chiamateli nativi digitali Vado spesso nelle scuole a insegnare le basi della sicurezza informatica e della gestione della privacy in Rete, per cui incontro sovente i cosiddetti “nativi digitali”: i giovani che hanno sempre vissuto attorniati dalle tecnologie digitali e dalle consuetudini sociali che li caratterizzano. Quelli che non si ricordano del mondo prima di Internet, cellulari, tablet, Playstation e smartphone e quindi li considerano elementi assolutamente ovvi e naturali della propria esistenza. I genitori di questi nativi li contemplano spesso estasiati, ammirando la naturalezza con la quale maneggiano i dispositivi digitali, come se vedessero Mozart al clavicembalo, e sospirano rassegnati, convinti di non poter competere con chi è cresciuto sbrodolando omogeneizzati sul touchscreen e sicuri che basti dare ai loro virgulti un iCoso per garantire loro l'articolata competenza informatica di cui avranno bisogno nella carriera e nella vita quotidiana. Se solo sapessero. *Credits foto: Antonio Sofi

Religione e superstizione: un punto di vista non umano Ha fatto di recente il giro dei social media la notizia di uno strano comportamento degli scimpanzé, mai osservato prima e che, secondo alcuni, potrebbe spiegare la nascita della religione negli esseri umani. Ma è proprio cosi? La strana scoperta è stata opera di un team di 80 ricercatori dell’Istituto di antropologia evoluzionistica del Max Plank di Lipsia, in Germania, nell’ambito di un progetto sulla cultura degli scimpanzé.

Pearltrees 2.0 in profondità indeepness Certamente il cambiamento della piattaforma 1.0 alla versione 2.0 di Pearltrees a molti non è andata molto giù : la versione 1.0 si distingueva per il fatto che ogni collezione ed ogni collegamento ad essa era organizzata quasi come un albero ed i cerchi. A molti è dispiaciuto che tale piattaforma sia cambiata ,anche se, personalmente credo che sia Pearltrees 1.0 che la 2.0 avrebbero potuto felicemente convivere assieme. NB: per cancellare collezioni ed elementi nella collezione trascinate gli elementi nel cestino.

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