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… da Platone al web. Surfing in the deep, ero arrivato a Platone.

… da Platone al web

La domanda che mi ci aveva portato era questa: se la conoscenza in rete è essenzialmente una conoscenza dialogica e collettiva, a quale idea di dialogo e di verità fa riferimento? Un’idea precisa di dialogo e di verità è quella con cui Socrate aveva fatto irruzione nella cultura ateniese dominata dai sofisti e dalla loro arte della persuasione: per lui il dialogo non è una lotta di abilità retoriche, ma un metodo, il processo dialettico, che funziona “come un acido che elimina tutto ciò che si può dissolvere, ma lascia intatto, anzi svela e fa·risplendere, un nucleo incorruttibile di verità” (Volli, Lezioni di filosofia della comunicazione).

Qui c’è in gioco il rapporto, quanto mai delicato, tra retorica e verità. Ma prima di provare ad affrontare questo nodo, vorrei soffermarmi su due punti che sembrano stabilire un sorprendente contatto tra concezioni così lontane come quelle di Platone e di Weinberger. E il libro? Mi piace: Connessioni cerebrali e capacità di attenzione. La capacità di mantenere concentrata l'attenzione su uno specifico compito può essere prevista in base alla forza delle connessioni tra aree cerebrali evidenziata dalle scansioni di risonanza magnetica cerebrale funzionale.

Connessioni cerebrali e capacità di attenzione

Il modello, sviluppato da una collaborazione statunitense, è in grado anche di prevedere la gravità del disturbo da iperattività e deficit di attenzione nei bambini e negli adolescenti(red) La capacità di mantenere l'attenzione su una determinata attività è molto variabile da soggetto a soggetto, ma può essere prevista analizzando alcuni network cerebrali, secondo un nuovo studio apparso su “Nature Neuroscience” e firmato da Monica Rosenberg, della Yale University a New Haven, nel Connecticut e colleghi di altri istituti statunitensi. Il risultato potrebbe aprire la strada a nuove strategie terapeutiche per bambini e adolescenti con disturbi da deficit di attenzione. Hanno poi analizzato. Learning Soft Skills In Childhood Can Prevent Harder Problems Later. Bjorn Rune Lie/Getty Images/Ikon Images Academic learning is usually in the spotlight at school, but teaching elementary-age students "soft" skills like self-control and social skills might help in keeping at-risk kids out of criminal trouble in the future, a study finds.

Learning Soft Skills In Childhood Can Prevent Harder Problems Later

Duke University researchers looked at a program called Fast Track, which was started in the early 1990s for children who were identified by their teachers and parents to be at high risk for developing aggressive behavioral problems. The students were randomized into two groups; half took part in the intervention, which included a teacher-led curriculum, parent training groups, academic tutoring and lessons in self-control and social skills. The program, which lasted from first grade through 10th grade, reduced delinquency, arrests and use of health and mental health services as the students aged through adolescence and young adulthood, as researchers explained in a separate study published earlier this year. Gjcitaform_2015_gianfranco-marini. Marie Heurtin. Quando la piccola Marie - sorda, muta e cieca - arriva in convento, Suor Marguerite capisce subito che la sua missione è quella di trasformare Marie da una piccola selvaggia a un essere umano capace di comunicare con gli altri.

Marie Heurtin

Solo dopo notevoli sforzi Marguerite comincia a vedere i frutti del suo operato, ma nel frattempo si aggrava la sua malattia: che ne sarebbe di Marie se Marguerite dovesse morire? Il confronto con Il ragazzo selvaggio di Truffaut non viene schivato, bensì affrontato frontalmente da Jean-Pierre Améris. Il regista non cerca nuove soluzioni in questo senso, si affida alla tradizione francese e alla sua periodica rielaborazione dei dettami di Jean-Jacques Rousseau, in forme sempre nuove. Mobile. Abstract Objective The last decade has seen the introduction of new technology which has transformed many aspects of our culture, commerce, communication and education.

Mobile

This study examined how medical teachers and learners are using mobile computing devices such as the iPhone in medical education and practice, and how they envision them being used in the future. Design Semistructured interviews were conducted with medical students, residents and faculty to examine participants’ attitudes about the current and future use of mobile computing devices in medical education and practice. A thematic approach was used to summarise ideas and concepts expressed, and to develop an online survey.

A mixed methods approach was used to integrate qualitative and quantitative findings. Cosa cambia in Italia con la Convenzione - Vox Diritti.