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L'ILLUMINISMO ITALIANO

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L'Illuminismo in Italia si sviluppa per mezzo delle nuove idee dei philosophes francesi, in un periodo in cui l'Italia era frammentata dal punto di vista politico.
Divisa in alcuni nuclei principali, tra i quali quelli di maggiore influenza furono Milano, Napoli e il Gran Ducato di Toscana.




A Milano il periodo illuministico vede come maggiori esponenti i fratelli Pietro ed Alessandro Verri, che fondarono il periodico dal nome "Il Caffè", in cui collaborò anche Cesare Beccaria.
Egli fu un altro illuminista lombardo, di cui ricordiamo la sua opera "Dei diritti e delle pene".
Anche Giuseppe Parini fu un intellettuale dell'illuminismo lombardo, importante per il rinnovamento che fa nella poesia.
Durante questo periodo in Italia ci fu anche la nascita della stampa periodica :il piu noto periodico italiano fu "il caffe dei fratelli Pietro e Alessandro Verri e di Cesare Beccaria .

A Napoli, invece, Gianbattista Vico ha un ruolo rilevante nel periodo settecentesco dell'Illuminismo.
Egli afferma infatti una sua nuova concezione della scienza e ha ideali propri sul piano storico e della natura. E'importante per essere un anticipatore del preromanticismo.

Per quanto riguarda il Granducato di Toscana, bisogna dare importanza all'abolizione della pena di morte avvenuta nel 1786 per la prima volta grazie all'intervento di uno dei più grandi sovrani illuminati Leopoldo II.

Illuminismo italiano. Illuminismo. Risultati immagini per italia illuminism. ILLUMINISMO IN ITALIA lezione n. 4 Costume societa 700 italiano (7) LA FIGURA DELL'INTELLETTUALE IN ITALIA RISPETTO AGLI ALTRI PAESI ILLUMINATI. LA LETTERATURA ILLUMINISTICA. L'ITALIA DAL 1500 al 1700. L'ITALIA DAL 1500 al 1700 In alcune città italiane i rapporti mercantili capitalistici s'erano formati già nei secoli XIV e XV, ma a causa del frazionamento politico e della controriforma inizia una decadenza che durerà sino all'unificazione nazionale.

L'ITALIA DAL 1500 al 1700

Agli inizi del 1500 Milano era governata dai duchi della famiglia Sforza, Venezia dall'oligarchia commerciale, Firenze dai Medici, nell'Italia centrale vi era lo Stato della Chiesa e a sud il regno di Napoli, governato dalla dinastia spagnola degli Aragona. Non esisteva un unico mercato nazionale come in Inghilterra e in Francia. GLI STATI ITALIANI E LE RIFORME DEL '700. Le guerre europee del Settecento avevano portato in Italia il nuovo dominio di due grandi dinastie: gli Asburgo a Milano e Firenze e i Borboni a Napoli e Parma.

GLI STATI ITALIANI E LE RIFORME DEL '700

Il progetto di ammodernamento della struttura statale che i sovrani perseguivano nei loro paesi, si ripercosse dunque anche nel territorio italiano, influenzando l'opera degli altri monarchi illuminati. Prima sotto l'imperatrice Maria Teresa e dopo sotto i suoi successori Giuseppe II e Leopoldo II, la Lombardia fu investita da un piano di riforme. In Italia essa era un territorio in cui si stavano formando i primi nuclei della nuova organizzazione capitalistica. Qui l'agricoltura aveva raggiunto un maggior sviluppo e si era diffuso l'affitto capitalistico della terra con aziende agricole gestite da imprenditori.

Italiaquisgrana. Scuola milanese in “Il Contributo italiano alla storia del Pensiero – Economia” Scuola milanese Il Contributo italiano alla storia del Pensiero – Economia (2012) di Pier Luigi Porta Scuola milanese Le origini.

Scuola milanese in “Il Contributo italiano alla storia del Pensiero – Economia”

Vèrri, Pietro nell'Enciclopedia Treccani. Vèrri, Pietro Enciclopedie on line.

Vèrri, Pietro nell'Enciclopedia Treccani

Pietro Verri. Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Pietro Verri

Il conte Pietro Verri (Milano, 12 dicembre 1728 – Milano, 28 giugno 1797) è stato un filosofo, economista, storico e scrittore italiano considerato tra i massimi esponenti dell'Illuminismo italiano, è considerato il fondatore della scuola illuministica milanese. Biografia[modifica | modifica wikitesto] Osservazioni sulla tortura - Pietro Verri. GIUSEPPE PARINI (1729-1799) Nasce nel 1729 in Brianza da modesti filatori di seta.

GIUSEPPE PARINI (1729-1799)

Dopo aver frequentato le scuole dei Barnabiti senza molto impegno (perché afflitto da problemi economici) può proseguire gli studi usufruendo di una piccola rendita lasciatagli da una zia, a condizione però che diventasse sacerdote. “Il Giorno” di Parini: “Il risveglio del Giovin Signore” Introduzione.

“Il Giorno” di Parini: “Il risveglio del Giovin Signore”

CESARE BECCARIA -  BIOGRAFIA - DEI DELITTI E DELLE PENE. Cesare Beccaria nacque a Milano nel 1738 da una famiglia ricca e nobile.

CESARE BECCARIA -  BIOGRAFIA - DEI DELITTI E DELLE PENE

Il caffè (1764-1766) La fine del dominio spagnolo segnò la vigorosa ripresa del Ducato di Milano, passato verso la metà del '700 sotto gli austriaci dell'imperatrice Maria Teresa.

Il caffè (1764-1766)

Un folto gruppo di scrittori, giuristi ed economisti, diede vita a una vivace battaglia contro i pregiudizi e le istituzioni del passato su una rivista chiamata Il Caffè, ossia brevi e vari discorsi distribuiti in fogli periodici. Il giornale era di Milano, ma uscirà a Brescia (allora sotto la Repubblica di Venezia) dal giugno 1764 al maggio 1766, per iniziativa di Pietro Verri in stretta collaborazione col suo stesso gruppo della "Società dei Pugni": Alessandro Verri, Cesare Beccaria, Pietro Secchi, Paolo Frisi, Giuseppe Visconti, Sebastiano Franci…: tutti appartenenti socialmente al ceto aristocratico, ma di idee fondamentalmente borghesi. In tutto uscirono 74 numeri, uno ogni 10 giorni. Il nome sarebbe derivato da una bottega di caffè aperta a Milano da un greco.

Gli articoli erano quasi sempre firmati con sigle. Barétti, Giuseppe nell'Enciclopedia Treccani. Barétti, Giuseppe Enciclopedie on line Barétti, Giuseppe. - Critico letterario (1719 - 1789).

Barétti, Giuseppe nell'Enciclopedia Treccani

Il B. fu il maggiore dei critici italiani del suo tempo e la sua pagina si ravviva anche artisticamente quando la vocazione polemica si illumina nella difesa di un'arte moralmente utile, in cui è da vedere l'ispirazione più vera della sua opera critica. Tra le sue opere si ricorda il Discours sur Shakespeare et sur monsieur de Voltaire (1777).

Giuseppe Baretti. Estro e sanguigni umori. Estro e sanguigni umori del critico letterario Giuseppe Baretti di Fausta Samaritani D’alta statura, vivace, allegro, frequentatore delle festevoli brigate, altiero, millantatore, impetuoso, collerico, vendicativo, di un coraggio pronto e risoluto, onest’uomo fino alla fierezza, di severi costumi, lavoratore indefesso, costante nelle amicizie, compassionevole, benefico al di là de’ suoi mezzi e religioso senza superstizione. "Una giornalista veneziana del '700" Se il Cinquecento si era concluso piuttosto male per l'arte della stampa in laguna (nel 1590 chiude anche la gloriosa stamperia dei Manuzio), attorno al 1735 l'editoria veneziana stava vivendo un clima di generale euforia. Sia la produzione che il commercio dei libri stavano attraversando un momento straordinario e favorevole.

Delle 803 pubblicazioni periodiche censite in Italia nel Settecento, tra giornali letterari e scientifici, gazzette e almanacchi, 240 pari al 30% uscivano nel territorio della Repubblica di Venezia. 20% nel Ducato di Milano, 13% nello Stato Pontificio. Fino a metà 700, comunque, nonostante questa vivacità editoriale e intellettuale, Venezia e il Veneto non avevano ancora trovato nel giornale quella critica fonte di informazione che da tempo la Francia aveva acquisito. Storia delle filosofie - Le filosofie moderne. A Napoli l'opera riformatrice avviata da Carlo III e dal ministro Bernardo Tanucci aveva dato in pochi anni apprezzabili risultati con l'abolizione del tribunale d'Inquisizione, il restringimento dei privilegi ecclesiastici, la soppressione di vari ordini religiosi, tra cui quello dei Gesuiti, e l'acquisizione dei loro beni al demanio statale, la limitazione delle giurisdizioni feudali.

In questo nuovo clima rifioriscono gli studi scientifici, rinasce l'interesse per il diritto e la legislazione ed una rinnovata attenzione per i problemi di natura economica si manifesta concretamente con la istituzione nel 1754 di una cattedra universitaria di economia, la prima in Europa. A ricoprire l'incarico di insegnamento della nuova cattedra fu chiamato l'abate Antonio Genovesi (1713-1769), che nella stessa Università di Napoli aveva tenuto prima la cattedra di metafisica e poi quella di morale. Illuministi Italiani: Riformatori Napoletani - Introduzione in “I Classici Ricciardi – Introduzioni” Illuministi Italiani: Riformatori Napoletani - Introduzione I Classici Ricciardi – Introduzioni (1997) Vico, Giambattista nell'Enciclopedia Treccani.

La Scienza nuova di Vico: i corsi e i ricorsi della Storia. Introduzione. Untitled. PIETRO LEOPOLDO II. La Toscana ricorda Leopoldo II primo ad abolire la pena di morte.