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CRITICITA': STRUTTURE, MOTIVAZIONE, FORMAZIONE

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«Cl@sse 2.0? No, grazie». Gli scettici del digitale.

Un articolo che richiama l'attenzione dei docenti sul fatto che, al di là delle proprie convinzioni personali e delle proprie scelte - in base alla libertà di insegnamento sancita dalla costituzione - si può incorrere nell'opposizione motivata e "documentata" del gruppo dei genitori della propria classe. Anche per esperienza personale e diretta, credo che in questo periodo, che possiamo definire di transizione, debbano prevalere scelte non radicali: far coesistere strumenti digitali e strumenti analogici, agire secondo prudenza e buon senso, può essere una buona strategia per tenere sotto controllo allarmismi e accompagnare le famiglie a comprendere le ragioni serie e profonde di una metodologia didattica in cui utilizzo delle tecnologie e della rete abbia i suoi spazi. – stefanobertora

Didattica digitale, l’esperto: “Attenti, il tablet non è un coltellino svizzero” ROMA - Troppa didattica digitale può essere dannosa?

Tecnologia sì ma... a piccole dosi, specie per i bambini in età evolutiva. Al di là degli slogan, mi trovo a condividere la posizione illustrata che richiama ad un principio di precauzione. Non esistendo ancora evidenze scientifiche sul fatto che una "didattica digitale" sia da preferire ad una di stampo più tradizionale, è prudente tenere aperto un "doppio canale", senza demonizzare, ma neppure esaltare, le nuove tecnologie, mandando definitivamente in pensione strumenti analogici. Dopo aver letto il breve articolo, è anche possibile ascoltare l'audio dell'intervista a Roberto Casati, direttore di ricerca del Cnrs dell'Institut Nicod di Parigi e autore del libro "Contro il colonialismo digitale. Istruzioni per continuare a leggere". – stefanobertora

La domanda è stata al centro di un incontro voluto da un gruppo di genitori presso la scuola elementare Iqbal Masih di Roma il 22 gennaio scorso.

Didattica digitale, l’esperto: “Attenti, il tablet non è un coltellino svizzero”

Secondo gli organizzatori infatti c’è più di un motivo e più di uno studio che dimostrano come l’abuso di tecnologia soprattutto nell’insegnamento dei bambini in età evolutiva possa essere deleterio per l’apprendimento e addirittura generare dipendenze e “demenze digitali”. Nel corso dell’incontro abbiamo intervistato Roberto Casati, direttore di ricerca del CNRS dell'Institut Nicod di Parigi e autore del libro "Contro il colonialismo digitale.

Istruzioni per continuare a leggere". Oltre a difendere il libro cartaceo dal suo cugino digitale, Casati affronta la spinosa questione del rapporto tra didattica e tecnologia. Ascolta l’audio dell’intervista realizzata da Amisnet. Fondazione per la Scuola - Intervista al Prof. Rivoltella - Università Cattolica (Milano) Rapporto OCSE Talis 2013.

Il Rapporto OCSE-TALIS 2013 lascia emergere dati interessanti sul Sistema Scolastico Italiano e permette di capire quali siano le aree e le direzioni in cui agire. L’indagine comparativa Talis offre infatti un’immagine molto interessante del sistema scuola italiano, fa emergere bisogni, problematiche e opportunità direttamente dalla voce dei docenti. – barbarapesce

Nativi digitali, cittadini di domani. Scuola, competenze e responsabilità. La scuola e, in generale, le politiche e i programmi formativi sono sempre stati dei temi caldi nel nostro Paese.

Un dossier che mette in luce il ritardo dell'Italia nella formazione alle e con le ICT. Il processo di apprendimento e sperimentazione delle tecnologie digitali dovrebbe cominciare fin dalla prima infanzia e non semplicemente in un’ottica di cittadinanza consapevole, partecipe alla definizione di servizi sempre più avanzati – stefanobertora

Un calderone in cui rientrava un po' tutto, ma che ora rischia di rovesciarsi rovinosamente davanti alle nuove sfide del mercato del lavoro, della società e dell'economia.

Nativi digitali, cittadini di domani. Scuola, competenze e responsabilità

Sfide che il sistema sembra non recepire. Come ha testimoniato il Direttore di FORUM PA Gianni Dominici, nell'editoriale che apre questo dossier, la scuola oggi non è pronta nel formare gli adulti di domani, non parliamo di aule senza PC - anche se pure non è un buon punto di partenza - ma di un modello di insegnamento e di programmi non al passo con i nuovi strumenti. In questa sede intendiamo aprire una discussione, a cui speriamo che partecipino tutti coloro che ritengano di poter portare un contributo interessante, uno spunto di riflessione in più volto a innovare l'attuale modello didattico. La mancanza di competenze digitali ci costa caro. Tutto quello che manca alla scuola digitale in Italia, con 3 eccezioni. Back to school!

Tutto quello che manca alla scuola digitale in Italia, con 3 eccezioni

Dopo le vacanze estive, consueto, puntuale e annuale appuntamento con la scuola, dove ricominciano le attività didattiche con un calendario che varia di regione in regione. C’è chi comincia prima (già dal 5 settembre) e chi dopo. Entro il 17 settembre, comunque, tutti gli studenti italiani saranno seduti al proprio posto. Prima novità che cala dall’alto: la scuola italiana è chiamata a dematerializzare alcune procedure a partire dalla spending review.

Meno carta, più documenti elettronici, più procedure da gestire online. Tutto molto bello, a parole. Per le pagelle online credo non ci saranno troppi problemi, la registrazione digitale dei voti è già abbastanza diffusa, da tempo. Il registro di classe fino a ieri si trovava sulla cattedra a disposizione di tutti: ogni docente sa dove annotare, come annotare, quando annotare. Il registro del docente si trovava nel suo cassetto pronto ad essere aggiornato e appuntato a discrezione (e responsabilità) del singolo.