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Social Capital

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Howard Rheingold on collaboration. Dilemma del prigioniero. Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. I due prigionieri coopereranno per ridurre al minimo la condanna di entrambi o uno dei due tradirà l'altro per minimizzare la propria? Il dilemma del prigioniero è un gioco ad informazione completa proposto negli anni cinquanta del XX secolo da Albert Tucker come problema di teoria dei giochi. Oltre ad essere stato approfonditamente studiato in questo contesto, il "dilemma" è anche piuttosto noto al pubblico non tecnico come esempio di paradosso.

Il dilemma in sé, anche se usa l'esempio dei due prigionieri per spiegare il fenomeno, può descrivere altrettanto bene la corsa agli armamenti, proprio degli anni cinquanta, da parte di USA e URSS (i due prigionieri) durante la guerra fredda. Il dilemma[modifica | modifica sorgente] Il dilemma può essere descritto come segue. Questo gioco può essere descritto con la seguente bimatrice: La miglior strategia di questo gioco non cooperativo è (confessa, confessa). Il paradosso[modifica | modifica sorgente] Equilibrio di Nash. Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. In teoria dei giochi si definisce equilibrio di Nash un profilo di strategie (una per ciascun giocatore) rispetto al quale nessun giocatore ha interesse ad essere l'unico a cambiare. Nascita del teorema di Nash[modifica | modifica sorgente] La prima formulazione di questo teorema, relativo alla nozione di equilibrio più famosa della teoria dei giochi per quel che riguarda i "giochi non cooperativi", appare in un brevissimo articolo apparso nel 1950 dove John Nash, ancora studente a Princeton, spiega la sua idea di fondere intimamente due concetti apparentemente assai lontani[1]: quella di un punto fisso in una trasformazione di coordinate, e quella della strategia più razionale che un giocatore può adottare, quando compete con un avversario anch'esso razionale, estendendo la teoria dei giochi ad un numero arbitrario di partecipanti, o agenti.

L'equilibrio di Nash: definizione[modifica | modifica sorgente] Un gioco è caratterizzato da: tale che . . E. Micropagamenti e Deperibilità della Notizia « Il Giornalaio. Editoria: come uscire dalla crisi? Di Alessandro Sisti - Mentre continua, senza rallentare, il trend di riduzione delle copie vendute dei quotidiani (nel 2009 la diffusione dei quotidiani è scesa al di sotto dei 5 milioni di copie giornaliere, cioè ai livelli del 1939, quando l’Italia era un paese prevalentemente rurale) e si conferma l'invecchiamento del lettorato e dello scarso appeal sui giovani, gli editori si interrogano sul futuro dell'industry dei giornali sui modelli di business e organizzativi, sul ruolo del digitale e dei new media per raggiungere nuove audience.

Per gli editori, il 2010 è stato l'anno dell'efficientamento dei costi :riduzioni di personale - giornalistico e amministrativo -, disinvestimento nelle attività non core, efficienza negli acquisti: Le azioni hanno portato un po' di respiro nei conti economici delle aziende di settore ma alcuni gruppi non sono tornati all'utile. 3) Far crescere le revenue stream affiancando anche la vendita di contenuti sulle nuove piattaforme.

Micro guadagni sociali per pagare le notizie. GraybealHayes10. Coinvolgimento Quotidiano [on line] « Il Giornalaio. Anche in ambito edi­to­riale coin­vol­gi­mento e ricavi sono aspetti distinti del com­por­ta­mento dell’utenza. L’autorevole Nie­man Jour­na­lism Lab pub­blica sta­mane una pro­po­sta di for­mula per la misu­ra­zione del coin­vol­gi­mento dell’utenza dei quo­ti­diani on line. Cer­ta­mente per­fet­ti­bile rap­pre­senta una pre­ziosa indi­ca­zione ed un pre­ge­vole ten­ta­tivo per poter andare oltre il cano­nico para­me­tro delle pagine viste. Ci — Click Index: Le visite devono avere almeno 6 pagine viste escluse le foto. Di - Dura­tion Index: La per­ma­nenza sul sito, la durata delle visite, non deve essere infe­riore a 5 minuti Ri - Recency Index: Ritorno gior­na­liero dei vistatori Li— Loyalty Index: Viste di utenti regi­strati o che visi­tano il sito almeno 3 volte alla settimana Bi — Brand Index: Visite dirette al sito da favo­riti o digi­tando diret­ta­mente l’indirizzo.

Ii - Inte­rac­tion Index: Visite in cui c’è inte­ra­zione: com­menti, inter­venti sui forum… Pier Luca Santoro. Social capital. In sociology, social capital is the expected collective or economic benefits derived from the preferential treatment and cooperation between individuals and groups. Although different social sciences emphasize different aspects of social capital, they tend to share the core idea "that social networks have value". Just as a screwdriver (physical capital) or a university education (cultural capital or human capital) can increase productivity (both individual and collective), so do social contacts affect the productivity of individuals and groups.[1] Background[edit] The term "social capital" was in occasional use from about 1890, but only became widely used in the late 1990s.[1] In the first half of the 19th century, Alexis de Tocqueville had observations about American life that seemed to outline and define social capital.

L. John Dewey actually used the term in his monograph entitled "School and Society" in 1900, but he offered no definition of it. Evaluating social capital[edit] Pagare con un tweet: il sistema di pagamento sociale | Fabio Lalli. Oggi casualmente mi sono imbattuto in un tweet, che mi ha portato al download di un PDF, un ebook gratuito. Ho pagato questo ebook con un Tweet. Si qualcuno mi ha venduto un contenuto per un semplice tweet. Li per li sono rimasto indifferente, poi dopo averci ragionato un pò e aver letto il sito Pay with a Tweet – A social payment system, ho pensato che è un idea veramente geniale. Oggi il valore del passaparola delle persone è spesso superiore al valore del denaro stesso che si ottiene dalla vendita di un prodotto/servizio.

Pagare con un Tweet è una modalità di pagamento sociale: le persone pagano con il valore della propria rete sociale e semplicemente ogni volta che qualcuno paga con un tweet, non fa altro che condividere e comunicare a tutti i propri follower, contatti o lettori informazioni sul prodotto che ha comprato. Eccezionale, quando semplice. I campi di applicazione sono moltissimi. Il sito PayWithAtweet in effetti si rivolge a moltissime persone: “Chi siete? The Monitization of Social Capitalism | Conversational Currency. Internet Connectivity and Economic Development - Science and Tech. Across the world, two in 10 households have access to the Internet at home, according to a just-released Gallup survey.

Internet access at home was far greater in more economically advanced countries: Nearly eight in 10 people (78 percent) in countries where gross domestic product (GDP) is more than $25,000 have Internet access at home. Home Internet access drops off steeply in less affluent, less developed nations, according to the Gallup survey, especially in countries with less than $10,000 in per capita GDP. The survey is based on telephone and face-to-face interviews with approximately 1,000 adults, aged 15 and older in 116 countries, and was conducted in 2009. The map above, by Zara Matheson of the Martin Prosperity Institute, shows the percentage of households with Internet connectivity, highlighting the top 10.

The study notes the connection between home Internet connectivity and both urbanization and economic development. Source: World Development Indicators for 2006. Social Capital Gateway - Resources for the study of social capital. GAROFALO G., SABATINI F. (a cura di), Homo oeconomicus? In che modo gli imprenditori compiono le loro scelte? La teoria economica tradizionale presuppone agenti razionali che massimizzano i profitti tenendo conto del vincolo della tecnologia. E' quanto sintetizza la metafora dell'homo oeconomicus. L'esperienza mostra invece che le decisioni sono influenzate anche dai sentimenti, le norme morali, le interazioni sociali e le istituzioni. Talora gli agenti si comportano in modo altruistico anche quando non è conveniente farlo; in altri casi non cooperano anche se sarebbe vantaggioso. Giuseppe Garofalo è professore ordinario di Economia politica nella Facoltà di Economia dell'Università della Tuscia (Viterbo).