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Romanzi e racconti

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ILMIOLIBRO - Racconti e short stories, da Hemingway a Carver ecco i più belli di tutti i tempi - Letteratura. Considero il racconto un’architettura letteraria perfetta.

ILMIOLIBRO - Racconti e short stories, da Hemingway a Carver ecco i più belli di tutti i tempi - Letteratura

Al contrario del romanzo, da cui pretendo storture e imperfezione, in un racconto voglio leggere solo quello che mi interessa e quello che mi interessa è la storia. Ho scelto alcuni dei racconti che considero i migliori. Storie che mi hanno spostato qualcosa nella testa (e di conseguenza nella scrittura), scritti da autori e autrici per i quali la forma breve rappresenta lo spazio prediletto per la sperimentazione letteraria.

Addentrandosi in questi marchingegni ad orologeria, succede quello che non ti aspetti. Vedi anche Storia del romanzo: viaggio in dieci tappe da Don Chisciotte a Il nome della rosa 1) Il racconto a flusso: Gente di Dublino di James JoyceGente di Dublino è l’unica raccolta di storie brevi scritte da James Joyce, sicuramente ispirato dalla scrittura breve di Cechov. Letteratura - La coscienza di Zeno di Italo Svevo by Giovanni Zeno by Flip & Creative Learning. Paola Capriolo: intervista su Gregor Samsa. Incontriamo Paola Capriolo, nella veste di traduttrice di Kafka (dopo "Il Castello" e "La Metamorfosi", è di prossima pubblicazione "Il Processo" presso SE) per parlare di Gregor Samsa.

Paola Capriolo: intervista su Gregor Samsa

Non dell'insetto mostruoso, però, ma di ciò che Samsa era "prima" di trasformarsi. Un commesso viaggiatore, uomo che vende e parla per vendere. Come Leopold Bloom dell'Ulisse, venditore di spazi pubblicitari. Romanzo che Joyce iniziò a scrivere nel 1915, anno di pubblicazione della Metamorfosi. Mestieri che mescolano uomo e mercato, linguaggio e profitto.

Hai scritto "all'aprirsi del racconto la metamorfosi è già avvenuta". Cent’anni di solitudine di Marquez: riassunto della trama e commento. Introduzione Cent'anni di solitudine è considerato il capolavoro di Gabriel García Márquez (1927-2014).

Cent’anni di solitudine di Marquez: riassunto della trama e commento

Lo scrittore colombiano vi lavora febbrilmente nei diciotto mesi precedenti la pubblicazione, nella sua casa di Città del Messico. Esso è però il risultato di una riflessione che Márquez inizia da giovanissimo, sulla possibilità di costruire una saga familiare e insieme una vicenda che sia specchio deformato della sua Colombia e di quella che l'ha preceduto. Il titolo provvisorio resta a lungo La casa. Come Márquez ha dichiarato in una nota intervista: Volevo che tutto lo sviluppo del romanzo avesse luogo dentro la casa e che tutto quello che avveniva all'esterno fosse descritto in termini d'impatto su di essa.

Prima edizione del romanzo conta 8.000 copie, stampate da un editore di Buenos Aires nel 1967; dopo solo due settimane, il volume è esaurito. La cena di natale. Alessandro Raveggi. Capitolo secondo. Ha credenziali da basset hound, muso di anziane turiste del Nord Europa che passano a disfarsi la pelle sul Mediterraneo come un’aspersione delle ceneri anticipata.

Alessandro Raveggi. Capitolo secondo

Si avvicina al desk. Mi chiede se abbiamo dei tour al museo. Le offro il Vasariano. Va sempre forte, ma caro. I segreti di Palazzo Vecchio. Un tour coi monaci a San Miniato. Alessandro Raveggi. Capitolo primo. Se questo deve esser proprio un museo a cielo aperto, d’accordo: mi ricordate Mueck.

Alessandro Raveggi. Capitolo primo

Le opere di Ron Mueck, quelle sculture iperrealistiche, di poco sovraumane, di resina e polivinile, con gli esseri umani più comuni. L’aria fiorentina, è fatta di corpi di resina, di vinile opaco, stamani. Trilogia della città di k. Agota Kristof e il segreto della scrittura - Publifarum. Mariangela CASCAVILLA Abstract This essay is about Kristof’s writing: a meaningful example of metaliterature.

Agota Kristof e il segreto della scrittura - Publifarum

Agota Kristof writes about writing, building the narration on three levels: the biographic level (L’Analphabète), the literary level (Le Troisième Mensonge – Hier) and the metaliterary one (Le Grand Cahier – La Preuve – some fragments of Hier). The three levels melt into each other, so that when we read about Lucas, Klaus and Tobias/Sàndor (Kristof’s writers and alter ego), we read Kristof’s story too. But Agota Kristof warns: words are treacherous. Approcci alla lettura: una destabilizzazione generica In L’Analphabète, autobiografia apparsa molti anni dopo la pubblicazione della Trilogia, Agota Kristof racconta che già da piccola amava «raconter des his­toires. Da bambina, veniva spesso punita «pour avoir raconté des âneries», soprattutto a suo fratello più piccolo, che «croit tout ce qu[’elle] lui di[t]».

The Circle di Dave Eggers, l'incubo dei social network. The Circle di Dave Eggers è una lettura burocratica, noiosa a tratti.

The Circle di Dave Eggers, l'incubo dei social network

E quindi perfetta. Perfetta per descrivere un mondo in cui alla privacy si è sostituito un orrendo fantoccio della trasparenza in cui tutto diviene visibile e al contempo inutile, superfluo, ridondante, insulso. Pubblico, e quindi regolamentato. Una burocratizzazione sociale, che più delle norme si affida alle pressioni reciproche tra individui e gruppi umani, tipica delle distopie. In quella di Eggers, l'ambientazione anti-utopica è tutta interna a un'azienda, The Circle appunto, che offre al contempo un social network, un sistema di pagamento e di gestione delle password, un servizio mail e per la raccolta e la computazione delle preferenze degli utenti. Certo, Eggers si premura di lanciare riferimenti continui a noi, al presente e alla cronaca.