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Parigi

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Le "épiceries" di Parigi, di notte. La fotografa parigina Marie Hamel ha fotografato le alimentations générales o épiceries di Parigi, negozietti di alimentari molto diffusi nelle principali città francesi che restano spesso aperti 24 ore su 24, anche le domeniche e i festivi, e sono spesso gestiti da immigrati nordafricani.

Le "épiceries" di Parigi, di notte

Negli ultimi tempi le épiceries stanno scomparendo, rimpiazzate dai punti vendita delle grandi catene: l’obiettivo di Hamel è documentarne quante più possibile, per conservare il ricordo di un aspetto di Parigi che tra qualche anno potrebbe non esistere più e raccontare allo stesso tempo «una pagina di storia francese intimamente legata al Nord Africa». Le immagini mostrano le vetrine dei negozi – con frutta, legumi, verdura, accuratamente posizionati nelle cassette, una affianco all’altro – fotografate di notte, spesso illuminate soltanto dalla loro stessa luce e circondate dal buio delle strade e delle case attorno. Parigi senza filtri: la nuda banlieue mostrata nella sua vera essenza. Di Parigi avrete sicuramente visitato la Torre Eiffel, Montmartre e il Louvre, ma avete mai sentito parlare di quella che i francesi chiamano la banlieue?

Parigi senza filtri: la nuda banlieue mostrata nella sua vera essenza

Probabilmente, se non avete mai messo piede fuori dal centro più famoso di Parigi, ne avrete comunque un vago ricordo grazie al film “La Haine” (“L’Odio”), il cult diventato ormai noto in tutto il mondo e che ha fatto da trampolino di lancio per la carriera di Vincent Cassel. Nella banlieue parigina e al centro della capitale francese esistono dei luoghi simili a Babele, dove si ergono torri come fossero templi faraonici che accolgono occasionalmente riprese di film come The Hunger Games: Mockingjay Part II (2015) o Brazil (1985) di Terry Gilliam.

Se pensate che Parigi sia solo romanticismo, bohemiens e stile liberty, vi state perdendo la parte più interessante della città. Paris Abstract. In 2008, Michael Wolf began living part-time in Paris after living in Hong Kong for over a decade.

Paris Abstract

At that time he was apprehensive about the prospect of working in his new home city, concerned about the clichés associated with images of Paris. It was during this period that he produced the series Paris Street Views by essentially sequestering himself in his apartment and appropriating images of Paris from Google Street View. Michael Wolf, Paris Abstract, 2014 Since then, with his distinct perspective, Wolf photographed Paris eschewing well-known locations and focusing instead on the innumerable roof tops each with its own identity.

Le "épiceries" di Parigi, di notte. Parigi, ieri e oggi. Parigi a colori. Paris Unplugged è un sito che raccoglie aneddoti, storie, fotografie e vecchi disegni di Parigi e una sezione, chiamata Paris 1914, con autocromie della città realizzate nei primi vent’anni del Novecento.

Parigi a colori

L’autocromia è una tecnica brevettata nel 1903 dai fratelli Lumière e commercializzata nel 1907, che permetteva di realizzare fotografie a colori. La maggior parte delle foto a colori antecedenti alla Prima guerra mondiale fu scattata con questo metodo, poi abbandonato dalla metà degli anni Trenta in poi. Per realizzare un’autocromia si stendeva sopra una lastra di vetro uno strato sottilissimo di granelli di fecola di patate – una farina – colorati di verde, arancione e blu, che facevano da filtri: gli interstizi venivano riempiti col nerofumo, un colorante, e i granelli venivano poi ricoperti da un’emulsione fotografica in bianco e nero: una soluzione sensibile alla luce sulla quale restasse impressionata l’immagine.

La Petite Ceinture: la ferrovia abbandonata di Parigi. Pierre Folk è un fotografo professionista originario della Francia orientale che attualmente vive e lavora a Parigi.

La Petite Ceinture: la ferrovia abbandonata di Parigi

Recentemente ha realizzato la magnifica serie fotografica “In the Silent Line“, la documentazione della Petite Ceinture, la linea ferroviaria interna a Parigi che è stata abbandonata durante gli anni ’30 ma che ha un glorioso passato di storia che è ancora visibile fra le traversine e i pezzi di legno che la compongono. La costruzione della ferrovia iniziò nel 1852 e sopperì alla mancanza di trasporti all’interno della capitale francese.

Per tutto il 19°esimo secolo e per la prima parte del 20°esimo la linea ferroviaria interna alla città fu utilizzata dai passeggeri per viaggiare attraverso la linea interna di Parigi, e vide il suo apice durante l’EXPO universale del 1900, quando arrivarono nella città ben 50 milioni di visitatori. By the Silent Line: Photographer Pierre Folk Spent Years Documenting a Vanishing 160-Year-Old Parisian Railway. The Chemin de fer de Petite Ceinture (French for “little belt railway”) was a 32 km railway that encirled Paris, connecting all the major railway stations within fortified walls during the Industrial Revolution.

By the Silent Line: Photographer Pierre Folk Spent Years Documenting a Vanishing 160-Year-Old Parisian Railway

In service from 1852 to 1934, the line has now been completely abandoned for 80 years. Several developers and local officials have recently set their sights on the vast swath of unused land, tunnels, and stations as an opportunity for new development. However, some railway enthusiasts and related organizations want the tracks and stations to be preserved indefinitely as part of the cities’ heritage.

Others want to turn areas of de Petite Ceinture into parkways similar to the nearby Promenade plantée, a 4.7 km park built on an elevated train track in 1988 that later inspired New York’s famous High Line. By the silent line. By The Silent Line. Le photographe français Pierre Folk a passé plusieurs années à se renseigner, explorer, et immortaliser le « Chemin de fer de Petite Ceinture » et ses 32 km de rails dans Paris aujourd’hui abandonnées depuis 1934.

By The Silent Line