7 Opere per ricordare Zaha Hadid. Il mondo dell’Architettura ha perso ieri Zaha Hadid, uno dei suoi personaggi più famosi, la prima donna a vincere il premio Pritzker (una delle sole due della storia), ancor più significativo perché vinto da una persona nata e cresciuta a Baghdad, in Irak. Hadid (1950-2016) era emigrata giovanissima a Londra dopo aver conseguito la laurea in Matematica a Beirut, dove si era stabilita e dalla quale aveva eretto alcune delle opere più famose e futuristiche oggi presenti nelle principali città del mondo.
Da Roma a Berlino, Da Hong Kong a New York e in moltissime città dei paesi emergenti, l’architettura fluida di Zaha Hadid ha traghettato il design delle costruzioni nel futuro. Su Vanilla Magazine abbiamo parlato di tante opere di Hadid, alcune celebri altre meno, ma quelle della galleria seguente sono quelle forse più significative e mastodontiche, cattedrali dell’architettura che brillano di luce creativa. Lo stadio per la Coppa del Mondo del 2022 in Qatar Zaha Hadid in una foto recente. Zaha Hadid: i suoi lavori più importanti - Living Corriere. Le opere più belle di Zaha Hadid, grande architetto. Zaha Hadid, una dei più illustri e noti architetti contemporanei è morta giovedì dopo aver avuto un infarto in un ospedale di Miami, nel quale era stata ricoverata per una bronchite.
Hadid aveva 65 anni ed era nata a Baghdad, in Iraq, prima di andare a studiare a Beirut e trasferirsi a Londra, dove viveva da molti anni avendo preso la nazionalità britannica. Ma girava molto il mondo seguendo i numerosissimi progetti del suo studio, che l’avevano messa nel gruppo delle “archistar” mondiali già da quasi trent’anni. Tra gli altri, uno dei tre grattacieli della nuova zona Fiera di Milano, quello in costruzione in questi mesi. Hadid era stata la prima donna a vincere il premio Pritzker, il più importante riconoscimento internazionale nel campo dell’architettura, e anche la prima donna a ricevere la medaglia d’oro del Royal Institute of British Architects. Zaha Hadid (1950-2016). La forza di rischiare e saper ricominciare | Giornale dell'Architettura | Periodico in edizione multimediale.
Articolo pubblicato su “la Repubblica” l’1 aprile 2016. Riproduzione per gentile concessione Chi domani entrerà al MAXXI a Roma, al London Acquatics Centre, alla stazione della funicolare di Innsbruck guarderà questi edifici strani, improbabili e pieni di fascino con occhi diversi. La morte trasforma opere molto discusse, a volte molto criticate, inizialmente in intoccabili simulacri, per poi spesso precipitarle nell’oblio. Eppure domani l’omaggio migliore a un architetto dalla storia improbabile, lo renderanno i visitatori qualunque che, magari non sapendo neanche della sua morte, visiteranno o, ancor meglio, utilizzeranno quegli edifici. Perché un’architettura esiste e rimane nell’immaginario dei cittadini, se il suo uso è quasi scontato. Certo è ancor più paradossale pensarlo per le opere di Zaha Hadid. Le sue non erano prove muscolari di una nipotina di Nietzsche, nata a Baghdad. Museo nazionale delle arti del XXI secolo (MAXXI), 2010, Roma, Italia about the author: carlo_olmo.