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ASSOCIAZIONI & INIZIATIVE

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Comitato Addiopizzo. Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. il logo ufficiale Nato a Palermo nel 2004, Addiopizzo ha segnato, per la città, il risveglio dalla lunga acquiescenza al racket delle estorsioni.

Comitato Addiopizzo

Nella città infatti nessuno, da tempo, parlava più di pizzo, sebbene i dati della procura confermassero che l'80% dei commercianti lo pagasse.[1] Ha sede a Palermo, in via Lincoln n. 131, in un appartamento confiscato alla famiglia mafiosa degli Spataro e concesso al Comitato in base alla legge n. 109 del 7 marzo 1996, sul riutilizzo sociale dei beni confiscati alle organizzazioni criminali.

Esso è intitolato a Mario Bignone, capo della Sezione Catturandi della Squadra Mobile di Palermo, scomparso prematuramente per cause naturali nel 2010. La nascita[modifica | modifica sorgente] La mattina del 29 giugno 2004, il centro di Palermo si trova tappezzato di adesivi listati a lutto con la scritta: Un intero popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità.

Addiopizzo è formato da più di 50 persone. Mafia? Résistance à l'agression publicitaire. M'illumino di meno. Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

M'illumino di meno

La campagna, lanciata a livello nazionale dai microfoni di Radio2Rai, invita a ridurre al minimo il consumo energetico, spegnendo il maggior numero di dispositivi elettrici non indispensabili. Inizialmente rivolta ai soli cittadini, è stata accolta con successo dapprima a livello locale, con adesioni da parte dei singoli comuni, ed in seguito dalla Presidenza del Consiglio dei ministri con il patrocinio del Ministero dell'Ambiente. Nel 2008 Hans-Gert Pöttering, presidente del parlamento europeo, ha dichiarato il riconoscimento dell'iniziativa considerandola "un evento che ha un valore simbolico ed un effetto tangibile"[1].

Adesioni[modifica | modifica sorgente] L'ANCI ha subito sostenuto l'iniziativa invitando le amministrazioni locali a spegnere simbolicamente le luci di monumenti ed uffici pubblici negli orari previsti. Effetti[modifica | modifica sorgente] La torcia[modifica | modifica sorgente] Scheda tecnica[modifica | modifica sorgente] Movimento per la decrescita felice. Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Movimento per la decrescita felice

Il Movimento per la Decrescita Felice (MDF) è un movimento italiano nato e cresciuto informalmente dall'inizio degli anni 2000 sui temi della demitizzazione dello sviluppo fine a se stesso, e successivamente sfociato in un'associazione fondata da Pallante, esperto di risparmio energetico. Il movimento, chiaramente ispirato alla decrescita teorizzata da Georgescu-Roegen, fondatore della bioeconomia, ed in linea con il pensiero di Latouche, parte dal presupposto che la correlazione tra crescita economica e benessere non sia necessariamente positiva, ma che esistano situazioni frequenti in cui ad un aumento del Prodotto interno lordo (PIL) si riscontra una diminuzione della qualità della vita.

[senza fonte] Successivamente MDF si è formalmente costituita come un'associazione di promozione sociale e nello specifico la sua struttura ha una forma federale; un'associazione di associazioni coi suoi Circoli Territoriali attivi sul territorio nazionale. Tecnologie » Movimento Decrescita Felice. Le tecnologie della decrescita sono quelle tecnologie che, a parità di prestazioni, riducono: 1.

Tecnologie » Movimento Decrescita Felice

I consumi di energia 2. I consumi di materie prime 3. Gli oggetti da smaltire Per il riscaldamento degli ambienti in Italia si consumano mediamente 200 chilowattora (circa 20 litri di gasolio o 20 metri cubi di metano) al metro quadrato all’anno. La decrescita non è infatti il ritorno all’età della pietra, ma il recuperare la saggezza del passato e coniugarla con tutto ciò che di utile e intelligente abbiamo inventato ed inventeremo. Il nostro movimento vorrebbe mettere in rete tutti gli imprenditori che si adoperano nell’ottica della decrescita. Per un'economia di giustizia. Slow Food - Buono, Pulito e Giusto. Super Size Me. Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Super Size Me

Super Size Me è un film documentario del 2004 diretto ed interpretato da Morgan Spurlock. La pellicola segue un esperimento portato avanti dal regista: per un mese (30 giorni) ha mangiato solamente cibo della nota catena mondiale di fast food McDonald's, tre volte al giorno (colazione, pranzo e cena), ogni giorno - interrompendo contemporaneamente ogni attività fisica - e documentando tutti i cambiamenti fisici e psicologici avvenuti. Oltre a questo, Spurlock esplora l'enorme potere della catena sull'industria dei fast food e come questa incoraggi un'alimentazione povera per massimizzare il proprio profitto andando a visitare diverse scuole per vedere cosa danno da mangiare nelle mense scolastiche.

Il tutto prende le mosse da un episodio di cronaca del 2002: due ragazze statunitensi citarono in giudizio la catena di fast food McDonald's, affibbiandogli la colpa per la loro obesità. Sciopero dei Telespettatori. No logo. Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

No logo

No logo è un saggio della giornalista canadese Naomi Klein, pubblicato nel gennaio del 2000. Il libro si occupa principalmente del fenomeno del branding e del movimento no-global, del quale No logo viene considerato uno dei testi di riferimento principali. Il libro ha avuto molto successo ed ha vinto il premio National Business Book Award canadese del 2000 ed il Prix Médiations francese del 2001. Riassunto[modifica | modifica sorgente] La seconda parte del saggio descrive numerosi movimenti di reazione alle politiche applicate dai grandi marchi, da "Reclaim the Streets" alle pratiche del culture jamming.