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Shoa - porrajmos

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La sfida (raccolta) di raccontare l'Olocausto in un app per i ragazzi (dai nove anni in su) Storia dell'articolo Chiudi Questo articolo è stato pubblicato il 24 gennaio 2015 alle ore 20:29.

La sfida (raccolta) di raccontare l'Olocausto in un app per i ragazzi (dai nove anni in su)

Raccontare ai ragazzi che cosa è avvenuto nei campi di concentramento nazisti e che cosa hanno patito gli ebrei è una sfida terribile. Ma un gruppo di affiatati professionisti e sviluppatori l'ha voluta affrontare con un genio creativo che per molti versi ricorda l'approccio fantasioso e leggero de “La vita è bella” di Roberto Benigni per dire cose dure e importanti. Così Franco A.Grego (concept e testi), Giulia Spanghero (illustrazioni), Giovanna Pezzetta e Leo Virgili (musiche), Marta Pellizzari (graphic design) e per lo sviluppo della società Infofactory hanno dato vita “Auschwitz, una storia di vento”, una app per ragazzi dedicata all'Olocausto, dove parole, illustrazioni, musica, suoni, voce e ani¬mazioni si fondono insieme e l'interattività guida il lettore dentro la storia, offrendo una varietà di stimoli che amplifica le emozioni e dà accesso immediato ai contenuti.

Permalink. Sopravvissuti alla shoah contro i massacri di Gaza. Convivenza tra palestinesi ed ebrei. La voglia di pace. L’amante perduto è un film sulla convivenza tra culture e religioni diverse: per realizzarlo, tecnici, comparse, attori palestinesi e israeliani hanno lavorato insieme.

Convivenza tra palestinesi ed ebrei. La voglia di pace

A colloquio con il regista Roberto Faenza. C'è chi afferma - come lo scrittore Alvaro Mutis - che la letteratura sia incompatibile con il cinema, tuttavia il cinema, soprattutto in questi ultimi anni, sembra prediligere soggetti tratti da romanzi, classici o contemporanei. È il caso di Roberto Faenza che, nel suo interessante e sempre impegnato percorso registico, continua ad attingere i soggetti dei propri film dalla letteratura. Filmografia - ANED. Italo Tibaldi e l'ex sergente dell'Armata americana Robert Bob Persinger intervistati a Ebensee nel sessantesimo della liberazione Regia di Ambra Laurenzi Regia: Lajos Koltai .

Filmografia - ANED

Giornata della Memoria 2014: i 10 film più emozionanti che raccontano la Shoah. Poche parole per raccontare una tragedia che non può essere spiegata.

Giornata della Memoria 2014: i 10 film più emozionanti che raccontano la Shoah

Tante storie: tratte da, romanzate, troppo spesso tremendamente vere. Quella della Giornata della Memoria sarà solo una data simbolica, ne siamo convinti tutti, ma serve per far conoscere alle generazioni di oggi lo scempio che son state capaci di fare quelle di ieri. Le scene dei film che vi proponiamo qui di seguito sono molto più eloquenti di qualsiasi discorso e, se ancora non l’avete fatto guardate almeno qualcuno di questi film.

Vi faranno crescere dentro. 1) La vita è bella di Roberto Benigni (1997) con Nicoletta Braschi, Giorgio Cantarini, Giustino Durani, Sergio Bini Bustric, è stato vincitore di 3 Oscar coe “miglior attore protagonista” (Roberto Benigni), “miglior film straniero”, “miglior colonna sonora”. 2) Schlindler’s list: film del 1993 diretto da Steven Spielberg, interpretato da Liam Neeson, Ben Kingsley e Ralph Fiennes e dedicato al tema della Shoah. La questione israelo-palestinese in 20 film. ‘Omar’ ‘Bethlehem” A che punto sia la questione israelo-palestinese lo vediamo adesso, oggi, con l’intervento militare in atto di Tsahal su Gaza, l’abbiamo visto nei giorni scorsi con i razzi lanciati da Gaza su Israele, fino a Tel Aviv.

La questione israelo-palestinese in 20 film

Come ha scritto un mio saggio amico su Facebook, è – il conflitto e la (finora) impossibile convivenza tra i due popoli – uno di quei grovigli di cui è bene evitare di discutere, nel caso (ed è quasi sempre il caso) non si abbia da dire niente di notevole. Piuttosto che riciclare luoghi comuni o vomitare pregiudizi, meglio starsene zitti. Regola aurea cui mi attengo (discuto della faccenda solo con interlocutori dotati di pacatezza, serenità di giudizio, solida conoscenza dei fatti, cosa che non è facile trovare in rete). 1) Omar di Hany Abu-Assad, Palestina 2013. 2) Bethlehem di Yuval Adler. 3) Un insolito naufrago nell’inquieto mare d’Oriente (Un porco a Gaza) di Sylvain Estibal. 4) Il giardino di limoni di Eran Riklis, Israele, 2008.

Gaza, Moni Ovadia: "Io, ebreo, sostengo i diritti palestinesi. Ecco perché" “1948″, libro dello scrittore israeliano Yoram Kaniuk: gli ebrei vittime o carnefici?