Xamarin, Video Corso per creare una APP in Italiano | Sapere Web
Letto 10 volte | Tempo stimato di lettura: 0 minuti, 43 secondi Con un codice condiviso basato su C#, gli sviluppatori possono usare gli strumenti Xamarin per scrivere applicazioni native Android, iOS e Windows con interfacce utenti native e condividere il codice su diverse piattaforme. Nel febbraio del 2016, Microsoft ha acquistato l’azienda, e dopo qualche mese, ha reso i prodotti Xamarin Studio gratuiti per sviluppatori e studenti. Con Xamarin oggi è possibile sviluppare un’applicazione nativa cross-platform in breve tempo. Scrivendo il codice una sola volta si ha la possibilità di sviluppare un’applicazione che funzioni sulle piattaforme iOS, Android e Windows. Grazie alla collaborazione con Francesco Bonacci, Microsoft Student Partner, è nato un corso in italiano suddiviso in 15 moduli con cui, partendo dalle basi, si impara passo dopo passo a sviluppare una applicazione mobile. Guarda la Prima lezione: Setup e Introduzione a Xamarin
IULine - Esempio CMOOC 2013
Dopo il cMOOC #LTIS13: Curato da Prof. Andreas Robert Formiconi Guarda il video illustrativo del corso di Laboratorio Informatico del Prof. Formiconi connectivist: studente al centro, apprendimento cooperativoMassive: senza limiti di iscrizioniOpen: liberamente e gratuitamente fruibileOnline: accessibile da qualsiasi browserCourse: un insegnamento universitario Modalità di fruizione: chiunque può partecipare liberamente e gratuitamente, per iscriversi occorre semplicemente connettersi al sito www.iamarf.org: nella parte destra della home page si trova la sezione "iscrizione al loptis", che conduce a questo indirizzo iamarf.org/iscrizione. Obiettivi del corso Guarda i Risultati del #LTIS13
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Dr. Scratch: supportare gli insegnanti nella valutazione del pensiero computazionale – BRICKS
1Universidad Rey Juan Carlos. Madrid, Spain. 2Universidad Nacional de Educación a Distancia, Spain. traduzione di Mara Masseroni, masseroni.mara@gmail.com scarica la versione PDF del lavoro Vi sono molte tecnologie create con l’obiettivo di aiutare gli studenti nello sviluppo delle loro capacità di pensiero computazionale, ad esempio Logo, Alice e, in particolare, Scratch, che è diventato il linguaggio di programmazione standard per insegnare informatica nelle scuole. Dr. Questo punteggio, che va da 0 a 21 punti, si basa sul grado di sviluppo delle diverse dimensioni della competenza di pensiero computazionale, in particolare astrazione e scomposizione dei problemi, il pensiero logico, la sincronizzazione, il parallelismo, nozioni algoritmiche di controllo del flusso, interattività con l’utente e la rappresentazione dei dati, che vengono valutati esaminando il codice sorgente del progetto analizzato. Figura 1 – rapporto di feedback di Dr. Figura 2 – Idee e suggerimenti forniti da Dr. Dr.
Digital storytelling a scuola | DOL MOOC
Il MOOC “Digital Storytelling a scuola” affronta il tema del narrare storie attraverso le tecnologie digitali nella sua doppia valenza, didattica e comunicativa. Il messaggio fondamentale è che non necessariamente queste due dimensioni – la qualità comunicativa del risultato finale e la qualità dell’impatto didattico – si sviluppano in armonia. Trattandosi infatti di un’attività che si svolge a scuola, con una classe o un gruppo di studenti, il coinvolgimento di tutti può portare a un risultato non perfetto ma didatticamente efficace, mentre all’inverso il coinvolgimento dei migliori può portare a un risultato più raffinato ma meno “inclusivo”. Questo corso si inquadra nel progetto europeo Comenius TALES (www.storiesforlearning.eu) come attività di training dei docenti (di tutti i livelli scolastici). Scarica la DESCRIZIONE BREVE del corso Al termine del corso, i partecipanti Per completare il MOOC è necessario svolgere l'attività prevista.
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Bambini che imparano a programmare: Attività unplugged
In tema di apprendimento della programmazione da parte dei bambini ho sempre guardato alle proposte di attività unplugged (senza computer) con un po’ di diffidenza. Mi sono sempre apparse un po’ come una sorta di ripiego strategico rispetto alla cronica mancanza di dotazioni hardware delle scuola, un modo di pensare alla CS Education che finisse, in fondo, proprio di giustificare e far accettare come normale tale mancanza. In aggiunta, negli anni passati, sovente i libri di testo adottati nella primaria presentavano e proponevano attività unplugged estremamente semplificate ma non di meno astratte e formalizzate (p. es. il concetto di algoritmo descritto come diagramma di flusso). Per questo ho sempre sostenuto l’assoluta necessità, nel caso in cui si volesse davvero “fare informatica” nella scuola primaria, di approcci assai operativi, anzi solo operativi o quasi, che non potevano quindi prescindere da un rapporto diretto, possibilmente uno ad uno, tra bambini e computer.
teachmood