
Torsione Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Esempi di torsione: il corpo umano[modifica | modifica sorgente] Per comprendere immediatamente il concetto di torsione, si può pensare al collo, allo sforzo compiuto per muovere la testa, alla sensazione di dolore nel caso in cui venga girato violentemente attorno al proprio asse (la colonna vertebrale). Se la nostra testa venisse sollecitata da una forte torsione, questa verrebbe trasferita alla parte alta del collo che comincerebbe probabilmente a cedere vistosamente con una rotazione. Se il corpo fosse molto rigido (elevata rigidezza torsionale) il collo non avrebbe possibilità di ammortizzare la torsione e la sollecitazione raggiungerebbe istantaneamente la base del collo, senza darci il tempo sufficiente per reagire e contrapporre la nostra forza muscolare. La torsione interviene in numerosissime altre applicazioni, ogni volta che si imprime un momento torcente ad un oggetto rigido affinché esso trasferisca tale azione da un'estremità all'altra. .
Solaio Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Si definiscono solai quelle strutture bidimensionali piane caricate ortogonalmente al proprio piano, con prevalente comportamento resistente monodirezionale. Fanno parte delle più generali "chiusure orizzontali" appartenenti all'apparecchiatura costruttiva all'interno delle quali svolgono il compito di assolvere alla sicurezza statica al fine di ripartire i carichi sulle travi perimetrali della struttura di elevazione dell'edificio. La struttura portante del solaio può essere realizzata in legno, in calcestruzzo armato o in acciaio con la presenza o meno di altri materiali (ad esempio elementi in laterizio o pani di polistirolo), con funzione prevalente di alleggerimento. Evoluzione tecnologica[modifica | modifica sorgente] Il solaio in legno[modifica | modifica sorgente] I solai misti legno-calcestruzzo[modifica | modifica sorgente] I solai in laterizio[modifica | modifica sorgente] I solai misti in acciaio e laterizio[modifica | modifica sorgente]
Robustezza strutturale Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Con il termine robustezza, o con il più noto robustness, di una struttura si indica la capacità di evitare danni sproporzionati (es. crollo) nel caso in cui la struttura subisca danni locali anche gravi dovuti ad esempio ad incendi, esplosioni, urti o conseguenze di errori umani. Il concetto di robustness è stato formalizzato solo di recente, questo concetto consente di realizzare costruzioni in grado di mettere in campo tutte le proprie riserve di resistenza sino al collasso, attraverso l'attivazione di molteplici percorsi alternativi di carico. In tal modo è allontanato, tra l'altro il pericolo di collasso generalizzato, a seguito di rotture localizzate della struttura (collasso pregressivo) specie in occasione di eventi eccezionali. Indicazioni progettuali[modifica | modifica sorgente] World Trade Center[modifica | modifica sorgente] Normativa[modifica | modifica sorgente] Note[modifica | modifica sorgente] Voci correlate[modifica | modifica sorgente]
Rigidezza Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. La rigidezza è la capacità che ha un corpo di opporsi alla deformazione elastica provocata da una forza applicata. In generale si dovrebbe usare il termine rigidezza quando si parla di una struttura, di rigidità quando si parla di un materiale. Caratteristiche[modifica | modifica sorgente] La rigidezza è determinata da: Materiale, proprietà estensiva del materiale e cioè dipende dalla quantità di materiale e dal materiale stesso.Forma, la forma della struttura riesce a conferire una diversa rigidità a parità di materiale, come nel caso di un tubo ovale o rotondo.Vincoli a parità di forma e materiale si ha una maggiore rigidezza di un palo vincolato ai due estremi, piuttosto che a un estremo solo.[1] Definizione[modifica | modifica sorgente] La rigidezza k di un corpo che si deforma a distanza δ sotto una forza applicata P è definita secondo la relazione P = k δ. Rigidezza a flessione[modifica | modifica sorgente] In fisiologia[modifica | modifica sorgente]
Muro portante Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Il muro portante è l'elemento strutturale di un edificio costruito con il sistema dei setti portanti. Si differenzia dal tramezzo, elemento divisorio interno e non portante, e dalla tamponatura, elemento che divide l'interno dall'esterno e che non porta peso. Fino all'avvento della tecnologia del cemento armato ed in genere della tipologia strutturale a telaio, tutte le murature si potevano considerare portanti. Il ruolo strutturale[modifica | modifica sorgente] Il muro, data la sua struttura, non è adatto a portare carichi concentrati come grosse travi: si preferisce, infatti, far appoggiare tutto il solaio sulla lunghezza del muro, evitando proprio di realizzare le travi di cemento[non chiaro]: si evita così anche il ponte termico della trave stessa. Tipologie di muratura portante[modifica | modifica sorgente] La muratura mista è un muro realizzato con diversi materiali alternati per stratificazioni orizzontali.
Legno strutturale Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Per legno strutturale si intende il legno usato per la costruzione di edifici. Il legno è il più antico materiale da costruzione utilizzato dall'uomo per la propria casa, come testimonia anche l'archeologia sperimentale. Gli strumenti tradizionali della lavorazione del legno strutturale Una casa in legno blockbau Il legno è stato utilizzato nelle costruzioni sin dall'epoca antica. Uno dei più antichi metodi di costruzione delle case è quello definito blockbau, nel quale si sovrappongono orizzontalmente tronchi o travi fino a formare delle pareti. Tale declino è stato molto più marcato in Italia che nelle altre nazioni europee, addirittura in Scandinavia non è mai cessato, mentre nell'America settentrionale si è continuato ad utilizzarlo in maniera estensiva, specialmente nell'edilizia civile, come ad esempio a Venice. Prodotti in legno strutturale e loro utilizzo[modifica | modifica sorgente] Londra, Gran Bretagna. Hildesheim. Bucarest, Romania. Hornburg.
Iperstaticità Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Esempio di sistema iperstatico Esempio monodimensionale[modifica | modifica sorgente] Un treno, viaggiando su rotaia possiede un grado di libertà, rappresenta una struttura labile. Le sue ruote rappresentano un vincolo di tipo "carrello" detto anche appoggio semplice. Se agisce un freno, (di una sola ruota) dopo breve tempo, il treno si ferma: la ruota frenata rappresenta una cerniera, rendendo la struttura isostatica. Esempio bidimensionale[modifica | modifica sorgente] Una bicicletta viaggia su una strada d'asfalto. Esempio tridimensionale[modifica | modifica sorgente] Il nostro braccio teso, fermo, è una mensola nello spazio, incastrata all'altezza della spalla. Considerazioni[modifica | modifica sorgente] Spesso gli edifici di civile abitazione sono tipicamente strutture iperstatiche a telaio tridimensionale in calcestruzzo armato, che consentono di resistere alla soppressione di uno o più vincoli senza conseguenze troppo catastrofiche.
Fondazioni Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. esempio di fondazione superficiale e di fondazione su pali. In edilizia e architettura le fondazioni sono quella parte della struttura dell'edificio che svolge il compito di trasmettere i carichi dalle strutture in elevazione al terreno. Nell'ambito dell'ingegneria civile, lo studio delle fondazioni strutturali implica una approfondita conoscenza della geotecnica, della scienza delle costruzioni e della tecnica delle costruzioni. Il tipo di fondazione di volta in volta impiegata dipende dalla sollecitazione che agisce su di essa e dal tipo di terreno a cui è connessa; la fondazione deve essere posata su un terreno di portanza adeguata ai carichi della struttura. In generale, per ognuna delle scelte progettuali effettuate per le fondazioni, occorrerà adottare un differente approccio nell'impostazione del calcolo. Possiamo suddividere le fondazioni in due famiglie: Fondazioni dirette[modifica | modifica sorgente] fondazione 1) a trave rovescia; 2) a plinto